17ᵃ settimana di gravidanza

Il feto cresce rapidamente e i suoi movimenti diventano sempre più coordinati, anche se non sempre sono già percepibili. La pancia comincia a essere più evidente e molti disturbi dei primi mesi si attenuano: ecco cosa cambia nel corpo, quali sintomi possono comparire e quali controlli sono previsti

Martina Sarti , ostetrica
Donna a 17 settimane di gravidanza

La 17ᵃ settimana di gravidanza si colloca nel secondo trimestre. Per molte donne le nausee sono ormai un ricordo, l’energia torna e la pancia comincia a diventare più evidente. Vediamo cosa succede al bambino e al corpo della mamma, quali controlli sono previsti e cosa è utile sapere in questa fase della gravidanza.

A che punto della gravidanza siamo

La 17ª settimana di gravidanza, in senso stretto, è quella che va da 16+0 a 16+6. L’età gestazionale si esprime infatti in settimane compiute più giorni: “16+3” significa 16 settimane e 3 giorni compiuti, e indica quindi che ci si trova nella 17ᵃ settimana.

La gravidanza viene conteggiata in settimane, mentre i mesi del calendario hanno una durata variabile. Per questo motivo, la corrispondenza tra settimane e mesi è necessariamente approssimativa.

Quindi, 17 settimane di gravidanza, quanti mesi sono? Siamo nel quarto mese, che va da 13+2 a 17+4. Il quinto mese inizia a 17+5, cioè nel corso della 18ª settimana, e termina intorno alle 22 settimane. La 17ᵃ settimana si colloca quindi verso la fine del quarto mese, a pochi giorni dall’inizio del quinto.

Siamo inoltre nel secondo trimestre. Il rischio di aborto spontaneo, più elevato nelle prime settimane, si è ormai notevolmente ridotto e, per molte donne, i sintomi tipici dell’inizio della gravidanza sono del tutto scomparsi. Il secondo trimestre è infatti spesso vissuto come una fase di maggiore benessere.

Sviluppo del feto a 17 settimane

Il feto a 17 settimane ha già sviluppato tutte le strutture principali, che da questo momento continuano a crescere e a maturare. In media le sue misure si aggirano attorno agli 11-14 centimetri dalla testa al sacro e il peso è di circa 100-150 grammi.

Per visualizzare quanto è grande il feto a 17 settimane possiamo immaginare una pera o una piccola arancia.

Le proporzioni del corpo in questa fase cambiano: la testa diventa progressivamente più proporzionata rispetto al resto del corpo, le gambe si allungano e il corpo assume un aspetto sempre più armonioso.

La pelle è ancora sottile e traslucida, con i vasi sanguigni visibili, e inizia a essere ricoperta dalla lanugo (o lanugine) e dalla vernice caseosa. La prima è una fine peluria, mentre la seconda è una sostanza biancastra che contribuisce a proteggere la pelle.

Comincia inoltre a depositarsi il grasso sottocutaneo, che più avanti contribuirà alla regolazione della temperatura corporea. Sul viso gli occhi hanno ormai raggiunto una posizione più vicina a quella definitiva, il naso continua a svilupparsi e sono presenti sopracciglia e ciglia. Nelle gengive sono già presenti le gemme dei denti da latte.

Anche l’udito continua a svilupparsi: le strutture dell’orecchio stanno maturando e nelle settimane successive il feto diventerà progressivamente capace di percepire i suoni. Gusto e olfatto hanno già iniziato il loro sviluppo. Il bambino deglutisce inoltre il liquido amniotico, contribuendo così alla maturazione dell’apparato digerente.

I movimenti del feto a 17 settimane sono sempre più coordinati: il bambino scalcia, può portare le mani alla bocca e avere il singhiozzo.

Molte donne iniziano però ad avvertire i movimenti fetali qualche settimana più tardi, generalmente tra la 18ª e la 22ª settimana, soprattutto durante la prima gravidanza.

Se una donna alla 17ᵃ settimana riferisce non sentire movimenti non c’è quindi motivo di preoccuparsi: a quest’epoca gestazionale è del tutto normale non percepirli ancora. Anche una placenta posizionata anteriormente può rendere i movimenti meno facilmente percepibili.

La posizione feto a 17 settimane cambia continuamente: c’è ancora molto spazio all’interno dell’utero e, in questa fase, non esiste una posizione corretta o più favorevole.

Scheletro e muscoli continuano a svilupparsi e le ossa proseguono il processo di ossificazione. Il cuore batte molto più velocemente di quello di un adulto, i reni producono urina che viene rilasciata nel liquido amniotico e il sistema nervoso continua a maturare.

I genitali esterni sono formati e possono essere visibili all’ecografia, anche se talvolta è necessario attendere l’ecografia morfologica, che viene eseguita nel secondo trimestre, per determinarne il sesso con maggiore precisione.

In questa fase continuano a svilupparsi le impronte digitali, mentre unghie e capelli sono in formazione.

Il battito cardiaco fetale alla 17ᵃ settimana può essere rilevato con un Doppler utilizzato dal professionista sanitario. L’impiego dei rilevatori domestici è invece sconsigliato.

In caso di gravidanza gemellare a 17 settimane lo sviluppo dei feti segue nel complesso le stesse tappe, mentre la frequenza e le modalità dei controlli dipendono anche dal tipo di gravidanza gemellare e, in particolare, dalla corionicità.

Le conferme nei numeri?

Nella mia esperienza, a 17 settimane molte donne cercano conferme nei numeri: centimetri, grammi, chili. Io consiglio di approfittare di questo periodo, per molte più tranquillo rispetto ai primi mesi, per fare domande e affrontare i dubbi, sia quelli del momento sia quelli che riguardano il futuro. Portate alle visite un elenco scritto di quesiti e curiosità, anche quelli che possono sembrare banali. Una gravidanza vissuta con informazioni corrette e con qualcuno a cui rivolgere le proprie domande restituisce più serenità e consapevolezza di quanto possa fare l’osservazione delle tabelle. 

Come cambia il corpo della mamma

Dal secondo trimestre il peso tende a crescere in modo più regolare. L’aumento settimanale varia in base al peso e al BMI prima della gravidanza e può essere indicativamente compreso tra 250 e 500 grammi a settimana.

Il seno può aumentare di volume, i fianchi si modificano e capezzoli e areole possono diventare più scuri. Anche il baricentro si sposta progressivamente in avanti, mentre il volume del sangue aumenta in modo significativo.

Può aumentare anche la pigmentazione della pelle, con la comparsa della linea nigra e, in alcuni casi, di macchie sul viso (cloasma gravidico).

Le smagliature su addome e seno dipendono soprattutto dalla predisposizione individuale e dalle caratteristiche della pelle.

La pancia a 17 settimane

La pancia alla 17ᵃ settimana di gravidanza può avere dimensioni molto variabili.

Il fondo dell’utero, cioè la sua parte superiore, si trova all’incirca a metà strada tra il pube e l’ombelico e raggiungerà quest’ultimo intorno alla 20ª settimana.

In molte donne può sorgere qualche preoccupazione riguardo alle dimensioni della pancia: pancia grande? Pancia piccola?

Alla 17ᵃ settimana non esistono dimensioni uguali per tutte: possono incidere la costituzione fisica, il tono della muscolatura addominale, la posizione dell’utero e il fatto di essere alla prima gravidanza o averne già avute altre.

È inoltre frequente che la pancia appaia più piatta al mattino e più gonfia alla sera, anche a causa del gonfiore addominale.

Al di là delle dimensioni della pancia, è importante prestare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi come perdite di liquido, sanguinamento o dolore intenso o persistente.

Sintomi e disturbi frequenti a 17 settimane

I sintomi alla 17ᵃ settimana di gravidanza possono essere diversi da donna a donna. In questa fase, per molte, i disturbi tipici del primo trimestre si sono attenuati, mentre possono comparirne altri legati ai cambiamenti del corpo.

Il mal di schiena, la sciatalgia e i fastidi dovuti allo stiramento dei legamenti sono piuttosto comuni. Un’attività fisica moderata e adatta alla gravidanza può aiutare a mantenere una buona postura e favorire la mobilità e la circolazione.

Anche i crampi notturni a polpacci e piedi sono abbastanza comuni e le loro cause non sono del tutto chiare. Stretching e una buona idratazione possono essere utili, mentre le prove sull’efficacia del magnesio, spesso consigliato in questi casi, non sono conclusive.

Possono verificarsi anche occasionali contrazioni uterine, generalmente brevi e non dolorose. Alla 17ᵃ settimana di gravidanza i dolori basso ventre possono essere legati anche alla crescita dell’utero e allo stiramento dei legamenti e spesso si attenuano con il riposo o cambiando posizione.

Non vanno invece sottovalutati un dolore intenso o persistente, il sanguinamento, la perdita di liquido o contrazioni regolari e frequenti: in questi casi è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.

L’aumento del volume del sangue, i cambiamenti ormonali e la pressione esercitata dall’utero sui vasi possono favorire la comparsa di vene varicose, capillari più visibili e gonfiore alle gambe.

Alcune donne possono avere anche episodi di sanguinamento dal naso, favoriti dai cambiamenti ormonali e dall’aumento della vascolarizzazione delle mucose.

I cambiamenti ormonali, e in particolare l’azione del progesterone, possono rallentare la digestione e favorire la comparsa di bruciore di stomaco e stitichezza.

La nausea alla 17ᵃ settimana di gravidanza per molte donne è ormai scomparsa o si è notevolmente attenuata. Se persiste in forma intensa, soprattutto se rende difficile alimentarsi o bere adeguatamente, è opportuno parlarne con il medico.

Le perdite vaginali alla 17ᵃ settimana di gravidanza sono generalmente bianche o trasparenti e non sono associate a cattivo odore, prurito o bruciore. È invece opportuno rivolgersi a un professionista sanitario se diventano maleodoranti, assumono una colorazione giallo-verdastra, sono accompagnate da prurito o bruciore oppure presentano tracce di sangue.

Anche una 17ᵃ settimana di gravidanza senza particolari sintomi può essere del tutto normale.

Come in altri periodi della gravidanza, anche alla 17ᵃ settimana è importante rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario in caso di:

  • perdite di sangue o di liquido dai genitali;
  • dolore addominale intenso o contrazioni regolari;
  • febbre o bruciore durante la minzione;
  • mal di testa intenso, disturbi della vista o gonfiore improvviso di viso e mani;
  • vomito ripetuto che impedisce di bere o alimentarsi adeguatamente.

Emozioni e stato d’animo della mamma

Gli sbalzi d’umore possono essere frequenti anche in questa fase, sebbene per molte donne il secondo trimestre sia caratterizzato da maggiore energia e benessere rispetto ai primi mesi.

Possono verificarsi anche episodi di distrazione e vuoti di memoria, talvolta indicati con l’espressione mommy brain. Gli studi su questo fenomeno hanno dato risultati contrastanti, mentre è noto che fattori come la stanchezza e la carenza di sonno possono influire sulla concentrazione e sulla memoria.

Il benessere psicologico è parte integrante della salute in gravidanza: ansia e depressione possono comparire già durante la gestazione, e non soltanto dopo il parto, e secondo le stime interessano circa una donna su cinque nel periodo perinatale.

Per questo motivo, l’aggiornamento 2025 delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gravidanza fisiologica dedica particolare attenzione alla salute mentale e prevede la valutazione di ansia e depressione attraverso questionari validati. Se tristezza, preoccupazione o ansia persistono o interferiscono con la vita quotidiana, è consigliabile parlarne con l’ostetrica, il medico o uno psicologo, in modo da ricevere il supporto necessario.

Esami e controlli del quinto mese

Il riferimento italiano per i controlli in gravidanza è rappresentato dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gravidanza fisiologica, aggiornate in più parti tra il 2023 e il 2026, insieme ai Livelli essenziali di assistenza (LEA), che definiscono le prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale.

Le visite periodiche comprendono, tra gli altri controlli, la valutazione della pressione arteriosa e dell’andamento della gravidanza. A partire dalla 24ª settimana viene inoltre misurata la distanza tra la sinfisi pubica e il fondo dell’utero, utilizzata per valutare l’accrescimento fetale.

La curva da carico con 75 g di glucosio (OGTT) può essere anticipata alla 16ª-18ª settimana in presenza di specifici fattori di rischio:

  • diabete gestazionale in una gravidanza precedente;
  • indice di massa corporea (BMI) prima della gravidanza pari o superiore a 30;
  • glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dl rilevata prima o all’inizio della gravidanza.

Una glicemia a digiuno pari o superiore a 126 mg/dl richiede invece ulteriori accertamenti per la diagnosi di un diabete preesistente alla gravidanza. Se l’OGTT eseguito precocemente risulta normale, il test viene ripetuto più avanti nella gravidanza.

In presenza di altri fattori di rischio, come età, sovrappeso, familiarità di primo grado per diabete, un precedente bambino con peso alla nascita pari o superiore a 4.500 grammi o un’origine familiare da aree ad alta prevalenza di diabete, l’OGTT viene invece eseguito tra la 24ª e la 28ª settimana.

L’alfa-fetoproteina (AFP) può essere utilizzata per valutare il rischio di alcune anomalie fetali, tra cui i difetti del tubo neurale, ma non rappresenta da sola un esame diagnostico. I suoi valori possono essere espressi in multipli della mediana (MoM) e un risultato alterato richiede eventuali ulteriori approfondimenti.

Per quanto riguarda lo screening prenatale delle anomalie cromosomiche, le linee guida ISS aggiornate nel 2026 raccomandano di offrirlo a tutte le donne, indipendentemente dall’età, già nel primo trimestre, attraverso il test combinato o il test del DNA fetale. Si tratta di test di screening, che stimano una probabilità e non consentono di formulare una diagnosi. In caso di risultato che indichi un rischio aumentato, la diagnosi può richiedere esami invasivi, come villocentesi o amniocentesi, dopo un adeguato counselling.

L’amniocentesi può essere eseguita a partire dalla 15ª settimana. Per le donne che non hanno effettuato lo screening nel primo trimestre possono essere valutate, in base al percorso assistenziale individuale, altre possibilità di screening nel secondo trimestre.

Ecografia

L’ecografia alla 17ᵃ settimana non rientra tra quelle previste di routine, ma può essere eseguita quando vi siano specifiche indicazioni cliniche. Le linee guida aggiornate a marzo 2026 raccomandano un’ecografia nel primo trimestre, tra l’11ª e la 13ª settimana, per datare la gravidanza, verificarne la localizzazione e individuare un’eventuale gravidanza multipla, e l’ecografia morfologica tra la 19ª e la 21ª settimana.

Lo screening delle principali anomalie cromosomiche, attraverso il test combinato o il test del DNA fetale, deve essere offerto a tutte le donne, indipendentemente dall’età.

L’ecografia 3D può rappresentare un modo per conservare un ricordo della gravidanza, ma non sostituisce gli esami diagnostici previsti: l’ecografia 3D alla 17ᵃ settimana non può quindi prendere il posto dell’ecografia morfologica.

Alimentazione in gravidanza

Per quanto riguarda l’alimentazione, è consigliabile seguire una dieta varia ed equilibrata, privilegiando alimenti freschi e pasti regolari.

  • Acqua: il fabbisogno complessivo è di circa 2,5 litri al giorno, considerando sia le bevande sia l’acqua contenuta negli alimenti, e può aumentare nelle stagioni calde.
  • Ferro: è particolarmente importante durante la gravidanza e può essere assunto attraverso alimenti come carne, legumi e verdure a foglia verde. La vitamina C, presente ad esempio negli agrumi e nei kiwi, favorisce l’assorbimento del ferro di origine vegetale.
  • Sali minerali: un’alimentazione varia e ricca di frutta e verdura contribuisce a garantirne un apporto adeguato.
  • Calcio: latte, yogurt e formaggi sono importanti fonti di calcio, necessario per la salute delle ossa materne e per lo sviluppo dello scheletro del bambino.
  • Fibre: un apporto adeguato, attraverso frutta, verdura, legumi e cereali integrali, può contribuire a prevenire o contrastare la stitichezza.
  • Alcol e bevande zuccherate: l’alcol va evitato durante tutta la gravidanza, poiché non è stata individuata una quantità che possa essere considerata sicura. Il consumo di bevande zuccherate va invece limitato.

Benessere quotidiano e prevenzione dei disturbi

In assenza di controindicazioni, l’OMS raccomanda in gravidanza almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata, ad esempio camminando o nuotando. Anche attività come yoga e Pilates adattati alla gravidanza possono essere praticate, se appropriate alla propria condizione.

Gli esercizi per il pavimento pelvico, eventualmente con il supporto dell’ostetrica o di un professionista qualificato, possono contribuire a prevenire l’incontinenza urinaria durante e dopo la gravidanza.

Un cuscino da gravidanza può aiutare a trovare una posizione più confortevole durante il sonno. Nella vita quotidiana può essere utile anche scegliere scarpe comode e stabili.

Per alcune donne può essere indicato l’uso di calze a compressione graduata, da valutare con un professionista sanitario, per favorire il ritorno venoso e alleviare sintomi come gonfiore e pesantezza alle gambe, soprattutto in presenza di una predisposizione a problemi di circolazione venosa.

Per quanto riguarda le smagliature, che durante la gravidanza possono comparire soprattutto su addome, seno e fianchi, nessun prodotto cosmetico ha dimostrato con certezza di prevenirne la comparsa. Creme e oli possono tuttavia contribuire a mantenere la pelle idratata e ad alleviare l’eventuale prurito o la sensazione di tensione.

Coppia, partner e sessualità

Se la gravidanza procede senza complicazioni, la sessualità non è affatto controindicata e, anzi, può far parte della normale dinamica della coppia secondo tempi e modalità del tutto personali.

Aspetti pratici: congedo di maternità

Il congedo di maternità obbligatorio dura complessivamente cinque mesi. Di norma inizia due mesi prima della data presunta del parto e prosegue per i tre mesi successivi alla nascita.

Se il parto avviene dopo la data presunta, i giorni compresi tra le due date si aggiungono al periodo di congedo. Se invece avviene prima, i giorni di congedo non goduti prima del parto si aggiungono al periodo successivo alla nascita.

Chi desidera lavorare più a lungo, quando le condizioni di salute lo consentono, può usufruire della flessibilità del congedo di maternità in due modi:

  • lavorare fino a un mese prima della data presunta del parto e usufruire dei quattro mesi successivi alla nascita;
  • oppure lavorare fino al parto e usufruire di tutti e cinque i mesi di congedo dopo la nascita.

In entrambi i casi sono necessarie le certificazioni sanitarie che attestino che questa scelta non comporti rischi per la salute della lavoratrice e del bambino, rilasciate dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale o convenzionato e, nei casi previsti, dal medico competente per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Le certificazioni necessarie per usufruire della flessibilità devono essere acquisite secondo le modalità e nei tempi previsti dall’INPS. Dal 2022 non devono più essere trasmesse all’Istituto insieme alla domanda: la lavoratrice deve dichiarare di essere in possesso della documentazione richiesta e conservarla per eventuali controlli.

La domanda di congedo di maternità si presenta online all’INPS, direttamente oppure tramite un patronato. Il certificato medico di gravidanza, con la data presunta del parto, viene trasmesso telematicamente all’INPS dal medico certificatore.

Per le lavoratrici autonome e le libere professioniste le regole possono essere diverse e, in alcuni casi, occorre fare riferimento alla propria cassa previdenziale. È quindi opportuno verificare la propria situazione sul sito dell’INPS, presso la cassa di appartenenza o attraverso un patronato.

Articolo pubblicato il 29/10/2026 e aggiornato il 29/10/2026
Immagine in apertura SDI Productions / iStock

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