Educazione

Crescere un bambino significa anche educarlo, aiutarlo ad assimilare le regole della vita necessarie per convivere in armonia con gli altri all’interno delle comunità in cui viviamo e, soprattutto, aiutarlo a diventare un adulto autonomo. Oltre a questi aspetti, in questa categoria parliamo anche di asilo nido e di scuola.

Rette e accessibilità degli asili nido: qual è la situazione?

Anna Rita Longo, Science writer
Bambini di spalle sdraiati per terra all'asilo nido

La possibilità di accedere all’asilo nido dovrebbe essere garantita a tutte le famiglie che desiderino usufruire del servizio, ma la situazione italiana è ancora problematica

Discalculia: il “DSA in matematica”

Antonella D’Amico, psicologa
Bambino discalculico

Nei primi studi sulla discalculia evolutiva, la difficoltà nel leggere e comprendere i numeri veniva definita come “dislessia dei numeri”. È un disturbo che i manifesta già nel corso dei primi tre anni di scuola primaria, anche se una vera diagnosi può essere effettuata solo dalla fine della terza classe

Parlare prima delle parole: la comunicazione con gesti e segni

Anna Rita Longo, Science writer
Bambino seduto sul seggiolone fa gesti

Negli ultimi decenni si sono diffusi diversi programmi di comunicazione gestuale destinati a bambine e bambini, che promettono di favorire lo sviluppo del linguaggio verbale e di rafforzare il legame di attaccamento tra genitori e figli. Vediamo cosa dice la letteratura scientifica in merito

Minori e Internet: quali rischi?

Anna Rita Longo, Science writer
bambina sdraiata per terra che usa uno smartphone

Internet e i social network sono parte integrante della vita di bambini e ragazzi, e possono rivelarsi strumenti ricchi di potenzialità. È essenziale, però, educare fin da subito a un loro uso critico e consapevole, e vigilare l’attività online dei minorenni, sempre esposta a possibili rischi

Come educare bambini altruisti?

Anna Rita Longo, Science writer
Due bambini piccoli che si abbracciano

È possibile educare all’altruismo e ai comportamenti “prosociali”? Uno studio recente dell’Università Milano-Bicocca mette in luce come leggere storie e parlare delle proprie emozioni, fin dalla prima infanzia, insegni a “mettersi nei panni degli altri”

Come rispettare e favorire la concentrazione dei bambini?

Francesca Perica, educatrice montessoriana

Si dice spesso che i bambini non sono in grado di concentrarsi, ma già Maria Montessori aveva sfatato questo mito. È attraverso la concentrazione, generata dall’interesse, che le diverse competenze si sviluppano e si affinano. Esistono maniere per incentivarla?

Plurilinguismo e metodo Montessori

Margherita Vitali, insegnante montessoriana
una mamma legge un libro illustrato con la figlia

Per favorire l’acquisizione di più lingue durante la prima infanzia, è importante esporre i bambini il più possibile alle lingue da imparare. Non sono necessari strategie o metodi innovativi, ma può essere utile qualche consiglio pratico

Scuola: da cosa ripartire?

Anna Rita Longo, Science writer
visuale di una classe scolastica vuota

A gennaio dovrebbe riprendere l'attività in presenza per tutti gli ordini di scuola. Quali sono gli aspetti da ripensare e quelli da cui ripartire per garantire un'educazione adatta alle esigenze di tutte e tutti?

Educazione sessuale in casa e a scuola

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta
Bambini si baciano

I bambini di oggi sono circondati da immagini erotiche, che compaiono ovunque (film, trailer, pubblicità, show televisivi, sui cartelloni stradali…). È bene che siano quelle immagini a “educare” i nostri figli o è invece responsabilità degli adulti fornire spiegazioni e valutazioni che li aiutino a orientarsi in un campo così sfaccettato e complesso?

Disabilità: diritti e sostegno per le famiglie

Anna Rita Longo, Science writer
Primo piano di bambina con disabilità su sedia a rotelle

Vediamo quali sono i diritti fondamentali garantiti alle bambine e ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, e quali gli strumenti contemplati dalla legge italiana per assicurare un’adeguata inclusione, soprattutto nel contesto scolastico

Occasioni quotidiane di bellezza

Elena Ravazzolo, pedagogista
Bambino gioca con la pioggia

La vera sfida non è riconoscere la bellezza nelle sue grandi manifestazioni, siano esse naturali o umane, ma trovarla nella semplicità del quotidiano, dall’ambiente, all’ascolto, alle parole, alle cose ben fatte

Non chiamiamoli scarabocchi

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta
Bambino "scarabocchia" sul foglio

Nel bambino di età prescolare che produce i primi scarabocchi c’è un rapporto molto stretto tra corpo e mente, tra muscoli, occhi e sistema nervoso. Proprio da questo rapporto nasce l’alfabeto dei segni che il piccolo utilizzerà per raccontare la realtà, le emozioni, gli stati d’animo

Liberi di esprimersi

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Mamma e figlia disegnano assieme

Come tutte le competenze, anche il pensiero creativo necessita di esercizio, fin dalla prima infanzia. L’opinione del genitore è importante in quanto educatore e modello per il bambino, ma le sue idee e scelte non dovrebbero essere percepite dal piccolo quali uniche vie possibili

Più gioco, più imparo

Alberto Oliverio, neurobiologo
Bambina di 2 anni gioca in casa

Afferrare, manipolare, muoversi sono aspetti fondamentali del processo di crescita fisica e cerebrale del bambino. Il gioco infatti, favorisce anche lo sviluppo di quelle strutture nervose (in particolare la corteccia frontale) che ci consentono di valutare le conseguenze del nostro operato, il rispetto delle regole e gli aspetti etici, ad esempio il senso di colpa, la generosità, la solidarietà e l’amicizia

Bambini maleducati?

Chiara Borgia, pedagogista
Bambino urla in un supermercato

Nella pedagogia moderna il bambino viene riconosciuto come soggetto attivo della relazione educativa. Buone abitudini, esempio degli adulti e giochi con i coetanei possono favorire l’apprendimento delle regole della cosiddetta buona educazione

Il gioco con la sabbia: educazione per il corpo e per la mente

Francesca Perica, educatrice montessoriana
Mano di un bambino che gioca con la sabbia

Il gioco con la sabbia garantisce tantissimi benefici e mostra come, contrariamente a quanto spesso si pensa, siano le attività più semplici a offrire le occasioni più complete di crescita

I bambini non hanno mai fretta

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Bambino gioca con tranquillità, senza fretta

Ciò che spinge il bambino all’azione è una motivazione profonda di crescita e sviluppo personale: : vuole il tempo che gli serve, non si accontenta di quello che ha a disposizione. L’adulto può facilitare questo avanzamento predisponendo un ambiente adatto, sicuro e interessante, dimostrandosi umile e paziente e offrendo al piccolo tutto il tempo necessario per manifestarsi, comprendersi ed esercitarsi

Quei malesseri fisici apparentemente inspiegabili…

Chiara Borgia, pedagogista
Bambina consolata dalla mamma

Mal di testa, mal di pancia e dolori vari che compaiono improvvisamente spesso hanno più a che fare con le emozioni che con le malattie. Ad esempio, uno stato di disagio emotivo come la paura, viene vissuto dal piccolo senza avere piena consapevolezza di ciò che accade, e spesso può tradursi in questi “sintomi”

Punizioni? Dannose e non servono a nulla

Elena Ravazzolo, pedagogista
Bambina viene messa in punizione

Il rischio di un sistema educativo basato su premi e punizioni è che, col passare del tempo, figli e genitori si allontanino, perché il bambino, oltre a non avere libertà di scelta, non terrà conto delle conseguenze di ciò che fa, ma deciderà solo in base alla reazione dell’adulto

Caramelle e altri ricatti

Chiara Borgia, pedagogista
Bambina riceve caramelle come premio

Al contrario della punizione, il premio sembra essere, a prima vista, un incentivo positivo, che non danneggia né il bambino né la relazione educativa. Ma in realtà, con questo meccanismo, il piccolo ubbidisce solo per compiacere l’adulto o avere qualcosa in cambio, e non ha l’occasione di responsabilizzarsi

«Sì, mamma, lo faccio subito!»

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Bambino obbediente aiuta a caricare la lavastoviglie

Per Maria Montessori l’obbedienza è una conquista fatta di tre passaggi, da lei definiti “i tre gradi dell’obbedienza”. Prima il bambino impara a rispondere alla propria volontà, poi alla volontà altrui. Infine, durante la scuola primaria, proietta il suo interesse verso gli altri, la comunità, la partecipazione e la collaborazione

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