Psicologia

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini, e noi di UPPA non siamo da meno. Il pediatra di famiglia non si occupa solo di bambini malati, ma anche, appunto, della famiglia. In questa rubrica affrontiamo il tema della psiche: il mestiere di genitore, la risoluzione dei conflitti, l’incontro tra il mondo dei grandi e quello dei piccoli, le punizioni e lo sviluppo psicofisico dei bambini sono solo alcuni dei temi trattati in questa sezione. Gli esperti del settore vi assisteranno nel mestiere più difficile e più bello del mondo.

L’amico immaginario: un’esigenza del bambino che cresce

Emozioni di Giuseppe Sparnacci - Psicoterapeuta, Firenze
amico immaginario Verso i due, tre anni cominciarono a essere spesso presenti, insieme a mio nipote, tre suoi amici: Ibbu, Palla e Canna. Un quartetto che coinvolgeva genitori e altri adulti. Ho ritrovato le filastrocche che ho scritto per loro e dalle quali posso dedurre le caratteristiche del trio che si accompagnava a Niccolò: Ibbu aveva gli occhi verdi ed era basso, anche Palla era piccolo e di pelle scura come il senegalese Modu incontrato sulla spiaggia, Canna invece aveva la pelle rosa rosa e gli occhi e i capelli blu. Un...

Ha senso rimanere insieme per i figli?

Famiglia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Sono la mamma di uno splendido bambino di quasi tre anni. Col mio compagno le cose non vanno bene. Stiamo insieme solo per nostro figlio. Non credo sia giusto che io continui a sacrificare la mia vita, però le paure sono tante, soprattutto quella di ferire il mio piccolo, portandolo via di casa e dal padre. Intanto dobbiamo andare dall’avvocato per definire i doveri per il futuro. Io sono decisa, ma non voglio ferire mio figlio. Cosa devo fare? Quando si è dentro ai problemi (come quello che sta vivendo...

Piccoli narcisi crescono: una riflessione su un mondo che cambia

Psicologia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Molto spesso i miei articoli per UPPA hanno preso le mosse da una lettera che qualche genitore mi ha scritto. Quasi sempre si trattava di una mamma che, dopo avermi illustrato delle osservazioni su qualche avvenimento (magari ricorrente) riguardante i suoi bambini, mi esponeva un problema, chiedendomi poi un parere. Questa volta, invece, la lettera la scrivo io, chiedendo a voi, lettori di UPPA, dei pareri. Carissimi genitori… …vi scrivo per chiedervi delle valutazioni e dei pareri. Sono il nonno di due nipotini, di cinque anni appena compiuti il lui, e di quasi...

Anche i papà hanno bisogno di sostegno

Famiglia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
Generalmente, nella nostra cultura, le madri sono molto più circondate di attenzioni e più sostenute, che non i padri, nel percorso verso la loro specifica genitorialità. Fin dall’inizio, fin da quando la coppia si accorge di aspettare un bambino, tutti (genitori, famigliari, amiche, amici, parenti, colleghi, negozianti, conoscenti…) tutti si interessano solo a quello che accade alla donna, mentre di solito nessuno si accorge dei cambiamenti e delle esperienze che riguardano l’uomo. Padri soli È comprensibile che questo avvenga: è nella donna, a partire dal suo corpo e dalla sua fisiologia,...

L’emozione dei papà

Emozioni di Pietro Briganò - Giornalista, Roma
Mi capita un po’ ovunque: sul treno, in ufficio, mentre sto sotto la doccia ma, soprattutto, quando lo guardo. Penso, mi perdo, sorrido, poi all’improvviso riprendo fiato cercando invano di nascondere l’espressione inebetita che sento sul mio viso. Ho pianto quando ho saputo che c’era e ho pianto quando è nato: un’emozione incontenibile. A volte mi chiedo se sia normale, o se per caso non sia rimasto affetto da qualche insolita forma di ipersensibilità paterna. Il momento in cui è nato Lorenzo È passato un anno ma il ricordo è...

Maternità, lavoro e sensi di colpa: una riflessione

Famiglia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
maternità e sensi di colpa Sono la mamma di Giulia, 13 mesi, che da un mese circa frequenta il nido dalle otto e mezza all’una circa. L’ambientamento sembra sia andato bene; dico sembra perché ho dei dubbi e non riesco a capire se dipendono dalla mia sofferenza per il distacco (lavoro pendolare, part time verticale nei giorni dispari, quindi Giulia non ha una routine sempre uguale) o da elementi oggettivi. Mi è infatti sembrato che sia più attaccata a me. Ovvero prolunga la poppata anche dopo il termine, la esige non appena torno e all’ora corrispondente...

Adolescenza: non solo conflitti tra genitori e figli

Famiglia di Giuseppe Sparnacci - Psicoterapeuta, Firenze
adolescenza I nostri antenati non avevano dubbi. Un’età precisa definiva la fine dell’infanzia: i 14 anni. Nello Statuto del 1441 della comunità di Radicofani (Repubblica di Siena), a 14 anni i giovani entrano a far parte della comunità adulta con i relativi obblighi, diritti e doveri. Ma c’è qualcosa ancora più interessante in questo vecchio Statuto. Si riconosce che la responsabilità delle proprie azioni, soprattutto se queste comportano effetti negativi, comincia da quando il bambino ha 8 anni. La concezione di un periodo di passaggio, chiamato adolescenza, sembra del tutto estranea...

Puzzle: perché piacciono ai bambini?

Psicologia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
È sorprendente vedere come molti bambini (non tutti), anche assai piccoli, si appassionano al gioco del puzzle. Che cosa ci trovano di bello? Il gioco, infatti, potrebbe essere visto di per se stesso come particolarmente noioso da qualcuno (me compreso, lo confesso…) Che cosa sono i puzzle Il puzzle è un solitario, che, come ogni solitario, può essere fatto anche da più persone cooperanti fra loro. A volte il giocatore è contento che altri gli diano una mano; a volte, invece, si stizzisce, come se gli altri, con il loro...

Conoscere la rabbia per saperla gestire

Emozioni di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
La rabbia, sia la nostra sia quella degli altri, è una delle emozioni più difficili da gestire. Se poi si tratta della rabbia dei nostri figli, rischiamo di trovarci del tutto imbranati, perché ci sentiamo da un lato spinti a rispondere con una rabbia almeno altrettanto forte (per contrastare l’onda d’urto, per ristabilire un equilibrio di potere, per sfogarci anche noi, o, semplicemente, per farli smettere), e dall’altro lato spinti a paralizzarci, magari facendo finta di niente (per proteggerli dalla violenza della reazione che ci verrebbe spontanea, o perché, arrivati a quel punto, percepiamo l’incapacità di lenire...

I bambini e la paura della morte

Psicologia di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
La lettera di una mamma preoccupata e la risposta di due psicoanalisti a proposito dei un tema delicato quanto importante. Ho una bimba di 3 anni e mezzo e un piccoletto di 4 mesi. Sono una psicologa clinica, ma non esercito da molti anni e mi trovo ad affrontare una situazione che mi preoccupa, per la quale mi sento inaspettatamente inadeguata. Mia figlia è molto spaventata dal pensiero della morte. Mesi fa, chiese alla nonna dove fosse la sua mamma (la bisnonna); questa le rispose che era morta. Incalzata dai...