Fasi del ciclo mestruale: quante e quali sono?

Il ciclo mestruale è un processo regolato dagli ormoni che prepara l'organismo femminile a una possibile gravidanza. Si articola in quattro fasi, durante le quali avvengono cambiamenti nelle ovaie e nell'utero. Conoscerne la durata e le caratteristiche aiuta a comprendere la fertilità e le eventuali irregolarità

Francesca Finiguerra , ostetrica
Donna controlla calendario per fasi ciclo mestruale

Il ciclo mestruale è un insieme di cambiamenti che si ripetono periodicamente nell’organismo femminile, preparandolo a una possibile gravidanza. Si tratta di un processo complesso, regolato da un delicato equilibrio ormonale, che coinvolge diversi organi: dall’ipotalamo e dall’ipofisi, situati nel cervello, fino alle ovaie e all’utero.

Ogni ciclo è caratterizzato da una successione di fasi, durante le quali gli ormoni coordinano la maturazione di una cellula uovo e le trasformazioni dell’endometrio, il tessuto che riveste internamente l’utero.

Ma cerchiamo di capire più nel dettaglio come funziona e quali e quante sono le fasi in gioco.

Cos’è il ciclo mestruale

Il ciclo mestruale è una successione di cambiamenti ormonali e fisici che, durante la vita fertile, preparano periodicamente l’organismo femminile a una possibile gravidanza. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non è una caratteristica comune a tutti i mammiferi: nella maggior parte delle specie, infatti, si verifica un ciclo estrale, che presenta alcune differenze rispetto a quello mestruale.

Il ciclo mestruale inizia il primo giorno delle mestruazioni e termina il giorno precedente l’inizio di quelle successive. La sua durata media è di circa 28 giorni, ma può variare da persona a persona e anche da un mese all’altro. Nelle donne adulte, un ciclo di durata compresa tra 24 e 38 giorni è generalmente considerato nella norma.

Il primo ciclo mestruale compare con il menarca, ovvero la prima mestruazione, che si verifica generalmente durante la pubertà, intorno ai 12-13 anni, pur con un’ampia variabilità individuale. I cicli proseguono poi fino alla menopausa, che si verifica in media intorno ai 50-51 anni e viene riconosciuta, in assenza di altre cause, dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni. 

Quanto dura il ciclo e quali sono le sue fasi

Ma quanto dura un ciclo mestruale? In media circa 28 giorni, anche se nelle donne adulte sono considerate nella norma durate comprese tra 24 e 38 giorni. Le differenze dipendono soprattutto dalla durata della fase follicolare, ovvero il periodo durante il quale, all’interno dell’ovaio, matura il follicolo che contiene la cellula uovo. La durata del ciclo può variare non soltanto da donna a donna, ma anche da un mese all’altro nella stessa persona.

Cicli più lunghi o irregolari sono frequenti soprattutto durante l’adolescenza, nei primi anni dopo il menarca, e nella perimenopausa, il periodo di transizione che precede la menopausa.

Durante ogni ciclo mestruale si verificano cambiamenti che interessano sia le ovaie, dove maturano le cellule uovo, sia l’utero, il cui rivestimento interno, chiamato endometrio, si modifica in preparazione a una possibile gravidanza. Per questo si distinguono un ciclo ovarico e un ciclo uterino o endometriale, regolati dalle variazioni dei livelli ormonali.

Per descrivere questi cambiamenti si possono individuare quattro fasi del ciclo mestruale, considerando separatamente anche i giorni delle mestruazioni. Si tratta, tuttavia, di una suddivisione utile a comprenderne il funzionamento: le fasi del ciclo ovarico e quelle del ciclo uterino si svolgono contemporaneamente e non sempre hanno confini temporali netti.

Quando l’ovulazione non avviene: un caso clinico

Il ginecologo è il primo punto di riferimento quando si presentano anomalie del ciclo mestruale. Attraverso la raccolta della storia clinica e, quando necessario, esami e approfondimenti specialistici, può individuare le possibili cause delle irregolarità e valutare il percorso più appropriato.
Recentemente, ad esempio, una coppia si è rivolta al nostro centro di procreazione medicalmente assistita perché, dopo oltre un anno di rapporti sessuali non protetti, non era ancora riuscita a ottenere una gravidanza. Dall’anamnesi e dagli esami ormonali è emerso che la donna presentava frequentemente cicli anovulatori, ovvero cicli mestruali durante i quali non si verifica l’ovulazione. Questa condizione poteva quindi contribuire alle difficoltà di concepimento della coppia.
Dopo un’attenta valutazione e un percorso terapeutico personalizzato, la coppia è riuscita a ottenere una gravidanza. Oggi aspetta Gabriel, che nascerà tra poche settimane.

Gli ormoni che regolano il ciclo

Come anticipato, le diverse fasi del ciclo mestruale sono regolate da variazioni ormonali che determinano i cambiamenti che avvengono nelle ovaie e nell’utero.

A coordinare questo processo è il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-ovaie, un sistema di comunicazione tra due strutture situate nel cervello, l’ipotalamo e l’ipofisi, e le ovaie. L’ipotalamo produce il GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine), che stimola l’ipofisi a rilasciare due ormoni: l’FSH (ormone follicolo-stimolante), che favorisce la maturazione dei follicoli ovarici, e l’LH (ormone luteinizzante), il cui aumento a metà ciclo contribuisce a provocare l’ovulazione.

Sotto l’azione di questi ormoni, le ovaie producono a loro volta estrogeni e progesterone, che regolano, tra le altre cose, le trasformazioni dell’endometrio, il tessuto che riveste internamente l’utero.

Le variazioni ormonali possono avere effetti anche su altre parti dell’organismo e, in alcune persone, accompagnarsi a cambiamenti dell’umore, dell’appetito e del desiderio sessuale. Questi effetti, tuttavia, non si manifestano necessariamente in tutte le donne e possono variare da un ciclo all’altro.

Fase mestruale e mestruazioni

Ogni nuovo ciclo mestruale inizia con le mestruazioni, durante le quali lo strato superficiale dell’endometrio, il tessuto che riveste internamente l’utero, si sfalda e viene eliminato attraverso la vagina insieme al sangue. Questo processo è provocato dalla diminuzione dei livelli di estrogeni e progesterone, che si verifica quando non si instaura una gravidanza.

La durata delle mestruazioni è variabile, ma generalmente è compresa tra 3 e 8 giorni. Il flusso tende a essere più abbondante nei primi giorni e a diminuire progressivamente. Anche il colore può cambiare, passando dal rosso vivo a tonalità più scure o brunastre, soprattutto quando il sangue fuoriesce più lentamente.

I sintomi delle mestruazioni variano da persona a persona e possono comprendere crampi addominali, mal di schiena, stanchezza e cambiamenti dell’umore. Alcune donne possono avvertire anche tensione mammaria, soprattutto nei giorni che precedono il flusso. Per alleviare i disturbi possono essere utili l’applicazione di calore sull’addome, il riposo e, quando necessario, l’assunzione di farmaci antidolorifici appropriati, secondo le indicazioni del medico o del farmacista.

Ma è possibile rimanere incinta durante le mestruazioni? Sebbene la probabilità sia generalmente più bassa rispetto ai giorni fertili, non è impossibile. Gli spermatozoi possono infatti sopravvivere nell’apparato riproduttivo femminile fino a circa cinque giorni. Se un rapporto sessuale avviene verso la fine delle mestruazioni e l’ovulazione si verifica poco dopo, può quindi instaurarsi una gravidanza.

Fase follicolare

La fase follicolare è la prima fase del ciclo ovarico e inizia con il primo giorno delle mestruazioni. Durante questo periodo, nelle ovaie avviene la maturazione dei follicoli, mentre nell’utero, dopo la mestruazione, l’endometrio comincia a ricostituirsi e ad aumentare di spessore. Quest’ultimo processo prende il nome di fase proliferativa del ciclo uterino.

Nelle ovaie, sotto l’azione dell’ormone FSH, diversi follicoli iniziano a svilupparsi, ma generalmente soltanto uno diventa il follicolo dominante, destinato a completare la maturazione e a liberare la cellula uovo durante l’ovulazione. Il follicolo in crescita produce quantità progressivamente maggiori di estrogeni, che favoriscono l’ispessimento dell’endometrio. Quando i livelli di estrogeni rimangono elevati per un tempo sufficiente, stimolano un rapido aumento dell’ormone LH, il cui picco precede e provoca l’ovulazione.

La durata della fase follicolare è variabile e contribuisce in modo determinante alla lunghezza complessiva del ciclo mestruale. In un ciclo di 28 giorni dura indicativamente circa due settimane, ma può essere più breve o più lunga. Questa variabilità si osserva anche nelle diverse fasi della vita: durante la perimenopausa, ad esempio, i cicli possono inizialmente accorciarsi e diventare più frequenti, per poi allungarsi e diventare maggiormente irregolari con l’avvicinarsi della menopausa.

Fase ovulatoria: l’ovulazione

L’ovulazione è il momento del ciclo mestruale in cui, in seguito al picco dell’ormone LH, il follicolo dominante si rompe e libera la cellula uovo, che viene raccolta dalla tuba di Falloppio. Qui, se sono presenti spermatozoi, può avvenire la fecondazione. Generalmente, a ogni ciclo ovula una sola delle due ovaie, ma non esiste un’alternanza regolare tra l’ovaio destro e quello sinistro.

Intorno all’ovulazione si colloca la cosiddetta finestra fertile, un periodo di circa sei giorni durante il quale un rapporto sessuale può portare a una gravidanza. Comprende i cinque giorni che precedono l’ovulazione e il giorno stesso in cui questa avviene. Gli spermatozoi, infatti, possono sopravvivere nell’apparato riproduttivo femminile fino a circa cinque giorni, mentre la cellula uovo, una volta rilasciata, rimane fecondabile per circa 12-24 ore.

In questa fase possono comparire alcuni segnali caratteristici, come un muco cervicale più abbondante, trasparente, elastico e filante, simile all’albume d’uovo. Alcune donne avvertono anche un lieve dolore al basso ventre, talvolta localizzato su un solo lato. Questi segnali, tuttavia, non sono presenti in tutte le donne e possono variare da un ciclo all’altro.

Imparare a riconoscere i cambiamenti del proprio corpo può essere utile soprattutto quando si cerca una gravidanza. Oltre all’osservazione del muco cervicale, si possono utilizzare i test di ovulazione, che rilevano l’aumento dell’ormone LH nelle urine e aiutano a individuare i giorni che precedono l’ovulazione. Anche la temperatura basale subisce una variazione, aumentando leggermente dopo l’ovulazione per effetto del progesterone: la sua misurazione può quindi aiutare a riconoscere che l’ovulazione è probabilmente già avvenuta, ma non a prevederla con precisione.

Le applicazioni per il monitoraggio del ciclo, infine, possono essere utili per registrare le mestruazioni e osservare eventuali regolarità, ma le loro previsioni dei giorni fertili non sono sempre affidabili, soprattutto in presenza di cicli irregolari.

Fase luteinica e sindrome premestruale

La fase luteinica è l’ultima fase del ciclo ovarico e va dall’ovulazione all’inizio delle mestruazioni successive. Dopo il rilascio della cellula uovo, il follicolo ovarico si trasforma nel corpo luteo, una struttura temporanea che produce soprattutto progesterone.

Sotto l’azione di questo ormone, l’endometrio, che si è già ispessito durante la fase precedente, subisce ulteriori trasformazioni e diventa più ricco di secrezioni e sostanze nutritive, preparandosi ad accogliere un eventuale embrione. Questa fase del ciclo uterino prende il nome di fase secretiva.

Se non si instaura una gravidanza, il corpo luteo regredisce e i livelli di progesterone ed estrogeni diminuiscono, provocando lo sfaldamento dell’endometrio e l’inizio di una nuova mestruazione. Se invece si verifica una gravidanza, il corpo luteo continua temporaneamente a produrre progesterone, contribuendo a sostenere le prime fasi della gestazione.

La fase luteinica dura generalmente circa 12-14 giorni, anche se la sua durata può variare. Negli ultimi giorni prima delle mestruazioni, alcune donne possono manifestare disturbi riconducibili alla sindrome premestruale, legati alle variazioni ormonali che caratterizzano questa fase.

I sintomi possono essere di diversa natura:

  • Fisici: gonfiore addominale, tensione mammaria, mal di testa, stanchezza, comparsa o peggioramento dell’acne e cambiamenti dell’appetito.
  • Emotivi e comportamentali: irritabilità, sbalzi d’umore, tristezza e difficoltà di concentrazione.

Questi disturbi non si presentano necessariamente in tutte le donne e possono variare per intensità da un ciclo all’altro. Quando sono particolarmente intensi o interferiscono con la vita quotidiana, è opportuno parlarne con il medico.

Ciclo irregolare e quando rivolgersi al medico

Quando è opportuno rivolgersi al medico per un ciclo mestruale irregolare? La durata e le caratteristiche delle mestruazioni possono variare da persona a persona e nel corso della vita. Alcune alterazioni, tuttavia, meritano un approfondimento, soprattutto quando si ripetono nel tempo o si accompagnano ad altri disturbi.

Tra i segnali a cui prestare attenzione ci sono:

  • Cicli troppo ravvicinati o troppo distanziati: nelle donne adulte, mestruazioni che si presentano ripetutamente a meno di 24 giorni di distanza (polimenorrea) o a intervalli superiori a 38 giorni (oligomenorrea).
  • Assenza delle mestruazioni: quando il flusso scompare per diversi mesi senza una causa evidente, una condizione definita amenorrea.
  • Sanguinamenti anomali: flussi particolarmente abbondanti o prolungati, oppure perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra, comunemente chiamate spotting.
  • Dolore mestruale intenso: soprattutto quando impedisce di svolgere le normali attività quotidiane, peggiora nel tempo o non migliora con i comuni rimedi.

Le cause di queste alterazioni possono essere diverse: da variazioni ormonali legate a particolari fasi della vita a condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico, i disturbi della tiroide o l’endometriosi.

In presenza di questi segnali, è importante rivolgersi al medico o al ginecologo, che potrà valutare i sintomi, raccogliere le informazioni sulla storia mestruale e, quando necessario, prescrivere ulteriori accertamenti per individuarne la causa.

Articolo pubblicato il 02/11/2026
Immagine in apertura Doucefleur / iStock

Condividi l'articolo