Come funziona e a cosa serve un vaccino

I vaccini stimolano la risposta immunitaria contro microrganismi e virus, con il vantaggio di non subire gli effetti della malattia. Vediamo come sono composti e perché sono così utili

Rosario Cavallo, pediatra
Bambina durante una vaccinazione

Un vaccino serve a stimolare la produzione di fattori difensivi (anticorpi) che neutralizzano virus, batteri o sostanze da essi prodotte: è quello che succederebbe nel corso naturale della malattia, con il vantaggio di non subirne gli effetti.

Per molte vaccinazioni, se si raggiunge un sufficiente livello di copertura vaccinale, si ottengono effetti anche sulla popolazione non vaccinata, dato che si riduce la possibilità per il microrganismo di trovare soggetti privi di anticorpi e quindi di circolare; anche chi non ha potuto fare la vaccinazione, avrà meno probabilità di ammalarsi. Nel caso del vaiolo il successo della vaccinazione è stato così grande che si è riusciti a far scomparire il virus: perciò oggi il vaccino non è più necessario.

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Di cosa è fatto un vaccino?

Si tratta di microrganismi o di loro parti prodotte in laboratorio non in grado di dare inizio all’infezione, oppure di virus vivi ma attenuati fino a perdere la capacità di produrre malattia. A questi si aggiungono sostanze che aiutano il sistema immunitario a produrre anticorpi o che garantiscono la conservazione del vaccino. Prima dell’utilizzo i vaccini vengono sottoposti a speciali controlli che garantiscono un elevatissimo livello di sicurezza.

Visto che i vaccini sono utilizzati per un numero enorme di persone è però impossibile escludere del tutto l’insorgenza di effetti collaterali rari, che dovranno essere segnalati al medico e al servizio vaccinale.

Perché un calendario vaccinale?

Il calendario vaccinale universale stabilisce quali vaccinazioni fare a tutti i bambini e a che età farle (è ad esempio importante somministrare il vaccino per la meningite già ai neonati). Un’attenta valutazione del rapporto tra i rischi della vaccinazione (in genere minimi) e i benefici derivanti dall’eliminazione o riduzione della malattia permetterà di stabilire se conviene vaccinare tutti contro quella determinata malattia: bisognerà poi anche verificare la sostenibilità economica della vaccinazione, dato che le risorse non sono infinite e occorre scegliere il modo migliore per impiegarle. Ma ci sono anche vaccini utili solo a determinati gruppi di persone (antinfluenzale per i malati cronici), o in determinate situazioni (viaggi) che saranno perciò raccomandate solo in questi casi.

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Rosario Cavallo

dal 1990 è pediatra di famiglia a Salice Salentino (LE). Responsabile nazionale ACP per le vaccinazioni e il controllo delle malattie infettive, membro del Comitato editoriale della rivista pediatrica Medico & Bambino, collabora inoltre con Quaderni ACP, la rivista della Associazione Culturale dei Pediatri, e con UPPA.

Articolo pubblicato il 30/09/2015 e aggiornato il 28/01/2020

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