Cosa c’é di vero

Tutte le proprietà del miele, dalla A alla Z

di Mariarosaria Di Feola - Nutrizionista, Bolzano
Metti insieme delle api, un campo di profumatissimi fiori, e salta fuori un meraviglioso nettare: il miele, considerato uno dei più antichi alimenti dell’umanità per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile. È un alimento che non necessita di conservanti ed è immediatamente assimilato dall’organismo umano. Pitagora lo considerava un «elisir di lunga vita». Il miele nei secoli Il miele è una sostanza zuccherina prodotta dalle api (Apis mellifera), sciropposa, molto dolce, di color biondo dorato. In realtà dire semplicemente dorato è poco perché la gamma cromatica è vasta,...

Il mio latte non è acqua

di Paola Bortolazzo - Infermiera e consulente IBCLC, Vicenza
«Guarda che ormai il tuo latte è diventato acqua!». Quante mamme che allattano al seno il proprio bambino oltre l’anno di vita si sono sentite rivolgere queste parole? Viene da chiedersi come mai il latte materno dovrebbe diventare all’improvviso poco o per nulla nutriente, quando non è addirittura ritenuto un ostacolo insormontabile al sudato traguardo del pasto completo, aspettativa probabilmente ancora poco realistica per molti bambini di questa età. Vediamo insieme se queste affermazioni rispondono a verità per la scienza, o se invece sono un mito privo di fondamento. Latte materno nel primo e secondo anno di...

Parto in casa: quando considerarlo un’alternativa sicura?

di Alessandra Puppo - Ostetrica, Firenze
parto in casa A dicembre 2014, il NICE (National Institute for Health and Care Excellence), il prestigioso Istituto inglese che detta le regole per il raggiungimento dell’eccellenza in tema di salute e cure mediche ha pubblicato un documento intitolato Intrapartum care: care of healthy women and their babies during childbirth, con il quale si sostiene che, per le donne con una gravidanza fisiologica, il modo più sicuro di partorire è proprio il parto in casa o presso i centri nascita: “Women should give birth without doctors”, cioè “Le donne dovrebbero partorire senza i medici”. Libertà...

Zucchero di canna: è davvero migliore dello zucchero bianco?

di Elena Uga - Pediatra, Vercelli
zucchero di canna Quando si parla di “zucchero” si fa riferimento al saccarosio, un disaccaride (composto cioè da due molecole di monosaccaridi) che appartiene alla grande famiglia degli zuccheri o glucidi. Viene estratto industrialmente lavorando il fusto della pianta nel caso della canna, e il fittone, cioè la radice, nel caso della barbabietola. Lo zucchero di canna può subire vari livelli di raffinazione: se lasciato grezzo può avere un colorito più o meno scuro e una percentuale di saccarosio leggermente più bassa rispetto a quello che si ottiene dalla barbabietola (95% di saccarosio);...

Inverno, istruzioni per l’uso

di Montini Tommaso - Pediatra, Napoli
Il contadino la mattina guarda il cielo e sa che il suo lavoro dipenderà molto da quel cielo. Anche il pediatra la mattina guarda il cielo, perché anche una semplice frase come “fa freddo, non vorrei che mi prendesse un raffreddore…”, per un pediatra di famiglia può diventare un incubo. Quando fa freddo, infatti, tutte le mamme hanno paura di far uscire i loro bambini e tutte vorrebbero avere un pediatra in casa. La stagione dei malanni In inverno i bambini si ammalano tutti. Tutti? Sì, tutti. Quante volte? La...

Pianto, cosa sono davvero le coliche?

di Costantino Panza - Pediatra, S.Ilario d'Enza (RE)
Il pianto del nostro cucciolo è una comunicazione da ascoltare e da accogliere, sempre. Non è importante capire sempre e subito quello di cui ha bisogno il bambino (latte, cambio pannolino, e così via). Forse, nemmeno il neonato sa quello di cui ha bisogno in quel momento. Noi genitori, sappiamo solo che per il bimbo, comunicare vuol dire anche piangere. Il modo con cui proviamo ad offrire la nostra risposta è importante: parlando, accarezzandolo, prendendolo in braccio, cullandolo, rimanendo sempre attenti alle sue risposte. Gli sguardi, i movimenti del corpo,...

Il pianto del bambino, vero e falso

di Costantino Panza - Pediatra, S.Ilario d'Enza (RE)
Che il pianto del lattante indichi un dolore o una malattia non è vero. Il pianto non indica dolore o sofferenza, se non di rado. Nelle varie casistiche pediatriche, meno del 10% dei bambini con una storia di colica presentava uno stato di malattia. I falsi allarmi Molto spesso, quando il bambino viene allattato con latte artificiale i genitori pensano ad una intolleranza o allergia al latte, evento dimostratosi molto improbabile. Pianti persistenti sono stati associati ad infezioni delle vie urinarie o a piccoli traumi dell’occhio (ad esempio un’abrasione della...

Come interpretare il pianto del neonato

di Costantino Panza - Pediatra, S.Ilario d'Enza (RE)
come interpretare il pianto del neonato Mi viene spontaneo piangere. È facilissimo, l’ho imparato, non so come, già dentro la pancia di mamma. Sto anche provando a imitarla, con il mio pianto. Non riconoscete i miei sforzi nel piangere nella vostra lingua? A me sembra così carino! Molto spesso piango perché voglio la tua attenzione, voglio che tu stia con me. Semplicemente questo. Tu mi culli un po’, appena mi rilasso e sto bene mi metti piano piano dentro la culla, credendo che io dorma. Appena mi accorgo della fregatura inizio subito a piangere perché voglio...

Geni e comportamento: la forza del destino

di Franco Panizon - Pediatra e docente, Trieste
Prendiamo ad esempio i gemelli, i gemelli-gemelli, i cosiddetti “omozigoti” sono identici perché hanno un patrimonio genetico identico: sono in realtà una sola persona, raddoppiata. Eppure (qualche coppia di gemelli ciascuno la conosce) neanche i gemelli identici sono veramente identici, e dopo un po’ si possono distinguere uno dall’altro. Più passa il tempo più è facile distinguerli, anche se si continua a confonderli, perché la vita incide su ciascuna storia diversa. Così, i due gemelli possono mostrare un’ombra diversa nello sguardo, continueranno a pensare in modo simile ma non identico,...

Allattamento prolungato: è vero che rende miopi?

di Sergio Conti Nibali - Pediatra e direttore di UPPA, Messina
allattamento Scrive una mamma alla redazione di UPPA: Ho una bimba di 16 mesi che allatto ancora. La piccola sta bene, mangia anche altri alimenti ma continua a cercare il seno. Molti mi dicono che faccio male a rispondere alla sua richiesta di latte materno, addirittura mi potrebbe portare all’insorgenza di miopia! Io la vedo strana questa cosa. Per ora sono ancora felice di allattare mia figlia anche se di notte a volte mi stanca… certe notti cerca spesso il seno e io ovviamente le do quello che vuole. La mia domanda è: fino a quando...