Tigna: cause, sintomi e trattamento

È un’infezione piuttosto diffusa tra i bambini, poiché essendo altamente contagiosa, si trasmette facilmente negli ambienti in cui i piccoli passano molto tempo insieme. Scopriamone le cause, i sintomi e i trattamenti

Immagine per l'autore: Giulia Ceglie
Giulia Ceglie , pediatra
Bambino affetto da tigna

Francesca e Michele hanno appena ricevuto una comunicazione dalla scuola: nella classe della loro bambina è stato segnalato un caso di tigna. Il termine li spaventa. È contagiosa? Come si manifesta? La bimba deve restare a casa? E soprattutto: la tigna nel bambino è un’infezione grave? Per rispondere con chiarezza, è utile capire cos’è davvero questa infezione, come riconoscerla e come trattarla in modo efficace.

Cos’è la tigna

Cos’è la tigna? È un’infezione della pelle, dei capelli o delle unghie causata da funghi dermatofiti, microrganismi specializzati nel vivere dove c’è cheratina, la proteina che costituisce lo strato più superficiale della pelle, i capelli e le unghie. Questi funghi vengono definiti cheratinofili (cioè “amanti della cheratina”) e cheratinolitici (capaci di degradarla per nutrirsene). È questo il motivo per cui la tigna colpisce proprio le zone ricche di cheratina e perché tende a provocare desquamazione, rottura del capello e lesioni superficiali.

La tigna è molto diffusa, soprattutto tra i bambini. Essendo un’infezione altamente contagiosa, si trasmette facilmente negli ambienti in cui i piccoli passano molto tempo insieme – scuole, asili, palestre – dove il contatto diretto o la condivisione di oggetti favoriscono il passaggio del fungo. Non a caso, la tigna della pelle o tigna del corpo è una delle micosi più comuni in età pediatrica. I dermatofiti responsabili della tigna sono gli stessi che comunemente vengono chiamati “funghi della pelle”.

Tigna: le cause

La tigna è causata da tre grandi gruppi di funghi dermatofiti: Trichophyton, Microsporum ed Epidermophyton. Questi microrganismi hanno una caratteristica particolare: si nutrono di cheratina, la proteina che compone pelle, capelli e unghie. È questo “appetito” specifico a renderli responsabili delle tipiche micosi cutanee.

Ma non tutti i dermatofiti sono uguali: si distinguono in base alla loro “preferenza” per l’ospite.

  • Dermatofiti antropofili. Sono quelli che preferiscono l’essere umano. Causano infezioni che tendono a essere più lievi, ma anche più facilmente trasmissibili da persona a persona.
    Esempio frequente nei bambini: Trichophyton tonsurans.
  • Dermatofiti zoofili. Provengono dagli animali, in particolare gatti, cani, conigli e roditori.
    Sono responsabili di forme spesso più infiammatorie, come la tigna microsporica da Microsporum canis, molto comune in età pediatrica, soprattutto quando c’è contatto stretto con animali domestici.
  • Dermatofiti geofili. Vivono nel suolo e causano infezioni più rare, di solito legate al gioco o al contatto con terra contaminata.

Questa distinzione aiuta a capire come è avvenuto il contagio e quale fungo è più probabile, orientando anche la terapia.

Sintomi della tigna

Il periodo di incubazione della tigna può variare da pochi giorni a un paio di settimane, dopo i quali compaiono le lesioni tipiche della malattia: macchie tondeggianti o ovali, con bordi arrossati e leggermente sollevati e un centro più chiaro. 

Il sintomo più comune è il prurito, che può essere leggero o più intenso. In alcuni casi, però, le lesioni non prudono affatto, cosa che può rendere il sospetto diagnostico meno immediato. La pelle nella zona colpita tende a desquamarsi, diventare secca o arrossarsi. Se la tigna interessa il cuoio capelluto, oltre alla desquamazione può comparire la rottura del capello alla base, con chiazze di alopecia.

Nelle forme più infiammatorie – spesso dovute a funghi trasmessi dagli animali – può svilupparsi il kerion, una tumefazione morbida e dolente, simile a un grande “bozzo” con pus: in questo caso è fondamentale rivolgersi rapidamente al pediatra.

Dove può comparire la tigna

La tigna può colpire diverse parti del corpo, e l’aspetto delle lesioni cambia un po’ a seconda della sede. Questo aiuta il medico a capire di quale tipo si tratta.

  • Tinea corporis. È la forma più comune nei bambini. Compare come una o più chiazze ad anello, rosa o rosse, su braccia, tronco, spalle o collo. Di solito prudono e tendono ad allargarsi verso l’esterno.
  • Tinea capitis. Qui il fungo colpisce il cuoio capelluto. I capelli si spezzano alla base, lasciando chiazze di alopecia con desquamazione simile alla forfora. 
  • Tinea pedis. Rara nei bambini piccoli, più frequente nei ragazzi sportivi. Provoca prurito tra le dita, pelle che si sfalda, piccole vescicole.
  • Tinea cruris. Causa un’eruzione rossa e pruriginosa nelle pieghe inguinali, con bordi ben definiti. È favorita da sudore e indumenti poco traspiranti.
  • Tinea unguium. Le unghie diventano ispessite, opache, fragili e possono cambiare colore.
  • Tinea faciei. Lesioni ad anello su guance o fronte. A volte sembra una dermatite e può essere confusa con altre condizioni.
  • Tinea barbae, tinea manuum. Molto più rare nei bambini, più tipiche degli adolescenti o degli adulti.

In generale, quando si osservano lesioni ad anello, prurito o desquamazione persistente su pelle, cuoio capelluto o unghie, la tigna è una delle prime diagnosi da considerare.

Tigna e bambini

La tigna è particolarmente comune nei bambini, e questo dipende da diversi fattori. Innanzitutto, la loro pelle è più sottile e delicata, quindi le spore dei funghi dermatofiti riescono a penetrarla più facilmente. Inoltre, il sistema immunitario dei più piccoli è ancora in maturazione, e potrebbe non essere ancora in grado di contrastare efficacemente questi microrganismi.

Un altro motivo è legato alla vita in comunità: a scuola, all’asilo, in palestra o in piscina i bambini condividono giochi, spazi, tappetini, pettini, cappelli. Questi oggetti possono trattenere le spore fungine, che rimangono vitali a lungo e rendono il contagio molto più semplice.

Le forme più frequenti nell’infanzia sono la tinea corporis (la “tigna del corpo”), che si presenta con le tipiche macchie ad anello, e la tinea capitis (la “tigna del cuoio capelluto”), più insidiosa perché può causare alopecia temporanea e, se molto infiammatoria, anche complicazioni come il kerion.

Come si prende la tigna: le vie di contagio

La tigna è molto contagiosa e può trasmettersi in modi diversi. Il contagio avviene soprattutto attraverso il contatto diretto: pelle-pelle tra bambini oppure tra bambino e animale (gatti, cani, conigli sono spesso fonte di funghi zoofili). È possibile anche un contagio indiretto, tramite oggetti contaminati come asciugamani, pettini, cappelli, cuscini o giochi condivisi. Le spore fungine sono molto resistenti e possono rimanere nell’ambiente per settimane, soprattutto in luoghi caldi e umidi come piscine, palestre e spogliatoi.

Alcune condizioni personali possono aumentare il rischio: ipersudorazione, piccole ferite della pelle, obesità, diabete o immunodepressione. Anche gli sport da contatto facilitano la trasmissione.

Durante la gravidanza, la tigna può comparire come in qualsiasi altra fase della vita: non rappresenta un rischio per il feto, ma richiede comunque diagnosi e trattamento adeguato.

Quando rivolgersi al medico: la diagnosi

La tigna spesso ha un aspetto caratteristico, ma per una conferma è sempre utile la valutazione del pediatra o del dermatologo. La diagnosi si basa soprattutto sull’esame clinico, osservando la forma delle lesioni e ascoltando l’anamnesi: dove sono comparse, se prudono, se a scuola ci sono stati altri casi. Quando necessario, si eseguono esami semplici e non dolorosi:

  • un raschiamento cutaneo, cioè il prelievo di piccole squame della lesione;
  • l’osservazione al microscopio con idrossido di potassio (KOH) per vedere direttamente i funghi;
  • nei casi dubbi o più gravi, una coltura fungina, che permette di identificare il dermatofita esatto.

Cure per la tigna

La tigna è curabile e, con la terapia corretta, guarisce completamente. La durata varia in base alla sede dell’infezione. Di seguito le principali strategie terapeutiche:

  • Antimicotici topici. Per le forme lievi si usano creme antimicotiche (imidazolo, ciclopirox, naftifina, terbinafina), da applicare per 4 settimane.
  • Antimicotici sistemici. Quando la tigna è estesa, interessa il cuoio capelluto o non migliora con le creme, servono farmaci per bocca: griseofulvina, itraconazolo, fluconazolo o terbinafina.
  • Shampoo specifici. Nella tinea capitis, shampoo medicati (ad esempio ketoconazolo) riducono la contagiosità.

Rimedi naturali, ovvero prodotti come olio di tea tree o neem non sono efficaci. Le cure omeopatiche non hanno evidenze.

Gestire il contagio in famiglia

La tigna è meno contagiosa già dopo pochi giorni dall’inizio della terapia corretta, ma è importante adottare alcune precauzioni per evitare che si diffonda ad altri membri della famiglia o torni a colpire il bambino. Ecco le misure principali:

  • lavare asciugamani, lenzuola e indumenti a 60 °C o più;
  • non condividere pettini, spazzole, cappelli o cuscini fino alla guarigione;
  • disinfettare superfici e oggetti usati spesso, come telecomandi, giochi, sedie o tappeti;
  • se presenti animali domestici, far controllare la cute dal veterinario, perché possono ospitare funghi zoofili;
  • evitare il contatto diretto pelle-pelle nelle zone infette fino a quando il medico conferma che non c’è più rischio.

Seguire queste semplici regole aiuta a eliminare le spore fungine dall’ambiente e previene le ricadute.

Possibili complicanze della tigna

Nella maggior parte dei casi la tigna è un’infezione benigna e guarisce senza lasciare segni.  Tuttavia, se non trattata o se molto infiammatoria, può causare alcune complicanze:

  • Superinfezione batterica. Graffi e lesioni irritate possono infettarsi con batteri della pelle, come stafilococchi o streptococchi.
  • Perdita dei capelli permanente. Alcune forme di tinea capitis, soprattutto quelle con kerion, possono lasciare piccole aree di alopecia cicatriziale se non curate tempestivamente.
  • Alterazioni ungueali persistenti. Nella tinea unguium, l’unghia può rimanere ispessita o fragile anche dopo la guarigione.
  • Infezioni gravi negli immunocompromessi. In bambini con difese immunitarie molto ridotte, i dermatofiti possono causare forme più estese e difficili da trattare.

Queste complicanze sono rare, ma sottolineano l’importanza di una diagnosi precoce e dell’avvio immediato della terapia.

Come prevenire la tigna: consigli pratici

La tigna si può prevenire con poche attenzioni quotidiane. È importante mantenere la pelle asciutta, soprattutto dopo sport o doccia, e usare indumenti traspiranti che riducano sudore e irritazioni.

I bambini non dovrebbero condividere pettini, spazzole, cappelli o asciugamani, soprattutto in caso di focolai a scuola. Negli ambienti pubblici come piscine o spogliatoi è meglio evitare di camminare scalzi.

Anche gli animali domestici possono essere fonte di contagio: se presentano aree senza pelo o croste, è bene farli controllare dal veterinario. Se in famiglia c’è un caso di tigna, basta seguire la terapia indicata e limitare per qualche giorno il contatto pelle-pelle sulla zona infetta per ridurre il rischio di trasmissione.

Conclusioni

La tigna è un’infezione fastidiosa ma nella grande maggioranza dei casi facile da riconoscere e da trattare. Con una diagnosi tempestiva, una terapia adeguata e qualche misura igienica mirata, i bambini guariscono completamente e senza conseguenze. Sapere come si manifesta e come si previene aiuta le famiglie a gestirla con serenità.

Immagine per l'autore: Giulia Ceglie
Giulia Ceglie

Pediatra, nel 2024 ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Immunologia, Medicina Molecolare e Biotecnologie Applicate presso l’Università di Roma Tor Vergata. Attualmente lavora come Clinical Research Fellow presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove svolge attività clinica presso il Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico e attività di ricerca presso i laboratori dell’Unità di Terapia Cellulare e Genica delle Malattie Ematologiche.

Bibliografia
  • Mark D Andrews, Marianthe Burns, “Common tinea infections in children”, Am Fam Physician, maggio 2008 , 15;77(10):1415-20.
Articolo pubblicato il 09/12/2025 e aggiornato il 09/12/2025
Immagine in apertura DALL-E

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