La pancia può iniziare a fare capolino sopra la sinfisi pubica, alcuni pantaloni possono diventare più stretti e il seno si gonfia tutto di colpo: è iniziata la 15ᵃ settimana di gravidanza. Tra cambiamenti tipici, esami necessari e primi sintomi e disturbi, ecco che la gravidanza evolve giorno dopo giorno. Vediamo cosa succede in utero in questo periodo.
La gravidanza decorre e a 15 settimane la mamma si trova nel quarto mese di attesa, quindi nelle prime settimane del secondo trimestre di gravidanza; con l’avanzare della gravidanza il rischio di aborto spontaneo, risetto al primo trimestre, si riduce sempre di più.
Il feto cresce sempre di più e durante la 15ᵃ settimana di gravidanza ha una lunghezza vertice-sacro (CRL) di circa 94 mm ma le misure che devono essere maggiormente prese in considerazione, a partire dal secondo trimestre, sono la lunghezza del femore e il diametro biparietale (BPD), ossia la misura del cranio all’altezza delle orecchie, tutte misure ecografiche utili a valutare la corretta crescita del feto in utero.
Il peso viene calcolato sulla base delle precedenti misure, paragonandole anche in base alle caratteristiche genitoriali (etnia, conformazione fisica, eccetera) e a 15 settimane il feto misura circa 70 grammi e le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di un’arancia.
Il piccolo continua il suo sviluppo in utero e in particolare durante questa settimana si possono notare:
Grazie al continuo sviluppo degli organi, anche i primi sensi continuano il loro sviluppo fetale, in particolare tatto, gusto e olfatto; si sviluppano anche le papille gustative permettendo così la percezione dei gusti dei cibi ingeriti dalla mamma che vanno a influenzare il sapore del liquido amniotico che viene continuamento deglutito ed eliminato tramite le urine prodotte.
Qualche settimana fa ho incontrato Alice, alla prima gravidanza e a 15 settimane di attesa, che ha eseguito con me il test del DNA fetale. Durante l’anamnesi personale necessaria all’esame e durante l’esecuzione del prelievo ematico, abbiamo avuto modo di chiacchierare.
Alice non vede l’ora di conoscere il sesso del feto che porta in grembo e, nel frattempo, mi ha chiesto spiegazioni circa i rigonfiamenti che ha notato negli ultimi giorni attorno al capezzolo: le ho spiegato quindi che si tratta dello sbocco delle ghiandole sebacee che, durante la gravidanza, per via dei cambiamenti tipici di questo periodo, possono ingrossarsi e risultare più evidenti; producono sostanze che hanno funzione protettiva e lubrificante; il secreto di queste ghiandole ha anche un odore caratteristico che aiuta il neonato a orientarsi verso il capezzolo per l’allattamento appena dopo la nascita.
Ormai la cavità uterina aumenta sempre di più le sue dimensioni e scavalca l’osso pubico, pertanto, inizia a intravedersi un po’ di pancia nella parte bassa e, proprio per questo, alcuni abbigliamenti possono diventare scomodi e fastidiosi: pantaloni troppo stretti o a vita alta possono segnare troppo l’addome, così come vestiti, slip e relativi elastici; pertanto è consigliato iniziare a usare abiti più leggeri, meno attillati come quelli premaman.
Il profilo dell’addome materno è comunque influenzato dalla propria conformazione fisica, ma anche da eventuali gonfiore e stitichezza che possono accentuare la visibilità della pancia.
A 15 settimane di gravidanza possono inoltre comparire dei fastidi fisici, legati proprio ai cambiamenti tipici dello stato gravidico, come il dolore lombare. A favorirlo possono contribuire diversi fattori, tra cui l’azione della relaxina, un ormone che durante la gravidanza aumenta l’elasticità dei legamenti e la mobilità delle articolazioni, e il progressivo spostamento del baricentro, che comporta cambiamenti nella postura e nel modo di camminare.
Gli ormoni determinano anche l’iniziale preparazione delle ghiandole mammarie in preparazione dell’allattamento, che quindi risulta più teso e gonfio e inoltre appaiono sempre più evidenti i tubercoli di Montgomery, ghiandole sebacee i cui sbocchi si evidenziano intorno al capezzolo.
Tra i sintomi più comuni a 15 settimane di gravidanza ci sono:
Inoltre, a differenza del primo trimestre di gravidanza, durante queste settimane si può notare un aumento dell’energia e del desiderio sessuale.
L’aumento di peso non segue degli standard, ma dipende da diversi fattori come il metabolismo e la corporatura materna, l’importante è che la donna continui una dieta completa e varia con una buona idratazione, eventualmente utilizzando integratori alimentari, se necessari e prescritti dal medico, facendo sempre attenzione alla corretta preparazione e cottura dei cibi sia per limitare l’eccessivo aumento di peso sia per ridurre al minimo il rischio di infezioni alimentari, come quella della toxoplasmosi.
In particolare l’alimentazione richiede particolare attenzione nelle donne con patologie acute, come l’ipertensione o il diabete, o in quelle che corrono il rischio di svilupparle.
La carenza di sonno legata ai fastidi gravidici, allo stress e agli ormoni può aumentare la possibilità che si verifichino vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione, definiti scientificamente Pregnancy Brain: evento assolutamente benigno e transitorio, determinato dalle nuove necessità cerebrali di accudimento del nascituro e che si intensificheranno nel terzo trimestre di gravidanza.
Anche durante la 15ᵃ settimana di gravidanza continuano i controlli e le prescrizioni, in base ai risultati degli esami precedenti. In particolare, se la donna non risulta immunizzata, verranno prescritti nuovamente i controlli ematici per le infezioni da toxoplasmosi, citomegalovirus e rosolia, per escludere un’infezione acuta in corso; a questi se ne aggiungeranno altri se necessari, come l’emocromo per escludere anemie. Tutti gli esami eseguiti vanno sempre fatti visionare al proprio specialista di fiducia, che conosce la storia clinica della gestante.
Esistono inoltre test genetici di screening che possono essere consigliati o prescritti dopo le 11 settimane, come il test del DNA fetale, che può anche determinare il sesso e il gruppo sanguigno del nascituro.
Dalla 15ᵃ settimana in poi può inoltre essere eseguita, previo consenso e valutazione di eventuali fattori di rischio, l’amniocentesi, un esame diagnostico ma invasivo.