Curva glicemica in gravidanza: quando farla e a cosa serve

È un test che viene effettuato per individuare le donne che presentano sintomi e valori caratteristici del diabete gestazionale e per ridurre al minimo i rischi materni e feto-neonatali dovuti all’eccessivo incremento del glucosio nel sangue. Ecco quando farlo e in quali casi

Francesca Finiguerra , ostetrica
dona in gravidanza durante esame per curva glicemica

La curva glicemica in gravidanza è un esame utilizzato per valutare come l’organismo gestisce il glucosio e per individuare un eventuale diabete gestazionale. Viene generalmente proposta nel secondo trimestre, ma in alcune situazioni può essere indicata anche prima, in presenza di specifici fattori di rischio. L’esame prevede l’assunzione di una soluzione zuccherina e il controllo della glicemia a intervalli prestabiliti, secondo protocolli ben definiti.
Di seguito viene chiarito a cosa serve la curva glicemica, quando è indicata, come si svolge e quali valori vengono considerati nella valutazione dei risultati. Viene inoltre spiegato perché questo test è importante per la salute della madre e del bambino, quali conseguenze può avere un diabete gestazionale non riconosciuto e come si inserisce la curva glicemica nel percorso di monitoraggio della gravidanza.

In gravidanza, lo sappiamo, si eseguono diversi esami, alcuni sempre necessari altri no. Tra quelli talvolta raccomandati, per valutare l’eventuale presenza del diabete gestazionale, c’è la curva glicemica (anche detta “curva da carico orale di glucosio” o OGTT), un esame molto semplice che viene eseguito senza alcuna conseguenza per la mamma e per il bambino. 

Ma come si svolge esattamente il test della curva glicemica in gravidanza e quando va effettuato? Andiamo a scoprirlo insieme.

A cosa serve la curva glicemica in gravidanza?

La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti nell’organismo femminile, dovuti soprattutto alle variazioni ormonali tipiche di questo periodo, come ad esempio l’aumento del volume delle mammelle in preparazione all’allattamento, l’aumento delle secrezioni vaginali, la stipsi e la riduzione della motilità intestinale.

Alcune riguardano anche l’apparato endocrino. In particolare, nel secondo trimestre, si presenta una riduzione della risposta insulinica, con conseguente aumento del glucosio circolante nell’organismo. È proprio per questo che in alcuni casi è bene eseguire la curva glicemica in gravidanza. Quindi, a cosa serve questo esame? A individuare le donne che presentano sintomi e valori caratteristici del diabete gestazionale, affinché si possa tenere sotto controllo la glicemia e iniziare l’eventuale terapia, e soprattutto a ridurre al minimo i rischi materni e feto-neonatali dovuti all’eccessivo incremento del glucosio nel sangue. 

Come si esegue la curva glicemica in gravidanza?

Il test viene effettuato sempre nelle ore mattutine e attraverso tre prelievi: a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione composta da acqua e da 75 grammi di glucosio puro. Questa soluzione in qualche caso può dare fastidio alla donna; la dolcezza, ad esempio, può favorire l’insorgenza di sensazioni come la nausea e il vomito. In quest’ultimo caso, il test andrà ripetuto in un altro giorno, poiché i valori non sarebbero più attendibili.

Quando fare la curva glicemica in gravidanza

Si deve sempre fare la curva glicemica in gravidanza? Le linee guida nazionali consigliano l’esecuzione del test solo nelle donne che presentano fattori di rischio nello sviluppo del diabete gestazionale, rischio che si valuta attraverso l’anamnesi personale e familiare e la valutazione della glicemia a digiuno. 

Ma esattamente, quando si fa la curva glicemica in gravidanza? In quali casi specifici? Esistono, secondo le linee guida e gli studi scientifici, dei fattori di rischio che devono essere considerati, tra questi: 

  • glicemia alta a digiuno (valori compresi fra 100 e 125 mg/dl), precedente o all’inizio della gravidanza;
  • età materna ≥ 35 anni;
  • diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
  • indice di massa corporea (BMI) maggiore o uguale a 25 prima della gravidanza;
  • familiari di primo grado affetti da diabete di tipo 2;
  • etnia d’origine in alcune aree del mondo, ad esempio Asia meridionale, Caraibi e Medio Oriente.

Valutati i fattori di rischio e le caratteristiche della singola gravidanza, la decisione di procedere con il test è sempre del professionista, che fornirà alla donna le indicazioni necessarie per eseguirlo. Le finestre temporali possibili per effettuare la curva glicemica in gravidanza sono comunque due: tra la 16^ e la 18^ settimana oppure tra la 24^ e la 28^.

Come prepararsi e cosa mangiare per la curva glicemica in gravidanza

La preparazione per la curva glicemica in gravidanza inizia dal giorno che precede l’esame perché l’ultimo pasto che viene consumato deve essere equilibrato (occorre evitare eccessi ma anche restrizioni). Il giorno del test, come detto, bisogna presentarsi a digiuno da almeno 8-10 ore. Fatto l’esame, la donna può tornare ad alimentarsi come d’abitudine, salvo diversa indicazione medica.  

Valori della curva glicemica in gravidanza

Come già accennato all’inizio di questo articolo, sono molti i cambiamenti che caratterizzano lo stato di gravidanza, alcuni dei quali portano a variazioni endocrine. Ecco perché anche i valori della curva glicemica per le donne in gravidanza sono diversi da quelli delle altre donne; in particolare i valori che descrivono uno stato di diabete gestazionale, che sono così riassumibili: 

  • Glicemia plasmatica a digiuno ≥ 92 mg/dl
  • Glicemia plasmatica dopo un’ora ≥ 180 mg/dl
  • Glicemia plasmatica dopo due ore ≥ 153 mg/dl

Indipendente dai valori presenti sul referto, è bene confrontarsi con l’ostetrica o il ginecologo che sta seguendo la gravidanza.

È molto importante mettere la donna al corrente del fatto che, nella maggior parte dei casi, il diabete gestazionale è gestito attraverso accorgimenti nell’alimentazione e nello stile di vita, e che se non viene tenuto sotto controllo con questi accorgimenti, aumenta il rischio di complicanze nel corso della gravidanza, come la preeclampsia e la distocia di spalla, ossia una difficoltà nella nascita delle spalle durante il parto, che necessita di manovre ostetriche per aiutare il bambino a venire al mondo.

FAQ

Quando viene prescritta la curva glicemica in gravidanza?
La curva glicemica viene proposta come esame di screening o di approfondimento in base alle caratteristiche della gravidanza e ai fattori di rischio individuali. Spesso viene eseguita nel secondo trimestre, ma in alcune situazioni può essere anticipata. Non tutte le donne devono farla: la prescrizione dipende dalla valutazione del ginecologo o dell’ostetrica che segue la gravidanza.

Come ci si deve preparare alla curva glicemica?
Nei giorni precedenti l’esame è in genere consigliato seguire un’alimentazione abituale, senza restrizioni particolari, e presentarsi a digiuno il giorno del test. Durante l’esame viene somministrata una soluzione zuccherina e i prelievi di sangue vengono effettuati a intervalli prestabiliti. È importante seguire le indicazioni fornite dal centro che esegue l’esame, perché le modalità possono variare.

Che differenza c’è tra test di screening e test diagnostico?
In gravidanza può essere proposto un primo test di screening per valutare se esiste il rischio di diabete gestazionale. Se il risultato è alterato, viene indicato un test diagnostico più completo. Lo screening non serve a fare una diagnosi, ma a selezionare chi ha bisogno di un approfondimento. Questa distinzione aiuta a evitare esami non necessari e a concentrare le risorse sui casi che ne hanno davvero bisogno.

Cosa succede se la curva glicemica risulta alterata?
Un risultato alterato non significa automaticamente che la gravidanza sarà complicata. In caso di diagnosi di diabete gestazionale, la donna viene seguita con controlli mirati e indicazioni specifiche sullo stile di vita. Con un monitoraggio adeguato, nella maggior parte dei casi la gravidanza prosegue senza problemi. È importante affidarsi al team sanitario e non gestire la situazione in autonomia.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 05/12/2022 e aggiornato il 22/01/2026
Immagine in apertura Dimensions / iStockcurva

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