Fecondazione eterologa: cos’è, come funziona, legge e costi

Indicazioni cliniche, requisiti di accesso, tutele legali e costi: cosa sapere sulla PMA eterologa in Italia dopo l’inserimento nei LEA 2025

Francesca Finiguerra , ostetrica
Medico controlla l'ecografia della paziente

La fecondazione eterologa rappresenta un’altra possibilità rispetto alla fecondazione che utilizza i gameti della coppia ed è un’opzione sempre più utilizzata dalle coppie italiane, sia nel nostro territorio sia all’estero.

Diverse sono le ragioni che rendono la via della fecondazione eterologa un’opzione necessaria. Inoltre, con i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) introdotti nel 2025, anche questo percorso viene introdotto all’interno delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini.

Cos’è la fecondazione eterologa

Cos’è la fecondazione eterologa? Che differenza c’è tra fecondazione omologa ed eterologa?

La fecondazione eterologa prevede l’utilizzo di gameti esterni alla coppia e può riguardare solo uno dei due partner (ovociti o spermatozoi) oppure entrambi. Nel dettaglio:

  1. Ovodonazione, ovvero ricezione di ovociti da una donatrice esterna alla coppia.
  2. Seme-donazione, cioè ricezione di sperma da un donatore esterno alla coppia.
  3. Doppia donazione, quando sia gli ovociti sia lo sperma sono esterni alla coppia.

Le tecniche utilizzate per ottenere la gravidanza, in realtà, sono poi le stesse della fecondazione omologa: scegliere le tecniche di I o II livello dipende dalle caratteristiche della coppia e si valuta insieme al professionista in base alle percentuali di successo, come spieghiamo in modo approfondito all’interno di questo articolo, dove si fa riferimento anche a cosa dice nel dettaglio la Legge italiana e ai costi.

Chi può accedere alla fecondazione eterologa

Anche il percorso della fecondazione eterologa, come quella omologa, in Italia è consentito solo alle coppie eterosessuali di fatto (conviventi o coniugati), maggiorenni e per le donne che siano ancora in età fertile: dato soggettivo e quindi variabile in base alle condizioni cliniche, alla struttura a cui ci si rivolge; alcuni centri italiani consigliano il percorso entro i 46 anni, soprattutto con il SSN.

La Legge non prevede dunque l’accesso alla fecondazione eterologa da parte di coppie omosessuali.

Quando “serve” la fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa con donazione di gameti viene indicata, previa valutazione medica in un centro specializzato, per diverse ragioni cliniche che possono riguardare uno o entrambi i partner. Ovvero 

  • sterilità comprovata di uno o dei due partner;
  • la partner femminile è Rh negativa e gravemente immunizzata e il partner maschile è Rh positivo;
  • la coppia è ancora fertile ma ha già eseguito più percorsi di PMA omologa con ripetuti fallimenti (fallimenti di impianto, mancato ottenimento di embrioni euploidi, cioè con numero corretto di cromosomi, post diagnosi preimpianto);
  • partner affetto o portatore di patologie genetiche che non si riescono ad analizzare con l’analisi genetica preimpianto;
  • paziente con scarsa riserva ovarica, scarsa qualità ovocitaria per età o menopausa precoce oppure per causa iatrogena (in seguito a chirurgia o trattamenti chemioterapici), o paziente con “fattore maschile severo” (azoospermia, disfunzione eiaculatoria)

Come funziona la fecondazione eterologa

Previa valutazione di entrambi i partner e della loro storia clinica, e attestando quindi lo stato di infertilità o sterilità di uno o di entrambi, il professionista compila insieme alla coppia il matching: una raccolta di dati relativi al genotipo dei due partner (gruppo sanguigno e fattore Rh) e al fenotipo (gruppo etnico, colore e caratteristiche dei capelli e degli occhi, altezza e peso), al fine di trovare i donatori più compatibili con le caratteristiche della coppia e quindi garantire maggior somiglianza tra genitori e figli.

È possibile richiedere anche ulteriori approfondimenti genetici per escludere figli con patologie genetiche di rilievo. Il matching garantisce che i futuri figli della coppia abbiamo le loro stesse caratteristiche, anche fenotipiche, e allo stesso modo garantisce l’anonimato dei donatori.

Tra i controlli che precedono il percorso di fecondazione eterologa c’è anche la consulenza psicologica: l’incontro con il professionista aiuta le coppie ad accettare il proprio status di infertilità per intraprendere al meglio questo percorso, che può essere molto provante dal punto di vista emotivo.

Una volta che i gameti donati o gli embrioni ottenuti arrivano nella struttura di riferito, sono legalmente di proprietà dei riceventi e quindi della coppia: non c’è nessuna relazione giuridica, quindi, tra il donatore e i futuri bambini e la legge garantisce l’anonimato da entrambe le parti; in casi eccezionali però è permesso ai professionisti sanitari l’ottenimento di dati clinici di rilievo che riguardano il donatore.

Rischi e percentuali di successo dopo la fecondazione eterologa

Secondo l’ultimo CEDAP (Certificato di Assistenza al Parto), pubblicato nel 2024, le donne che hanno partorito in Italia con l’utilizzo di tecniche di PMA sono circa il 4%, ma questo dato non fa distinzione tra tecniche omologhe ed eterologhe.

Secondo il report nazionale dell’attività di PMA, riferito però al 2023, circa il 25% dei nati vivi deriva da tecniche di fecondazione di tipo eterologa, che si tratti di singola donazione (solo ovocita o seme) o doppia donazione. Le percentuali di successo, rispetto alle tecniche omologhe, sono variabili a seconda delle caratteristiche della coppia, e raggiungono tassi di successo superiori al 70%; va ricordato però che per quanto le uova derivano da una donatrice giovane, anche il fattore materno e soprattutto uterino della ricevente fanno la differenza.

Le gravidanze da fecondazione eterologa seguono gli stessi step delle altre ottenute con gameti propri della coppia e, in generale, delle gravidanze fisiologiche, quindi il numero di controlli, esami del sangue ed ecografie restano gli stessi

Ecco di seguito alcune accortezze necessarie per le gravidanze ottenute tramite PMA: 

  • Nel primo trimestre, occorre supportare la gravidanza con adeguate terapie ormonali (principalmente progesterone ed estrogeni), da monitorare costantemente almeno fino alle 11-12 settimane di gestazione, con successivo e graduale diminuzione della terapia prescritta.
  • Monitorare costantemente le caratteristiche della donna, poiché in considerazione all’età sono aumentati alcuni rischi in gravidanza, come quello dell’ipertensione e relativa preeclampsia e dell’emorragia post-partum.

I rischi legati alla fecondazione eterologa riguardano principalmente la donna che deve comunque assumere farmaci ormonali per la preparazione endometriale prima e per il supporto della gravidanza dopo, i rischi invece per gli uomini è minimo se non nullo.

Costi della fecondazione eterologa e differenze tra Italia e estero

Come già detto, la PMA eterologa è entrata, a partire dal 2025, all’interno dei LEA, quindi previo pagamento di un ticket, le tecniche eterologhe sono garantite alle coppie eterosessuali, maggiorenni e conviventi o coniugate, fino al compimento del 46° anno di età femminile (l’anno può però variare da regione a regione) e fino a un massimo di sei cicli.

I costi della fecondazione eterologa sono variabili da regione a regione, a seconda che la struttura sia privata o convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Alcuni esempi di strutture presenti sul nostro territorio che offrono il percorso eterologo in convenzione con il SSN sono il Policlinico di Milano e l’ospedale Careggi di Firenze.

Ovviamente i tempi d’attesa sono più lunghi ed è anche questo il motivo per cui molte coppie scelgono di rivolgersi a strutture private.Molte coppie italiane decidono di fare l’intero percorso di fecondazione eterologa all’estero, eseguendo quindi tutti i controlli, le visite e le procedure direttamente in queste strutture, con costi dell’intero percorso che variano tra i 4.000 e i 9.000 euro.

Bibliografia
  • Ministero della Salute, ”Certificato di assistenza al parto (CeDAP) – Analisi dell’evento nascita”, «salute.gov.it», dicembre 2025.
  • Ministero della Salute, ”Attività del registro nazionale italiano della procreazione medicalmente assistita – attività 2023”, «iss.it», febbraio 2026.
  • Ministero della Salute, ”Documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa a seguito della sentenza della corte costituzionale nr. 162/2014”, «iss.it», settembre 2014.
Articolo pubblicato il 06/03/2026 e aggiornato il 06/03/2026
Immagine in apertura Nadzeya Haroshka / iStock

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