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Esistono giocattoli che catturano subito l’attenzione ma che nel giro di pochi giorni finiscono dimenticati in un angolo. Ce ne sono altri, invece, che tornano nel gioco ancora e ancora, riuscendo ad accompagnare i bambini attraverso le diverse fasi della loro crescita senza perdere di significato.
La differenza tra le due categorie non sta tanto nella quantità di stimoli che offrono, quanto nella qualità dell’esperienza che rendono possibile.
Un giocattolo ben progettato consente ai bambini di non limitarsi a un uso passivo ma di esplorarlo e reinventarlo continuamente. È proprio questo processo di scoperta attiva che rende l’esperienza di gioco veramente educativa, consentendo ai piccoli di sviluppare competenze cognitive, motorie ed emotive, allenare la concentrazione e il problem solving e nutrire immaginazione e autonomia.
Ma quali caratteristiche permettono a un giocattolo di accompagnare davvero la crescita dei bambini? Scopriamolo di seguito analizzando anche un caso concreto.
I bambini apprendono in modo profondo quando possono agire sull’ambiente, vivere esperienze concrete, ripetere, sperimentare, commettere errori e trovare nuove soluzioni. Ed è proprio per questo che non tutti i giocattoli offrono le stesse possibilità evolutive.
I giochi che lasciano poco spazio all’iniziativa del bambino e che dirigono in modo rigido e preimpostato l’azione riducono il gioco a un’esperienza prevalentemente passiva. Diverso è invece il caso di quelli che permettono ai bambini di intervenire attivamente, sperimentando, costruendo, modificando e immaginando possibilità sempre nuove. Questa modalità di gioco permette al bambino un apprendimento autonomo attraverso la libera esplorazione.
I sistemi di gioco componibili come le piste ferroviarie in legno di BRIO World rientrano proprio in questa seconda categoria. Percorsi pensati per lasciare spazio all’esplorazione e alla creatività e fare in modo che il bambino non si limiti a osservare ciò che accade, ma partecipi attivamente, progettando, creando connessioni, risolvendo problemi e costruendo significati attraverso il gioco.
Un giocattolo veramente educativo si basa, dunque, su un’idea precisa di bambino: competente, curioso, attivo e protagonista nella costruzione della propria esperienza.
Lo si osserva molto bene nei giochi aperti e componibili. Pensiamo, ad esempio, a una bambina che costruisce un percorso ferroviario: all’inizio collega pochi pezzi in modo casuale, poi cerca di creare continuità tra i binari, si accorge che una curva non combacia, smonta una parte, riprova, aggiunge un ponte, sposta una stazione, immagina una nuova direzione per il treno…
Anche se dall’esterno può sembrare un’attività semplice, la bambina sta allenando intensamente la progettualità, la coordinazione motoria, l’orientamento spaziale, il pensiero divergente e l’immaginazione. E, ancor più importante, sta sperimentando la sensazione di poter incidere concretamente sulla realtà e modificarla attraverso le proprie azioni.
In questo modo il gioco si trasforma in un vero e proprio strumento di empowerment, aiutando i bambini a percepirsi capaci ed efficaci.

I sistemi di gioco BRIO World sostengono la crescita progressiva dei piccoli perché permettono di espandere il gioco in base agli interessi e alle competenze di ogni bambino: non costringono il piccolo a seguire un’unica strada, ma forniscono una struttura chiara all’interno della quale poter immaginare, costruire, modificare e ricominciare liberamente.
E questo non fa la differenza solo per i bambini, ma anche per i genitori! Quando un materiale lascia davvero spazio all’iniziativa del piccolo, l’adulto non deve continuamente intrattenere o dirigere il gioco ma può assumere un ruolo più discreto, offrendo presenza e fiducia ed intervenendo solo quando serve.
Quando si tratta di scegliere materiali di gioco per bambini e bambine in età prescolare, non è possibile separare il tema dell’autonomia da quello della sicurezza. Un bambino infatti può esplorare liberamente solo quando l’ambiente e gli oggetti che ha a disposizione sono stati pensati con cura.
In questo senso, la sicurezza non è solo un aspetto tecnico da controllare alla fine del processo di produzione, ma rappresenta una vera e propria scelta progettuale.
Progettare materiali di gioco sicuri significa domandarsi fin dall’inizio come i bambini useranno quell’oggetto, quali gesti compiranno con esso, come quel gioco evolverà nel tempo e potrà essere condiviso con altri bambini e quali circostanze potranno verificarsi durante il gioco.
Questo è particolarmente importante nell’età prescolare, quando il gioco non segue sempre una direzione lineare o prevedibile. In questa fase i bambini agiscono con tutto il corpo, spostano gli oggetti, li combinano e li usano talvolta in modi che l’adulto non aveva immaginato. Per essere davvero ben progettato, un giocattolo deve poter sostenere questa libertà senza trasformarla in una fonte di preoccupazione costante!
Nei sistemi BRIO World, ad esempio, si presta attenzione all’assenza di piccole parti in tutti gli elementi di gioco non solo come risposta a uno standard di sicurezza, ma anche come parte di una progettazione che considera la vita reale delle famiglie. Negli ambienti domestici gli spazi sono spesso condivisi. Fratelli e sorelle di età differente si avvicinano, osservano, imitano e agiscono ognuno secondo il proprio modo. Se un materiale è progettato per affrontare questa complessità, il gioco può avvenire con maggiore tranquillità e l’adulto può offrire fiducia senza dover monitorare ogni movimento.
In questo modo, la sicurezza non limita l’autonomia, anzi, la rende possibile. Crea le condizioni affinché i bambini possano esplorare, provare, sbagliare e ritentare all’interno di un ambiente adeguatamente protetto, dove il gioco rappresenta prima di tutto una fonte di scoperta, di piacere e di crescita.
Un altro aspetto che viene spesso sottovalutato nella scelta dei giocattoli riguarda la loro durata. Oggi molti oggetti pensati per i bambini sembrano progettati per essere desiderati, acquistati e sostituiti in breve tempo, piuttosto che per accompagnarli nel loro percorso di crescita.
I giochi capaci di durare nel tempo hanno però un valore speciale, in particolare sul piano educativo. Aiutano a ridurre il fenomeno dello spreco e permettono ai bambini di rivisitare più volte la stessa esperienza, approcciandola ogni volta con nuove competenze, nuove domande e nuove possibilità di azione, stimolando il gioco immaginativo e aperto.
Un percorso ferroviario costruito da un bambino di 3 anni, ad esempio, non sarà lo stesso costruito da uno di 4 o di 5. All’inizio il bambino si concentrerà principalmente sul collegare i binari, per poi passare gradualmente alla costruzione di scenari via via più complessi.
In un momento successivo faranno la loro comparsa nel gioco anche la narrazione, la collaborazione con altri bambini e la pianificazione di progetti più articolati. Il giocattolo, quindi, resta lo stesso, ma l’esperienza si trasforma e si arricchisce sempre più.
La qualità dei materiali di gioco è quindi più che una questione estetica, ma ha a che fare anche con l’aspetto educativo. Un giocattolo robusto, di buona fattura, piacevole da maneggiare e capace di resistere all’uso quotidiano comunica in modo implicito al bambino che ciò che sta utilizzando e che quello che sta facendo ha un valore.

Nel caso dei sistemi BRIO World, la scelta di materiali come legno, metallo e plastiche resistenti e la volontà di mantenere alta la compatibilità tra i sistemi nel tempo sono pensate proprio per far sì che il gioco non si esaurisca in una singola confezione, ma possa crescere gradualmente insieme ai bambini e alle loro famiglie. Un giocattolo capace di durare nel tempo, che non perde facilmente significato e che può essere tramandato da un bambino all’altro racconta un approccio diverso all’infanzia, meno focalizzato sull’accumulo incessante di nuovi oggetti e più attento alla qualità delle esperienze che quei materiali rendono possibili, alla cura con cui vengono scelti, utilizzati, conservati e, un giorno, affidati ad altri.
Questa idea di cura conduce naturalmente al tema della responsabilità: quella delle famiglie, che scelgono quali oggetti far entrare nella vita quotidiana dei bambini, e quella di chi quei giochi li progetta, selezionando materiali, processi e soluzioni capaci di sostenere un uso sicuro, duraturo e consapevole.
Nei sistemi BRIO World, questa attenzione si manifesta nella scelta di materiali di qualità, nell’uso di legno certificato FSC e nella compatibilità tra i diversi elementi, pensati per crescere insieme ai bambini e accompagnarli lungo fasi e competenze differenti.
Naturalmente nessun giocattolo, da solo, può affrontare il tema della sostenibilità, ma ogni scelta educativa quotidiana può orientarsi in una direzione più o meno in linea con i valori che vogliamo trasmettere ai bambini.
Scegliere pochi materiali, ben fatti, sicuri, aperti e capaci di accompagnare più fasi della crescita significa anche educare alla cura, alla continuità e alla responsabilità.
Un giocattolo ben progettato si distingue proprio per questo: non pretende di sostituirsi ai bambini, né guida in modo rigido le loro azioni. Al contrario, lascia che abbiano spazio. Da loro opportunità di interagire con il materiale partendo dalle proprie domande, dai propri interessi e dai propri tempi. Opportunità per sperimentare, per sbagliare, per correggersi e ritentare.
Per questo motivo, nello scegliere un giocattolo per i nostri figli, la domanda più utile da porsi non è tanto: «Che cosa fa?», ma: «Che cosa permette al bambino di fare?». Gli permette di agire attivamente, di immaginare, di costruire, di concentrarsi e di sentirsi capace?
Da questo punto di vista, i sistemi di gioco come BRIO World offrono un esempio interessante di progettazione incentrata sulla crescita. Sono materiali aperti, perfettamente combinabili tra di loro e resistenti, pensati per non esaurirsi in un solo modo ma per accompagnare il bambino nel tempo, sostenendo l’autonomia, la creatività e la fiducia nelle proprie capacità.
I giochi migliori sono quelli che sanno aprire possibilità, mantenere vivo il piacere della scoperta e accompagnare i bambini e le bambine nel loro percorso di crescita, sviluppando la loro motricità fine.

Dopo la laurea in Scienze dell’educazione si specializza nel Metodo Montessori per la prima infanzia presso l’Opera Nazionale Montessori e successivamente con il Centro Nascita Montessori. Nel 2016 fonda “Aiutami a fare da me”, sito che ha lo scopo di divulgare il pensiero di Maria Montessori, e nel 2019 si trasferisce in Germania continuando il suo lavoro di educatrice presso un asilo nido di ispirazione Reggio Children. Collabora con numerose riviste specializzate e sostiene i genitori con percorsi individuali di parent coaching.