«Il test di gravidanza è positivo. E adesso cosa devo fare?».
È una delle domande più frequenti tra le donne che scoprono di essere incinte. Dopo l’emozione iniziale, infatti, spesso arrivano anche dubbi e incertezze: è necessario confermare il risultato con un altro esame? Quando bisogna prenotare la prima visita? Quando fare l’ecografia? E quali accorgimenti è utile adottare fin da subito?
Giulia si è trovata proprio in questa situazione. Dopo alcuni giorni di ritardo mestruale ha eseguito un test di gravidanza, che è risultato appunto positivo. Felice ma anche un po’ disorientata, si è chiesta quali fossero i passi successivi da compiere.
Vediamo allora come funzionano i test di gravidanza, quando può essere utile eseguire il dosaggio delle beta-hCG e quali controlli sono consigliati nelle prime settimane.
Come scegliere il test di gravidanza? In commercio ce ne sono di diverse tipologie, tutti rilevano il cosiddetto “ormone della gravidanza” (beta hCG), presente nelle urine femminili. il testo va effettuato con la prima urina del mattino, che rimanendo in vescica più tempo è più concentrata, dunque contiene una quantità maggiore dell’ormone.
Ma come funzionano esattamente questi test? I test di ultima generazione sono digitali, più sensibili, definiscono lo stato di gravidanza e descrivono anche le settimane dal concepimento in base alla quantità dell’ormone rilevata. Altri evidenziano invece una croce oppure una doppia linea in caso di gravidanza. Tutti i test sono di facile utilizzo: una volta raccolta l’urina in un contenitore o in un bicchiere, lo strumento viene immerso nel liquido e, dopo alcuni minuti (5-10), mostrerà sul display la risposta.
Ma quanto sono affidabili i test di gravidanza? E quanto è probabile ottenere un risultato errato? In generale, se utilizzati correttamente e nei tempi indicati, i test urinari hanno un’elevata affidabilità. Talvolta però può capitare che la linea che indica la positività appaia molto tenue. Se ciò avviene entro il tempo di lettura indicato sulla confezione, il risultato potrebbe essere dovuto a una gravidanza molto iniziale, con livelli ancora bassi di beta-hCG. In questi casi può essere utile ripetere il test dopo uno o due giorni oppure eseguire un dosaggio delle beta-hCG nel sangue.
Se invece una linea compare soltanto dopo diversi minuti, oltre il tempo previsto per la lettura del risultato, potrebbe trattarsi di una cosiddetta “linea di evaporazione” e il test non dovrebbe essere considerato attendibile.
I falsi negativi sono generalmente più frequenti dei falsi positivi e possono verificarsi quando il test viene eseguito troppo precocemente, quando le urine sono particolarmente diluite o quando il test è scaduto o utilizzato in modo non corretto. I falsi positivi, più rari, possono essere associati ad alcune condizioni mediche o all’assunzione di farmaci impiegati nei trattamenti per la fertilità.
In caso di dubbio, è sempre consigliabile ripetere il test dopo qualche giorno o confrontarsi con il proprio medico o ginecologo.
I test sulle urine e quelli sul sangue ricercano entrambi la beta-hCG, l’ormone prodotto nelle prime fasi della gravidanza. I test urinari sono considerati qualitativi perché indicano semplicemente la presenza o l’assenza dell’ormone. Il dosaggio ematico, invece, è quantitativo: misura la concentrazione della beta-hCG nel sangue e può fornire informazioni utili sull’evoluzione iniziale della gravidanza.
Per questo motivo il test ematico viene talvolta richiesto dal professionista quando è necessario approfondire la situazione clinica. Nelle prime settimane, infatti, i valori della beta-hCG tendono ad aumentare rapidamente e la loro evoluzione nel tempo può offrire indicazioni sull’andamento della gravidanza. L’interpretazione dei risultati deve però essere sempre affidata a un professionista, poiché il singolo valore, da solo, non consente di trarre conclusioni definitive.
Eventuali controlli successivi vengono generalmente prescritti in presenza di particolari condizioni cliniche, come cicli mestruali irregolari, precedenti aborti spontanei, sanguinamenti nelle prime settimane o sospetto di gravidanza extrauterina.
Durante le prime fasi della gravidanza, è possibile che la donna noti dei sanguinamenti più o meno abbondanti, che però non sempre indicano problemi alla gravidanza stessa. Le lievi perdite ematiche che possono comparire nelle primissime settimane di gravidanza, ad esempio, possono essere legate ai cambiamenti che interessano l’utero e la cervice nelle fasi iniziali della gestazione. Queste perdite non indicano necessariamente un problema, ma meritano comunque una valutazione professionale, soprattutto se associate a dolore, se diventano abbondanti o se generano preoccupazione. Più in generale, in caso di sanguinamento, è sempre opportuno rivolgersi al professionista di riferimento o al pronto soccorso ostetrico, al fine di valutare la causa del fenomeno e quindi escludere o confermare eventuali patologie della gravidanza.
Se dopo un test di gravidanza positivo compare un sanguinamento abbondante, simile o superiore a una mestruazione, potrebbe trattarsi di un aborto spontaneo precoce. In questi casi il professionista può richiedere il monitoraggio delle beta-hCG e, quando indicato, un’ecografia per comprendere meglio la situazione clinica.
Anche quando il sanguinamento non è dovuto a un aborto spontaneo, può essere necessario eseguire ulteriori controlli per comprenderne la causa e verificare il corretto andamento della gravidanza.
Nel caso in cui venga confermato un aborto spontaneo, il professionista valuterà la necessità di controlli successivi, compresa un’eventuale ecografia per verificare che l’utero si sia svuotato completamente. In caso si presenti questa diagnosi, dopo quanto è possibile cercare una nuova gravidanza? Le indicazioni possono variare da caso a caso: per questo è importante confrontarsi con il professionista che ha seguito la situazione, così da ricevere consigli personalizzati in base alle proprie condizioni cliniche.
Cosa fare dopo aver riscontrato la positività del test di gravidanza? Il primo passo è contattare il professionista di fiducia, il ginecologo, l’ostetrica o il consultorio di zona per organizzare la prima visita e i successivi esami.
La prima visita permette al professionista che poi seguirà la gestazione di fare un’anamnesi dettagliata personale, familiare, ginecologica e ostetrica e quindi valutare eventuali necessità cliniche o rischi legati, ad esempio, a patologie o a farmaci assunti. Dopodiché verranno prescritti i primi esami del sangue, per i quali è prevista l’esenzione del ticket, e che comprendono:
Sempre durante la prima visita, il/la professionista calcola l’epoca gestazionale sulla base della data di inizio dell’ultima mestruazione. In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia transvaginale per visualizzare il sacco gestazionale e valutare l’evoluzione della gravidanza; la possibilità di osservare l’embrione e il battito cardiaco dipende dall’epoca gestazionale.
Infine, sulla base dell’anamnesi, degli esami e delle caratteristiche della gravidanza, vengono programmati i controlli successivi.
Alcune indicazioni utili per la salute della donna e del bambino dovrebbero idealmente essere conosciute già prima del concepimento, nell’ambito di un percorso preconcezionale. In ogni caso, questi aspetti vengono approfonditi durante le prime visite in gravidanza. Tra le principali raccomandazioni troviamo:
Un test di gravidanza positivo può suscitare emozioni molto diverse. Anche quando la gravidanza è desiderata, è normale sentirsi felici ma allo stesso tempo confusi, preoccupati o sopraffatti dalle novità e dai cambiamenti che attendono la futura mamma e la coppia.
In questa fase può essere importante confrontarsi con il proprio partner, con le persone di fiducia e con i professionisti che seguiranno la gravidanza. Ricevere informazioni corrette e sentirsi accompagnati nel percorso aiuta spesso ad affrontare con maggiore serenità dubbi, paure e incertezze.
Non tutte le gravidanze, però, sono programmate o desiderate. In questi casi è ancora più importante rivolgersi tempestivamente a un professionista sanitario, come il ginecologo, l’ostetrica o il consultorio, per ricevere informazioni chiare, supporto e un accompagnamento rispettoso nelle scelte da compiere.