Dopo mesi di attesa, arriva il fatidico momento di acquistare tutto il necessario per il piccolo in arrivo e questo include anche il dover scegliere i pannolini.
Ci si scontra però con la realtà dei fatti: sugli scaffali dei negozi pieni di articoli per l’infanzia si trovano decine di confezioni diverse per marca, taglia e tipologia: si fa presto a far confusione.
Vediamo allora come destreggiarsi nella scelta dei migliori pannolini per neonati.
Innanzitutto, bisogna fare una distinzione fra le principali categorie. Di seguito, ne riportiamo un sunto.
La scelta più frequente, i più diffusi e conosciuti dalle famiglie, comodi e versatili, ma con un certo impatto economico e ambientale (ne parliamo in modo approfondito in questo articolo). Sono pensati per garantire un’assorbenza ottimale, grazie a una struttura a più strati, con un velo interno, un nucleo assorbente e una parte esterna impermeabile. La parte più interna, quella a contatto con la pelle, è pensata per essere morbida e delicata e per rimanere asciutta nonostante l’accumulo di urina. Le tecnologie odierne prevedono poi la presenza di uno strato con gel superassorbenti (chiamati SAP), come il poliacrilato di sodio, un polimero superassorbente che è in grado di assorbire una quantità di liquidi pari a molte volte il suo peso, così il pannolino resta il meno ingombrante possibile nonostante le minzioni. Infine, la parte esterna del pannolino è pensata per prevenire le fuoriuscite.
Vale la pena fare però una precisazione: la percezione di bagnato ha un ruolo nel processo di spannolinamento, in quanto promuove il feedback sensoriale, utile al bambino per imparare a prendere consapevolezza delle proprie minzioni. Per tale motivo non serve ricercare la super assorbenza nei pannolini, anzi va bene che i piccoli sentano una certa sensazione di bagnato sulla loro pelle. Inoltre, un pannolino molto assorbente può avere un determinato “effetto collaterale”: può indurre nei genitori un falso senso di sicurezza, che li porta a cambiare meno spesso i piccoli, con aumento dei rischi di affezioni cutanee come la dermatite da pannolino.
L’idea di base è la stessa, ma nei pannolini lavabili cambiano naturalmente i materiali: avremo tipi di tessuto tali da poter garantire l’assorbenza ottimale ed essere poi lavati. Se ne trovano in commercio di diversi modelli (sagomati, pocket, all-in-one) che cambiano per praticità e assorbenza. Tutti presentano però una cover esterna impermeabile e uno strato interno assorbente, che possono essere cuciti tra loro come nei pannolini lavabili all-in-one oppure separati come nei pannolini pocket, in cui l’inserto assorbente viene posto in una tasca apposita della cover.
I materiali possono essere scelti tra fibre sintetiche o organiche, con diverse conseguenze in base alla scelta. I materiali naturali come cotone, bambù o canapa si presentano più delicati e traspiranti, ma asciugano più lentamente. Le fibre sintetiche (microfibra) invece assorbono e asciugano più in fretta, ma tendono a seccare la pelle se sono poste in contatto con essa.
Queste caratteristiche dei tipi di tessuto hanno delle specifiche implicazioni: ad esempio, l’uso delle fibre naturali determina una maggiore esposizione della pelle al bagnato che da un lato presenta lo svantaggio di aumentare il rischio di dermatite, ma dall’altro risulta estremamente utile per potenziare il feedback sensoriale di cui accennavamo prima e per favorire l’abbandono del pannolino quando sarà il momento. Il rischio di dermatite, a fronte del beneficio sul futuro spannolinamento, può essere ridotto aumentando la frequenza dei cambi.
I migliori pannolini lavabili per neonati sono sicuramente quelli che calzano bene al proprio bambino e che risultano adatti alla routine familiare. La scelta è quindi soggettiva, ma prima di investire in un kit completo di pannolini lavabili si può fare una prova, ad esempio rivolgendosi a una pannolinoteca, che ne consente il prestito. Uno dei vantaggi dei pannolini lavabili è proprio la possibilità di riutilizzarli e tramandarli tra fratelli, amici o conoscenti.
Non è necessario iniziare fin dalla nascita, anche se è possibile farlo. Nelle prime 4-8 settimane di vita i cambi possono essere davvero numerosi e i pannolini lavabili possono risultare più impegnativi da gestire. Superata questa fase di adattamento alla nuova vita con il neonato, il loro utilizzo diventa generalmente più semplice e, inoltre, ne bastano meno: circa 12-15 pezzi, contro i 20-24 necessari a chi sceglie di usarli fin dall’inizio.
Considerando l’intero periodo fino allo spannolinamento, si stima che un bambino utilizzi circa 6.000 pannolini usa e getta, contro 20-30 pannolini lavabili, con una spesa media rispettivamente di circa 1.600 euro e 200-400 euro. A questo si aggiunge un importante beneficio ambientale a favore della scelta dei lavabili: circa una tonnellata di rifiuti in meno per bambino. Senza contare che un pannolino usa e getta può impiegare fino a 500 anni per decomporsi.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’organizzazione necessaria per gestire lavaggi e asciugature. Come fare in breve: una volta eliminate le feci, i pannolini possono essere sciacquati in acqua fredda (passaggio non necessario se presente solo urina) e lavati poi in lavatrice a 40-60° con un detersivo delicato insieme ai bianchi, evitando ammorbidenti e additivi. Ci vuole sicuramente un po’ di pratica per avere sempre i pannolini puliti all’occorrenza, ma con il tempo si prende senz’altro la mano.
Racchiudiamo in questa categoria varie altre tipologie di pannolini come i pannolini costumino (o swimmers) adatti ai piccoli nuotatori, i modelli progressivi con fasce elastiche, che sono pensati per durare più a lungo, ma che per lo stesso motivo rischiano di posticipare lo spannolinamento se usati oltre l’età opportuna.
Esistono inoltre i pannolini usa e getta definiti “ecologici” o “biodegradabili”: hanno una struttura simile ai classici monouso, ma sono realizzati con materiali a minor impatto. Hanno un velcro per la chiusura ed è necessaria una mutandina impermeabile da indossare sopra. Vale la pena ricordare che biodegradabile non equivale necessariamente a impatto ambientale nullo, in quanto dipende anche dalle condizioni di smaltimento e dal ciclo di vita complessivo del prodotto.
Capita spesso che i genitori portino all’attenzione del pediatra la presenza di rossori nell’area genitale del piccolo dovuti al pannolino. Spesso si è portati a credere che la colpa sia senz’altro della marca del prodotto utilizzato, il che può essere vero, ma non è detto che sia sempre così. La pelle del bambino, soprattutto nel primo anno di vita, è estremamente delicata, e per tale motivo occorre considerare più ipotesi: se un bimbo non viene cambiato spesso, se le feci persistono a lungo a contatto con la pelle o se non si asciuga adeguatamente l’area dopo cambi e bagnetti, qualunque sia il pannolino usato i rossori saranno inevitabili. Meglio concentrarsi anche su questi aspetti e realizzare un’ottimale routine per il proprio bimbo.
Le taglie dei pannolini non vanno per età, bensì per peso. A prescindere dalla marca scelta, si va dalla taglia 0 alla taglia 6 e le fasce di peso si sovrappongono fra loro in modo che non ci sia mai una fascia di peso scoperta (nel dubbio, conviene sempre scegliere la fascia più grande).
| Taglia | Peso indicativo |
|---|---|
| 0 (prematuri) | fino a 2-2,5 kg |
| 1 (newborn) | 2-5 kg |
| 2 | 3-6 kg |
| 3 | 4-9 kg |
| 4 | 7-18 kg |
| 5-6 | dagli 11 kg in su |
Per capire se la taglia scelta è giusta basta porre attenzione ad alcuni aspetti. All’altezza della vita, devono poter passare due dita tra il bordo del pannolino chiuso e la pancia, le barriere elastiche intorno alle gambe vanno tirate fuori e devono aderire bene alle gambe. Se invece le linguette in vita faticano a chiudersi, se il pannolino lascia segni rossi su pancia o cosce oppure inizia a perdere pipì, è segno che è giunto il momento di cambiare taglia.
Orientarsi fra i pannolini consigliati per neonati può risultare complesso, ma la realtà è più semplice di quello che si pensa: non c’è un tipo di pannolino o una marca valida per tutti, ma si può optare per ciò che è migliore per il proprio bambino, per la propria famiglia e, perchè no, anche per l’ambiente, tenendo conto di alcuni criteri di scelta:
Per tutti questi motivi, il consiglio pratico è di non comprare grosse scorte all’inizio, ma di prendere invece confezioni piccole di due o tre marche diverse così da scegliere la preferita. Inoltre, le esigenze possono cambiare con la crescita, quindi è utile in caso rivalutare nel tempo.
Talvolta può anche venire il dubbio se vada fatta o meno una scelta diversa in base al sesso del bambino. Possiamo affermare che non ci sono differenze in merito e ogni pannolino potrà andar bene sia per i bambini che per le bambine.
Cercando online i migliori pannolini per neonati e bambini si trovano numerose classifiche, ma in realtà non esiste una graduatoria valida per tutti: nessuna marca è, in assoluto, la migliore. La scelta dipende anche dalle caratteristiche e dalle esigenze del singolo bambino.
In commercio si trovano sia i marchi più noti e pubblicizzati, sia i prodotti della grande distribuzione e le linee ecologiche. Tutti i pannolini hanno una struttura chimico-fisica simile (costituita da cellulosa e polimeri superassorbenti, come abbiamo visto), ma possono differire per alcuni aspetti progettuali e costruttivi. I marchi leader investono molto nello sviluppo di tecnologie che migliorano la rapidità di assorbimento, la distribuzione dei liquidi e la morbidezza dei materiali.
Secondo i test condotti da alcune delle principali associazioni europee dei consumatori (Altroconsumo in Italia, ÖKO-TEST in Germania e 60 Millions de Consommateurs in Francia), anche molti pannolini dei discount ottengono risultati molto buoni per capacità di assorbimento, sicurezza dermatologica e purezza chimica, spesso paragonabili a quelli dei marchi più noti, con un rapporto qualità-prezzo particolarmente favorevole.
La pelle dei neonati e dei bambini piccoli è particolarmente delicata. Per questo, meno sostanze entrano in contatto con la cute, meglio è, soprattutto nel caso dei pannolini, che vengono indossati per molte ore al giorno.
Negli ultimi anni, il tema delle sostanze aggiunte nella produzione dei pannolini è stato a lungo dibattuto, soprattutto dopo che nel 2019 l’agenzia francese ANSES ha segnalato la presenza di tracce di additivi indesiderati in questi prodotti. Come dicevamo, non esiste una regolamentazione specifica riguardo alla composizione dei pannolini, quindi vale il concetto di “meno è meglio”. Meglio scegliere, dunque, prodotti senza profumi, senza coloranti o lozioni aggiunte.
Al di là di ciò, il punto fondamentale non è tanto la composizione dei pannolini bensì la gestione dei cambi durante le giornate. La letteratura scientifica ci dice infatti che responsabili dello sviluppo della dermatite da pannolino sono fattori quali enzimi presenti nelle feci e le condizioni di umidità, specie se protratte. Un pannolino sporco, di qualunque marca, se tenuto a lungo provocherà comunque rossori indesiderati. Bisogna agire in prevenzione quindi, cambiando frequentemente i piccoli, detergendo e asciugando adeguatamente l’area genitale e trattando la dermatite qualora insorgesse, così da evitare sovrainfezioni da Candida, un lievito normalmente presente sulla nostra pelle e sulle mucose che in certe condizioni di umidità e irritazione può causare la candidosi cutanea.
Se un arrossamento della pelle compare puntualmente con un certo prodotto e scompare quando non lo si usa, è un segnale di incompatibilità con quel dato modello e vale la pena cambiare.
Nei pannolini qualità e prezzo non vanno sempre di pari passo, anche perché, dopo quanto detto finora, non è detto che il pannolino più caro sia anche il migliore. Ci sono comunque degli accorgimenti che possono essere seguiti per risparmiare sul fronte pannolini, dal momento che si stima una spesa tra i 1.300 e i 2.000 euro per bimbo dalla nascita allo spannolinamento.
Come fare quindi? Si può senz’altro optare per le maxi-confezioni, si possono monitorare le offerte da parte di negozi per prodotti dell’infanzia e supermercati, si possono provare marche di pannolini della grande distribuzione oppure valutare i pannolini lavabili che, a fronte di una spesa iniziale per il kit, permettono un risparmio futuro, ancor di più se ci si affida all’usato o alle pannolinoteche.
Ma quanti ne servono e come cambiarli?
Nei primi mesi si effettuano in media 8-12 cambi al giorno, all’incirca ogni 2-3 ore e a ogni scarica. Il numero di cambi si riduce con la crescita (e questo, come abbiamo già detto, risulta un ottimo momento per provare a passare ai pannolini lavabili). Per la nascita conviene comprare poche confezioni della prima taglia, che dura poche settimane.
Per effettuare il cambio pannolino basta poco: un fasciatoio (o un telo o una mussola da poggiare su una superficie comoda, anche sul pavimento per evitare rischio cadute) e acqua tiepida, che è la soluzione più adatta alla pelle e al nostro ambiente. Fuori dall’ambiente domestico, in caso di necessità, si può usufruire delle salviette umidificate (anche per questo tipo di prodotto vale il concetto espresso finora, ovvero scegliere quelle con meno additivi presenti). Durante la detersione della regione genitale, è importantissimo pulire dal davanti verso il retro (ancora di più per le bambine), asciugare bene le pieghe e lavarsi le mani dopo. In caso poi di riscontro di rossori o irritazioni cutanee, si può usufruire di una crema barriera con ossido di zinco o una crema lenitiva. Al contrario, se non è necessario, non serve applicare una crema ad ogni cambio.
E quando si smette? Non c’è un’età fissa per lo spannolinamento: in genere avviene tra i 18 e i 36 mesi, seguendo i segnali di prontezza del bambino (resta asciutto per un paio d’ore, riconosce lo stimolo, mostra interesse) più che il calendario. Un’alternativa al classico toilet training è il metodo dell’Elimination Communication: si possono imparare a riconoscere precocemente i segnali che il bambino mostra prima di una minzione o di una evacuazione e sfruttarli per avvicinarlo precocemente al vasino (ne parla il Pediatra Paolo Moretti ne “La scienza del Vasino”, Uppa Edizioni, 2023).
Vale inoltre la pena ricordare come un uso troppo prolungato del pannolino è stato associato a un maggior rischio di disturbi come stipsi, enuresi ed encopresi. In ogni caso, procedere con calma, spesso attraverso il gioco, funziona meglio delle forzature. La scelta migliore resta senz’altro un approccio responsivo, osservando, ascoltando e rispondendo ai bisogni del proprio bambino fin dalla nascita: in questo modo, ogni tappa della crescita risulterà più serena, spannolinamento compreso.