Troppi rifiuti: vademecum del consumo responsabile

Con qualche piccolo accorgimento nelle proprie scelte di consumo si possono valorizzare comportamenti ecologicamente responsabili

24.06.2013
- Marisa Laura Corgiolu,
pediatra, Roma
Troppi rifiuti: vademecum del consumo responsabile

A Dakar, in Senegal, esiste una collina costituita da un’enorme distesa di rifiuti, i bambini cercano nell’immondizia qualcosa da poter portare a casa, a volte muoiono inghiottiti dai vuoti che si formano per l’autocombustione. In Italia, il Paese delle case più belle e più pulite del mondo, le discariche sono lontane dall’abitato e dai nostri occhi di consumatori spensierati, sono lontane quel che basta per non vedere mai dove vanno a finire i nostri scarti. Ma se non sono sotto i nostri occhi dovranno necessariamente finire sotto gli occhi di qualcun altro. I rifiuti sono un problema, ormai l’abbiamo imparato, ciò nonostante continuiamo a produrne in abbondanza. È stato calcolato che negli ultimi anni la produzione di rifiuti urbani è progressivamente aumentata e ha raggiunto la quantità di un chilo al giorno per ogni persona, ciò vuol dire che tra plastica, metalli, carta e materie organiche una famiglia di quattro persone può produrre 28 chili di spazzatura a settimana, 102 chili al mese.

Il potere è nella scelta

Quasi il 70% della plastica gettata è costituita da imballaggi di qualche tipo che rendono più facile, più pulito e più sicuro il trasporto della merce che acquistiamo. In realtà, è un vantaggio soltanto a breve termine, perché molti di questi materiali non possono essere recuperati per il riciclaggio né riutilizzati e andranno a riempire le discariche inquinanti, con conseguenze gravi sull’ambiente.
Il modo più concreto per agire su questo problema sta nel nostro “potere d’acquisto”, l’ultimo vero potere rimastoci: acquistiamo soltanto ciò che è necessario, privilegiamo la merce confezionata con materiali di recupero e organizziamo una raccolta dei rifiuti differenziata. Faticoso?

Abc del consumo responsabile

L’assessorato all’Istruzione del Comune di Bitonto, in provincia di Bari, ha lanciato un programma educativo nelle scuole che ha coinvolto molte centinaia di bambini, con lo scopo di diffondere fra la popolazione comportamenti ecologicamente responsabili. All’opuscolo “Eco in casa”, diffuso nell’ambito di questo programma, ci siamo ispirati per ricavare i seguenti consigli:

  • acquistate cibi freschi, sfusi (pane, formaggi, prosciutto, carne, frutta e verdura) e privi di imballaggio. Evitate, se è possibile, quelli congelati o confezionati in scatole di plastica
  • preferite barattoli di vetro ogni volta che è possibile (latte, marmellate, miele); i barattoli di vetro possono essere riutilizzati infinite volte per le marmellate e le conserve fatte in casa, oppure per conservare in frigo gli avanzi
  • preferite l’acquisto di detersivi concentrati in grandi confezioni di plastica riciclabile: possono essere facilmente diluiti in acqua e, a parità di quantità di detersivo, producono molta meno spazzatura
  • limitate l’uso di carta usa e getta (tovaglioli e rotoli “scottex”, piatti e bicchieri di carta) e di sacchetti da freezer e pellicole. Preferite gli stracci di stoffa lavabili e riutilizzabili per pulire la cucina
  • preferite l’uso di saponette ai saponi liquidi. Il sapone di Marsiglia è perfetto anche per le mani
  • acquistate spazzolini da denti con testina sostituibile, evitate l’acquisto di rasoi usa e getta preferendo quelli con lama sostituibile o quelli elettrici
  • scegliete dentifrici e cosmetici senza scatola
  • portate sempre con voi una sporta di stoffa per mettere la spesa, eviterete così di acquistare i sacchetti di plastica del supermercato: costano e in discarica restano immutabili nei secoli dei secoli
  • quante più cose riuscirete a fare in casa (pane, yogurt, marmellate, conserva di pomodoro) tanto più inferiore sarà l’accumulo di rifiuti
  • preferite l’acquisto di cibi di stagione prodotti nel territorio di appartenenza: non hanno bisogno nel trasporto di imballaggi troppo ingombranti

Trasformare gli avanzi in concime

In Germania li trovate dappertutto, da noi cominciano a comparire nei giardini: sono le compostiere, scatole di legno o di plastica dove gettare tutti i rifiuti vegetali che si producono in cucina. I rifiuti, con il tempo, fermentano e si trasformano in un terriccio scuro, umido e fertilissimo adatto per concimare le piante e i giardini.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le compostiere non producono cattivo odore e si possono tenere tranquillamente in giardino. Il risparmio è assicurato: meno viaggi verso il cassonetto, meno terriccio e concime da acquistare dal vivaista e, in molti Comuni come Roma, meno tasse da pagare per la nettezza urbana: provare per credere!

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Immagine in apertura tobkatrina / Shutterstock.com