Tumori e carne rossa: cosa ha detto veramente l’OMS

Lucio Piermarini,
pediatra
Tumori e carne rossa: cosa ha detto veramente l’OMS

Ciò che sta accadendo in questi giorni a proposito di carne rossa e lavorata induce anche noi di UPPA a crederci grandi giornalisti.

Ecco alcuni titoli: La Stampa “Quello che sappiamo davvero sulla storia della carne cancerogena”, Il Post “La carne lavorata è cancerogena, ha detto l’OMS”, e veramente esilarante Il Corriere “La carne lavorata provoca il cancro. Oncologi: «No agli allarmismi»”, un po’ come “Un gigantesco meteorite distruggerà la terra ma, tranquilli, potrebbe anche mancarla.”

I grandi giornalisti, quelli veri, grandi ipocriti, obiettano subito “ma nell’articolo spieghiamo bene tutto e si capisce esattamente come stanno le cose”. Il guaio è che pochi leggono i giornali e tutti leggono i titoli, tanto che il caos è immancabilmente esploso, alla faccia dell’obiettività dell’articolo.

Nessuna novità

Forse sarebbe stato più corretto dire la verità subito nei titoli, e cioè che l’OMS autorevolmente conferma (come UPPA da sempre predica) che mangiare troppa carne fa male, e che quella rossa, lavorata o meno, sopra i 500 grammi alla settimana aumenta anche il rischio di alcuni tipi di cancro.

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Negli anni 60 ci davamo da soli dei pezzenti perché mangiavamo poca carne, e avevamo meno tumori e meno infarti, ora siamo ricchi e ci dovremmo dare dei coglioni per averla fatta diventare, complici noi medici, la base della nostra alimentazione.

Consigli salvavita…

Non è mai troppo tardi, sul modello della “piramide alimentare mediterranea”mangiatene molta di meno, di tutti i tipi, preparata secondo le norme della buona cucina, e vivrete felici, senza dimenticare, oltre al micidiale fumo di sigaretta, anche quello prodotto dalle troppe automobili, o dalle caldaie a tutta birra per poter stare d’inverno in casa in maniche di camicia, o il fatto che allattare al seno protegge dai tumori al seno e ovaie (cioè, salva molte vite).

Il prossimo numero di UPPA in uscita a Novembre conterrà uno speciale sull’alimentazione vegetariana (e vegana) di ben 10 pagine. Sullo stesso numero Vincenzo Calia, direttore di UPPA, dedicherà l’editoriale a spiegare nel dettaglio cosa ha stabilito l’OMS rispetto al consumo di carne, senza allarmismi e con l’unico scopo con cui, da 13 anni, facciamo questo giornale: informare i genitori, senza vendere nulla

Pubblicato il 02.11.2015 e aggiornato il 22.03.2018