La carie dei denti da latte, dalle cause alla prevenzione

Le carie si presentano più facilmente nei denti da latte, poiché lo smalto è più sottile e meno mineralizzato e la dentina, cioè la sostanza di cui è fatto il dente sotto lo smalto, è più fragile e sottile. Per questo motivo è importante curare l'igiene orale sin da piccoli con il lavaggio dei denti due-tre volte al giorno e le visite programmate dal dentista

Maria Cristina Gini , dentista pediatrica
visita dal dentista per controllo carie denti da latte

La carie dei denti è una malattia talmente comune che spesso viene sottovalutata e ritenuta inevitabile. Sia che avvenga nei denti da latte sia in quelli permanenti, si tratta invece di una patologia cronica che innesca un progressivo processo distruttivo dei tessuti duri del dente che può avere conseguenze anche gravi e rappresenta un fattore di rischio per molte malattie. 

A ciò va aggiunto l’aspetto psicologico: un sorriso deturpato dalle carie influisce negativamente sull’autostima e sulla vita di relazione anche dei più piccoli. Inoltre, i denti distrutti dalla carie impediscono ai bambini di imparare a pronunciare correttamente i suoni e di parlare bene.
La carie nei denti da latte in particolare non permette invece ai piccoli di masticare cibi solidi, a causa del dolore o della perdita dei denti, con ripercussioni gravi sulla crescita di tutto l’organismo. 

In questo articolo approfondiremo quali sono le cause delle carie nei denti da latte e capiremo anche come prevenire questa patologia nei denti dei bambini, in modo da evitare cure e trattamenti riparatori.

La carie dei denti da latte è davvero così comune?

Purtroppo ancora oggi, anche se l’attenzione per la salute orale è molto aumentata rispetto al passato, la carie rimane la malattia cronica più comune nei bambini, soprattutto nei Paesi occidentali.

Gli studi sulla prevalenza della carie in età pediatrica sono numerosi e, tenendo in considerazione tutti i Paesi del mondo, indicano percentuali che vanno dal 10% a più del 90%. In Italia le ultime analisi mostrano valori crescenti in base all’età: 3% da 0 a 23 mesi, 6% a 2-3 anni, 15% a 4-5 anni. Questi dati, soprattutto per i più piccoli, sono molto probabilmente sottostimati, poiché si basano su indagini e questionari autovalutativi dei genitori, i quali nella maggior parte dei casi non sono in grado di riconoscere gli stadi iniziali delle lesioni cariose. 

Il quadro è comunque già preoccupante, e questo è un vero peccato, soprattutto se teniamo conto del fatto che le conoscenze e i mezzi per fare un ottimo lavoro di prevenzione fin dalla più tenera età, quando cioè i denti da latte sono più fragili e più a rischio di ammalarsi di carie, esisterebbero eccome.

Come si manifesta la carie nei denti da latte

All’inizio la carie nei denti dei bambini non si manifesta come un “buco” di colore scuro, come spesso credono i genitori. Inizialmente la carie ha un aspetto innocuo: è una macchiolina di colore bianco (lo smalto del dente si demineralizza) che presto diventa bianco-giallo o bruno. Solo a questo punto la carie diventa “cavitata”, cioè si forma un buco che sembra apparire dal nulla e che cresce molto velocemente. 

E solo in quest’ultimo stadio della carie il bambino può avvertire dolore ai denti, soprattutto quando mangia, a causa dell’infiammazione della polpa del dente. Se si trascurano questi “doloretti” passeggeri e occasionali, ben presto l’infiammazione si trasformerà in necrosi (morte del nervo) e in seguito si formerà un ascesso.

Con il termine “carie da biberon” si intende un quadro grave e severo di ECC (Early Childhood Caries, ovvero “carie precoce nel bambino”) che colpisce i bambini sotto i 3 anni (in genere sulla superficie liscia degli incisivi) oppure un quadro di lesioni multiple nei bambini tra i 4 e i 5 anni. Spesso in questi bambini sono presenti lesioni già a 12-18 mesi, caratterizzate dapprima da macchie bianche sugli incisivi superiori e, a volte, sui canini. In pochissimo tempo queste lesioni si aggravano e possono distruggere i denti da latte appena nati.

Cause e fattori di rischio delle carie nei denti da latte

Le carie nei denti da latte si presentano molto più facilmente rispetto ai denti permanenti, dal momento che lo smalto è più sottile e meno mineralizzato e la “dentina”, cioè la sostanza di cui è fatto il dente sotto lo smalto, è più fragile e sottile. Per questo motivo gli acidi prodotti dalla placca batterica distruggono smalto e dentina più facilmente, raggiungendo con facilità la zona interna del dente, con conseguente “pulpite” (infiammazione della polpa), dolore e necrosi pulpare. 

Se la struttura del dente da latte favorisce e facilita la nascita e la progressione della carie, le cause e i fattori di rischio sono molti e spesso agiscono contemporaneamente. Le principali cause delle carie nei denti dei bambini sono:

  • batteri cariogeni che producono acidi a partire dagli zuccheri, per uno squilibrio nel microbiota della bocca tra microrganismi cariogeni e microrganismi “buoni” (disbiosi);
  • alimentazione con eccessivo consumo di zucchero;
  • igiene orale insufficiente;
  • utilizzo del fluoro in quantità e/o modalità scorrette;
  • fattori di suscettibilità individuale, ovvero saliva insufficiente, uso di farmaci, malattie metaboliche, difetti congeniti dello smalto;
  • fattori ambientali, ovvero stato socio economico, età della prima visita dal dentista.

Le cause delle carie dei denti da latte sono quindi tante, ma la buona notizia è che tante sono anche le azioni per riuscire a prevenire la comparsa di carie nei denti dei bambini.

Come prevenire la carie dei denti da latte

Per prevenire le carie dei denti nei bambini, siano essi da latte o permanenti, bisogna cercare di evitare, eliminare e contrastare tutte le cause che le determinano.

Da alcuni anni, in campo pediatrico si parla dei “primi 1.000 giorni”, fondamentali per la salute futura dei piccoli: per lo suo sviluppo cognitivo, emotivo, psicologico, per il microbiota, per lo sviluppo del sistema immunitario, dell’alimentazione e molto altro. Tutto ciò vale anche per la salute orale, strettamente connessa a quella generale, per cui sono fondamentali i primi 1.000 giorni, ovvero dal concepimento ai 2 anni di età; è per questo motivo che si parla sempre più di odontoiatria materno-infantile.

Le tappe fondamentali per la prevenzione della carie del bambino sono:

  1. Dalla gravidanza alla nascita
  2. Dalla nascita al primo dentino
  3. Dopo il primo dentino

I pilastri della prevenzione delle carie dei denti sono gli stessi per tutte le tappe:

  • igiene orale ed eventuale fluoroprofilassi;
  • alimentazione;
  • visite dal dentista.

Dalla gravidanza alla nascita

Quando una donna rimane incinta o progetta una gravidanza si rivolge al ginecologo e spesso anche all’ostetrica per essere seguita, controllata e informata (a tal proposito, è utile anche frequentare un corso preparto). In questo modo viene messa a conoscenza del fatto che patologie come l’obesità, il diabete, l’ipertensione costituiscono un rischio per la gravidanza e per il bambino. Raramente però viene informata che anche le gengive infiammate e le carie della mamma sono un rischio per il nascituro e possono causare aborti, parti pretermine, basso peso alla nascita, preeclampsia gravidica e carie nel bambino. 

Spesso si pensa che le gengive che sanguinano e le carie siano un “effetto collaterale” quasi normale della gravidanza e che le cure dal dentista siano controindicate e pericolose. Non è così: una bocca sana della mamma protegge dai rischi il feto e riduce il rischio di carie dei denti da latte nel bambino, limitando la trasmissione di batteri patogeni dalla mamma al figlio dopo la nascita. 

È vero che in gravidanza, per fattori ormonali, alimentari e altro, i rischi di avere disturbi alle gengive e ai denti aumentano. Per ridurli, è quindi importante:

  • Programmare visite frequenti dal dentista. La futura mamma deve andare dal dentista per fare controlli regolari almeno due o tre volte nel corso dei nove mesi. Ciò per eseguire l’igiene professionale, eventualmente la fluoroprofilassi topica (prevenzione della carie dentaria attraverso l’utilizzo del fluoro) e, infine, per sottoporsi alle cure odontoiatriche, se queste sono indicate.
  • Curare l’igiene orale e fluoroprofilassi. La donna in gravidanza deve curare moltissimo la propria igiene orale, lavare i denti almeno due-tre volte al giorno, usare uno spazzolino morbido, un dentifricio al fluoro, il filo interdentale ed eventualmente collutori e/o prodotti remineralizzanti.
  • Fare attenzione all’alimentazione. Mangiare in modo sano ed equilibrato non solo garantisce la salute della mamma e del piccolo, ma permette di prevenire le carie e favorisce un buon microbiota. 

Dalla nascita al primo dentino

Dal parto in poi si ampliano le possibilità d’azione per prevenire la carie del bambino perché è possibile agire direttamente sul piccolo, anche se continuerà a essere fondamentale la prevenzione indiretta: la mamma continuerà cioè a curare la propria salute orale, e in questo modo farà attenzione a non trasmettere al bambino i germi cariogeni. Altro importante strumento di prevenzione indiretta è l’allattamento al seno, che offre moltissimi vantaggi per la salute orale del bambino. 

La prevenzione diretta delle carie del bambino prevede invece i tre pilastri della prevenzione orale validi a qualsiasi età:

  1. Igiene orale. Sin dalla nascita è molto importante pulire, dopo le poppate, le gengive, il cavo orale e la lingua del bambino con una garza inumidita o con gli appositi guanti o ditalini in silicone. La pulizia orale fa diminuire la carica batterica proprio lì dove tra non molto nasceranno i nuovi dentini. La stimolazione orale inoltre costituirà un input allo sviluppo cognitivo e sensoriale e favorirà l’accettazione dei nuovi strumenti di alimentazione usati nello svezzamento. Nei primi mesi, essendoci molte poppate, sarà sufficiente pulire la cavità orale almeno quattro-cinque volte. Non è invece indicata la fluoroprofilassi fin quando non spunterà il primo dente.
  2. Alimentazione. Come indicato dalle linee guida ministeriali, l’allattamento al seno è da promuovere anche per la salute orale del bambino. Infatti il latte materno contiene un ricco microbiota, sostanze prebiotiche, fattori di protezione per la carie (lattoferrina, anticorpi, cellule antibatteriche), ha sapori sempre diversi e favorisce un’educazione al gusto, presupposto per una corretta alimentazione futura, oltre a promuovere una corretta crescita e funzione delle ossa mascellari e dei muscoli.
  3. Visita dal dentista pediatrico. Sebbene le linee guida ministeriali indichino come età per la prima visita i 18-24 mesi, molto spesso, se non è stato fatto un buon lavoro di informazione e prevenzione, a questa età alcuni bambini (almeno il 3% ma anche di più) hanno già i denti gravemente danneggiati. Per questo tra le associazioni di dentisti pediatrici si parla sempre di più delle visite neonatali e delle consulenze odontoiatriche precoci. Portare il bimbo dal dentista ancora prima che inizino a spuntare i dentini è utile, oltre che per valutare eventuali problematiche ai frenuli e alla struttura del cranio e del volto, per dare preziose informazioni ai genitori su come fare una buona prevenzione.

Dopo il 1° dentino

La comparsa del primo dente, a qualunque età avvenga (a 4 o a 10 mesi), è un momento cruciale anche per la prevenzione: d’ora in avanti la carie può diventare reale. I pilastri della prevenzione in questa fase sono i soliti tre (igiene, alimentazione e controlli dal dentista), a cui si aggiunge la fluoroprofilassi.

  • Igiene orale. La pulizia quotidiana diventa imprescindibile. Deve essere fatta in modo accurato su tutti i denti e su tutti i lati del dente, sulla lingua e su tutto il cavo orale. Si può continuare a usare la garza o il guantino finché in bocca ci sono solo gli incisivi, e bisogna passare allo spazzolino quando spuntano i primi molari (12-15 mesi). Deve essere il genitore a lavare i denti al bambino, solo così l’igiene orale risulterà corretta ed efficace. L’autonomia del piccolo andrà comunque incentivata, ma mentre lui impara, giocando, a lavarsi i denti, il genitore è il vero responsabile della sua salute orale, almeno fino ai 7 anni. I denti devono essere lavati due-tre volte al giorno soprattutto la sera. Inoltre, mentre si lavano i denti del proprio bambino, si deve fare attenzione a eventuali macchie, bianche o gialle o brune: se queste compaiono, bisogna rivolgersi immediatamente al dentista.
  • Fluoroprofilassi. Il fluoro va utilizzato solo dal momento in cui spunta il 1° dentino. Il modo più efficace per somministrarlo è con il dentifricio, usato in quantità e dosaggio determinati in base all’età e ai fattori di rischio di ogni singolo bambino. La somministrazione di fluoro in gocce o compresse deve essere fatta solo quando non si riesce a usare il dentifricio al fluoro o in caso di alto rischio di carie e deve essere prescritta dal dentista o dal pediatra.
  • Alimentazione. L’introduzione di cibi in una bocca dove ci sono i denti (anche uno solo) impone nuove regole e nuove attenzioni, di cui parleremo in modo approfondito più avanti.
  • Visite dal dentista. Come già detto, le linee guida prevedono la prima visita a 18-24 mesi, ma una visita odontoiatrica precoce (al primo dente o anche prima) e le indicazioni personalizzate del dentista faranno la differenza tra una bocca sana e una piena di carie. Fare delle visite periodiche (bilanci di salute odontoiatrica), oltre a prevenire e intercettare le carie, permetterà al bambino di familiarizzare con il dentista e di non averne paura. 

Come prevenire le carie nei denti da latte dopo lo svezzamento

Lo svezzamento è un momento cruciale, dal momento che in questa fase si mettono le basi per il futuro di una bocca sana fino all’età adulta: ciò che si darà da mangiare al bambino fino ai 2 anni influenzerà il rapporto che il piccolo avrà con il cibo per tutta la vita. Per prevenire la comparsa di carie nei denti da latte in questo momento è bene:

  • continuare, se possibile, l’alimentazione con il latte materno (in caso di utilizzo della formula artificiale, dopo l’anno di età la quantità giornaliera non dovrebbe superare i 200-400 gr, al fine di evitare un eccesso di proteine);
  • seguire un’alimentazione regolare, scandita in tre pasti principali e due piccole merende;
  • evitare i fuori pasto;
  • offrire da bere solo acqua;
  • evitare di somministrare durante le ore notturne latte (anche materno), tisane edulcorate, ciuccio con zucchero o miele;
  • evitare di offrire cibi con zuccheri aggiunti fino ai 2 anni, limitando la quantità di zuccheri liberi, cioè quelli che derivano dalla riduzione della frutta in succo, centrifuga o purea;
  • limitare l’uso di pappe e cibi frullati (masticare cibi consistenti e fibrosi aiuta i denti e le ossa a crescere, riducendo il rischio di carie);
  • prestare attenzione agli zuccheri cariogeni “nascosti” presenti nei farmaci per bambini, nei prodotti omeopatici, nei gel consigliati per i disturbi della dentizione.

I genitori dovranno cercare di continuare a seguire questi consigli anche dopo la fase di svezzamento, evitando merendine, succhi e dolciumi.

Cure e trattamenti della carie dei denti da latte

Come abbiamo già evidenziato, se la prevenzione iniziasse nel momento giusto, se seguisse tutte le tappe previste e se utilizzasse tutti gli strumenti a disposizione, molto raramente si arriverebbe ad avere una carie nei denti decidui. In ogni caso, cosa fare se il bambino ha una o più carie nei denti da latte? Prima di tutto, curarle. I denti da latte vanno curati perché hanno funzioni importantissime, ovvero: 

  • permettono una corretta masticazione;
  • consentono una corretta fonazione;
  • mantengono uno spazio adeguato nell’arcata per i futuri denti definitivi e ne permettono l’eruzione corretta;
  • favoriscono, grazie a un bel sorriso fin da piccoli, lo sviluppo di una buona autostima.

A oggi il dentista pediatrico dispone di più opzioni per il trattamento della carie dei denti da latte. La scelta dei vari tipi di trattamento e la progettazione dipenderanno dal tipo, dalla gravità e dal numero delle carie, dall’età del bambino, dalla sua collaborazione e da altri fattori. Qualunque sia il trattamento, non è possibile prescindere dalla creazione di un rapporto di empatia e fiducia tra lo specialista e il bambino. Oltre a questo, l’aiuto delle tecniche di rilassamento e l’utilizzo dell’analgesia relativa (sedazione cosciente) con Protossido d’Azoto, possono risultare determinanti nel migliorare la collaborazione del piccolo paziente.

Una volta ottenuta la collaborazione del bambino, sarà possibile effettuare i trattamenti e le cure programmate dopo averle spiegate e discusse con i genitori. Anche il bambino dovrà essere coinvolto e informato, adeguando la comunicazione all’età e alla capacità di comprensione. 

I trattamenti possibili per la cura delle carie nei denti dei bambini al momento sono i seguenti:

  • Trattamenti tradizionali. Nel caso di bambini collaborativi e di età in genere superiore ai 3 anni, se indicato, le carie possono essere trattate con i metodi tradizionali: si rimuove la parte di smalto e dentina cariata, eventualmente usando l’anestesia locale, e si procede quindi all’otturazione.
  • Tecnica ART – Atraumatic Restorative Treatment. Approccio ultra conservativo, basato sulla rimozione parziale della dentina affetta da carie, sul trattamento con Ozono terapia per sterilizzare la cavità cariosa e quindi sulla chiusura con materiali bioattivi. Questa tecnica, che può essere effettuata a volte anche senza anestesia locale, è indicata in bambini poco collaborativi e con i quali i tempi operativi devono essere ridotti al minimo. 
  • Ozono terapia. Nel caso di bimbi molto piccoli (18-30 mesi) e/o meno collaborativi è possibile ricorrere al solo trattamento con cicli di Ozono terapia seguiti da applicazione di paste e gel remineralizzanti sia in studio sia a casa. L’obiettivo è quello di bloccare la progressione della carie e di stimolare il dente ad “autorinforzarsi”. Appena possibile, quando l’età e la collaborazione del bambino saranno maggiori, si potrà procedere a un trattamento più definitivo e all’otturazione. L’ozono è un alleato fondamentale anche per la cura e la prevenzione nei bimbi molto piccoli affetti da quadri iniziali di carie da biberon: in questi casi, la sola terapia (più volte ripetuta) con l’ozono può essere risolutiva.

È importante ricordare che qualsiasi trattamento della carie dei denti da latte è inutile se parallelamente non si agisce anche sulle cause che l’hanno provocata. La cura della carie non è solo l’otturazione, ma prevede anche un miglioramento dell’igiene orale, una corretta fluoroprofilassi, un cambiamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita.

Bibliografia

 

Articolo pubblicato il 04/02/2022 e aggiornato il 08/04/2022

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