Asma: come riconoscerlo

È una delle malattie più antiche, relativamente facile da diagnosticare ma molto complessa, e con un decorso prolungato che, a volte, può durare tutta la vita

Silvia Placidi , pediatra

L’asma nei bambini è una malattia cronica e multifattoriale caratterizzata dall’infiammazione delle vie respiratorie e dal restringimento dei bronchi, definito broncospasmo. I principali sintomi dell’asma comprendono tosse, affanno, respiro corto e respiro sibilante, il caratteristico “fischietto” prodotto dall’aria che attraversa con difficoltà i bronchi. Nei bambini piccoli, però, uno o più episodi di bronchite asmatica o broncospasmo durante un’infezione respiratoria non significano necessariamente che il bambino svilupperà l’asma bronchiale: molti episodi scompaiono spontaneamente con la crescita. La probabilità che l’asma persista è maggiore in presenza di predisposizione genetica e asma allergico, legato ad allergeni come pollini e polvere domestica. Una terapia adeguata e un buon controllo dei sintomi permettono generalmente al bambino asmatico di condurre una vita normale.

L’asma è una malattia antichissima, conosciuta da almeno tremila anni. Il suo nome deriva dal greco antico asthmaìno che significa “respirare con difficoltà”. Gli antichi, dai seguaci di Ippocrate e Galeno fino ai medici medievali e rinascimentali, proposero diverse e curiosissime teorie per spiegarne l’origine e non risparmiarono altrettanto curiosi consigli e medicamenti per curarla: salassi, impacchi caldi e umidi, ma anche pepe, artemisia amara e inalazioni di vapori di arsenico.

Oggi sappiamo che l’asma, che pure non è difficile da diagnosticare, è una malattia complessa, soprattutto quella dei bambini, perché la sua evoluzione è influenzata da fattori ereditari, ambientali, infettivi e alimentari; i meccanismi fisici e biochimici che scatenano gli attacchi di asma sono ben noti, così come sappiamo bene che le abitudini, i comportamenti e i farmaci ci possono aiutare molto. È inoltre una malattia con un forte impatto sociale, umano ed economico, basti pensare che il costo medio per paziente asmatico è di circa 750 euro all’anno ed è principalmente imputabile all’uso improprio delle risorse sanitarie e a un mancato controllo di base della malattia.

Ma cos’è l’asma?

L’asma è una malattia cronica, cioè una malattia che ha un decorso prolungato, a volte di anni e perfino per tutta una vita, che dipende da un’infiammazione delle vie respiratorie, a sua volta causata dell’azione irritativa di molti fattori che agiscono da soli o associati tra loro (è una malattia multifattoriale). Questa infiammazione delle vie respiratorie provoca un restringimento dei bronchi (broncospasmo) e un “gonfiore” delle loro pareti; i sintomi sono la tosse, il fischio dell’aria che esce a fatica dai polmoni (sibilo espiratorio), l’affanno, il respiro corto e frequente. Nonostante questi sintomi siano molto disturbanti, oggi sappiamo che un asmatico ben curato può svolgere quasi sempre una vita del tutto normale.

Fino a pochi anni fa nella comunità scientifica, dove si sente sempre la necessità di classificare e organizzare le nozioni con la speranza di capirci qualche cosa in più, l’asma bronchiale veniva classificato come “allergico” e “non allergico” (sì, asma è un sostantivo maschile). Ultimamente siamo passati invece a definire l’asma in base al livello di controllo della malattia, e perciò distinguiamo l’asma controllato, parzialmente controllato e non controllato, sulla base di quattro criteri: la frequenza dei sintomi, la limitazione dell’attività fisica a cui l’asmatico è costretto, la presenza dei sintomi notturni e la frequenza con cui si usano farmaci broncodilatatori.

E il “fischietto ai polmoni”?

Si può parlare di asma nel caso del così detto “fischietto ai polmoni”? No, perché molti dei bambini che manifestano sintomi simili a quelli dell’asma prima dei 3-5 anni guariranno spontaneamente entro l’età scolare. Si tratta di bambini che soffrono di broncospasmo solo durante le piccole malattie virali respiratorie (raffreddore, tosse e febbre), molto frequenti a questa età. In realtà si può definire veramente asmatico solo un bambino più grande, anche se la terapia dei bambini con il fischietto è uguale a quella dell’asma. E sono tanti i piccoli “fischiatori”: entro i tre anni almeno il 30% dei bambini soffre di almeno un episodio di broncospasmo, bronchite asmatica o asmatiforme durante un episodio di raffreddore, con o senza febbre.

Sopra i 5-6 anni, i bambini asmatici sono il 10 %, quasi tutti (85%) allergici e quasi tutti (80-90%) hanno avuto i primi sintomi entro i 4-5 anni. I giovani adulti asmatici scendono al 4% della popolazione. Questi pochi numeri ci servono per capire che, se da una parte sono tanti i bambini piccoli che ricevono diagnosi di bronchite asmatica o asmatiforme, dall’altra solo quelli che hanno una predisposizione genetica e soffrono di allergia a una sostanza che si mescola con l’aria nei polmoni (pollini, polvere di casa per esempio) sono destinati a diventare veramente asmatici. Di questi il 70-80% migliorerà sensibilmente entro la pubertà, avrà sempre meno attacchi e dovrà ricorrere sempre meno ai farmaci.

FAQ

Si può diagnosticare l’asma anche nei bambini sotto i 5 anni?
Sì. Anche nei bambini di 5 anni o meno è possibile formulare una diagnosi di asma, sebbene sia più complesso rispetto alle età successive. Il pediatra considera soprattutto la presenza di episodi ricorrenti di respiro sibilante e di sintomi caratteristici tra un episodio e l’altro, come tosse secca, difficoltà respiratoria o disturbi che compaiono durante il sonno, il gioco, la corsa, il riso o il pianto. Vengono inoltre valutate altre possibili cause dei sintomi e la risposta alla terapia. Non tutti i bambini che hanno un “fischietto” durante un’infezione respiratoria hanno quindi l’asma: per il singolo caso è necessaria una valutazione pediatrica.

La tosse può essere l’unico segnale di asma nel bambino?
La tosse può essere uno dei sintomi dell’asma, ma da sola non è sufficiente per fare diagnosi. Diventa più suggestiva quando è secca, ricorrente e compare soprattutto di notte, durante o dopo l’attività fisica, quando il bambino ride o in presenza di altri fattori scatenanti. Il sospetto aumenta se si associano episodi di respiro sibilante, affanno o difficoltà respiratoria. Nei bambini, tuttavia, la tosse è molto comune e può dipendere da numerose altre condizioni, comprese le infezioni respiratorie. Se persiste, si ripete frequentemente o limita il sonno e le attività quotidiane, è opportuno parlarne con il pediatra per individuare la causa.

Quando serve la spirometria per diagnosticare l’asma?
La spirometria misura quanta aria il bambino riesce a espirare e con quale velocità ed è uno degli esami utilizzati per confermare la diagnosi di asma. Può essere eseguita quando il bambino è abbastanza grande da collaborare correttamente, in genere dall’età scolare, anche se alcuni bambini riescono già intorno ai 5-6 anni. Il test può essere ripetuto dopo la somministrazione di un farmaco che dilata i bronchi: un miglioramento significativo della funzione respiratoria può sostenere la diagnosi. Nei bambini più piccoli, che spesso non riescono a eseguire correttamente l’esame, la valutazione è soprattutto clinica. Sarà il pediatra a stabilire quando la spirometria è indicata.

Quando una crisi d’asma richiede assistenza urgente?
Una crisi può richiedere assistenza urgente quando il bambino presenta una marcata difficoltà respiratoria, respira molto rapidamente o con evidente sforzo, fatica a parlare o a svolgere le normali attività oppure appare molto stanco o sonnolento. Anche una risposta insufficiente ai farmaci prescritti per gestire le riacutizzazioni è un segnale da non sottovalutare. Nei bambini con asma già diagnosticato è utile avere un piano d’azione concordato con il pediatra, che indichi come comportarsi in caso di peggioramento. Se i sintomi sono intensi, peggiorano rapidamente o i genitori sono incerti sulla loro gravità, è necessario rivolgersi tempestivamente al pediatra o ai servizi di emergenza.

Articolo pubblicato il 11/06/2015 e aggiornato il 03/11/2026
Immagine in apertura Icealien / iStock / Getty Images Plus

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