La congiuntivite nei bambini è un’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste l’interno delle palpebre e la superficie dell’occhio. Si manifesta spesso con occhi arrossati, lacrimazione, bruciore e secrezioni oculari, che possono rendere difficile tenere gli occhi aperti soprattutto al risveglio. Le cause possono essere diverse: congiuntivite virale, congiuntivite batterica o congiuntivite allergica, ciascuna con caratteristiche e modalità di trattamento differenti.
Di seguito vediamo come riconoscere la congiuntivite nei bambini, quali sono i sintomi della congiuntivite, come avviene la trasmissione delle infezioni oculari e quali accorgimenti aiutano a limitare il contagio. Parliamo inoltre dei rimedi più utilizzati e delle situazioni in cui è opportuno consultare il pediatra o l’oculista.
«È passato qualche giorno, ma la congiuntivite non dà tregua agli occhi di mio figlio. L’arrossamento e il gonfiore non passano, lacrima molto… Cosa possiamo fare?».
La congiuntivite è la più comune problematica oculistica in età infantile, colpisce soprattutto i bambini in età scolare (ma anche i neonati) e solitamente è causata da un’infezione oppure può essere di natura allergica. Le congiuntiviti infettive possono presentarsi durante tutto l’anno, mentre quelle allergiche hanno un picco in autunno e primavera.
Vediamo di approfondire quali sono le differenze tra i due tipi di disturbo, quali sono i rispettivi sintomi e quali sono i rimedi per la congiuntivite dei bambini.
Quali sono i sintomi della congiuntivite nei bambini? L’arrossamento dell’occhio e la presenza di secrezione oculare densa (il pus che “appiccica” le palpebre tra loro al mattino) sono i segni con cui la congiuntivite si manifesta nei bambini. A ciò aggiungiamo anche il fatto che il piccolo inizierà a stropicciarsi spesso la palpebra.
Non necessariamente questi sintomi si presentano contemporaneamente. Nel lattante e nel neonato, ad esempio, lo stropicciamento degli occhi non si riscontra di frequente.
Anche la lacrimazione abbondante, il prurito e la sensazione di “sabbiolina” negli occhi sono sintomi tipici di una congiuntivite, ma in questo caso ci troveremo molto probabilmente di fronte a una congiuntivite di natura allergica, più rara rispetto alla forma infettiva.
Riconoscere i sintomi della congiuntivite nei bambini è importante per indirizzare al meglio il pediatra, che potrà confermare o meno l’infiammazione e avviare, eventualmente, una terapia adeguata.
Ma quanto dura la congiuntivite? Di solito è sufficiente una terapia di 7-10 giorni, anche se, come vedremo meglio nei prossimi paragrafi, in alcuni casi l’infiammazione può durare di più.
Come già accennato, le cause della congiuntivite nei bambini possono essere o di natura infettiva o allergica.
È causata da batteri (nell’80% dei casi) o da virus. La congiuntivite batterica nei bambini si caratterizza tipicamente per le secrezioni oculari dense e di colore giallo o verdognolo. Questa tipologia di congiuntivite colpisce tipicamente il neonato, anche se la sua diffusione viene ridotta notevolmente dalle procedure mediche preventive che si effettuano di routine alla nascita (ne abbiamo parlato in questo articolo).
La congiuntivite virale, invece, è meno frequente, e solitamente si manifesta con lacrimazione, scarsa tolleranza alla luce e scarse secrezioni oculari.
Sia la congiuntivite batterica sia quella virale colpiscono prima un solo occhio, ma poi, vista l’elevata contagiosità, si diffondono facilmente all’altro.
La congiuntivite batterica si associa spesso alle infezioni respiratorie tipiche e ricorrenti della stagione fredda (un aspetto, questo, che ci aiuta a individuarne più facilmente la natura).
Le congiuntiviti allergiche nei bambini sono in costante aumento e questo è in linea con l’aumento generale della frequenza di allergie nella popolazione. Tra i responsabili principali vi sono i pollini e gli acari della polvere.
Più spesso questo tipo di congiuntivite si presenta nei bambini che soffrono anche di rinite allergica.
Per la cura delle congiuntiviti nei bambini esistono diversi rimedi. Per guarire dalla congiuntivite batterica si può seguire, su prescrizione del pediatra, un trattamento a base di collirio o pomata antibiotica a uso locale (la somministrazione di un antibiotico per bocca solitamente non è necessaria).
Le secrezioni, qualora presenti, possono essere rimosse utilizzando una garza sterile, azione che va eseguita soprattutto prima di utilizzare il collirio o la pomata, in modo da evitare ogni possibile contaminazione del prodotto. È inoltre importante che il beccuccio del tubetto della pomata o il contagocce del collirio non vengano a contatto con l’occhio o le palpebre.
Per la congiuntivite virale invece non esiste una terapia specifica, e spesso è sufficiente attenersi alle comuni regole igieniche. Solo in alcuni casi è possibile usare colliri antinfiammatori, ma sempre su indicazione del medico.
Anche la congiuntivite allergica deve essere diagnosticata dal pediatra e va eventualmente gestita in collaborazione con l’allergologo. In questo caso la terapia prevede l’uso di antistaminici orali o sotto forma di collirio per l’intera stagione o in relazione all’esposizione del bambino all’agente allergico che ha causato l’infiammazione.
Un consiglio per i genitori: se il bambino si oppone quando provate a instillargli le gocce di collirio nell’occhio, tentate di rassicurarlo e, successivamente, provate a utilizzare il prodotto abbassandogli solo la palpebra inferiore.
L’occhio è un organo tanto importante quanto delicato: basta un piccolo granello di polvere o un po’ di sapone per irritarlo. Quindi il primo consiglio è: abbiatene cura!
Prevenire la congiuntivite nei bambini richiede una certa attenzione. Le forme infettive sono molto contagiose: basta che l’occhio venga a contatto con un dito sporco o con un asciugamano utilizzato in precedenza da una persona infetta per contagiarsi (è per questo che i luoghi più a rischio di trasmissione sono la scuola, l’ambiente domestico o la piscina). Si consiglia dunque di non condividere asciugamani e cuscini, e seguire scrupolosamente le buone norme igieniche quotidiane.
Come si distingue la congiuntivite virale, batterica o allergica?
Le diverse forme di congiuntivite possono avere sintomi simili, ma alcuni segnali possono orientare. Nella congiuntivite virale gli occhi sono arrossati e lacrimano molto, spesso insieme a raffreddore o altri sintomi respiratori. Nella forma batterica è più frequente la presenza di secrezioni dense e giallastre che fanno “incollare” le palpebre, soprattutto al risveglio. La congiuntivite allergica, invece, tende a provocare forte prurito e interessa spesso entrambi gli occhi, soprattutto in periodi dell’anno in cui sono presenti allergeni come pollini. Se i sintomi non migliorano o creano molto fastidio è opportuno parlarne con il pediatra.
La congiuntivite nei bambini è contagiosa?
Dipende dalla causa. Le congiuntiviti virali e batteriche possono essere contagiose perché i microrganismi responsabili si trasmettono facilmente attraverso le mani, le secrezioni oculari o oggetti condivisi come asciugamani. Per questo è importante lavarsi spesso le mani, evitare di toccare o strofinare gli occhi e non condividere oggetti personali. La forma allergica, invece, non è contagiosa perché dipende da una reazione del sistema immunitario a sostanze presenti nell’ambiente.
Quando è necessario far valutare la congiuntivite dal pediatra?
Molti episodi di congiuntivite lieve migliorano spontaneamente in pochi giorni, ma è opportuno contattare il pediatra se il bambino ha dolore intenso agli occhi, sensibilità alla luce, gonfiore marcato delle palpebre o secrezioni molto abbondanti. Anche la comparsa di febbre, la riduzione della vista o la mancanza di miglioramento dopo alcuni giorni meritano una valutazione medica. Il pediatra può aiutare a capire la causa del disturbo e indicare il trattamento più appropriato.
Come si può evitare che la congiuntivite si diffonda ad altri bambini?
Alcune semplici misure igieniche possono ridurre la trasmissione, soprattutto nelle forme infettive. È utile lavarsi spesso le mani, usare fazzoletti monouso per pulire le secrezioni oculari e buttarli subito dopo l’uso. Gli asciugamani e le salviette utilizzati dal bambino dovrebbero essere personali e lavati frequentemente. Anche evitare di toccarsi gli occhi e poi oggetti condivisi può aiutare a limitare il contagio. Queste attenzioni sono particolarmente importanti a casa, al nido e a scuola.