Edward mani di forbice: una favola poetica e ironica

Una storia di fantasia che invita a riflettere sul tema della diversità, un film da vedere insieme ai propri bambini

Sonia Bozzi, Redattrice

Per essere una vera favola gli manca soltanto il lieto fine, per il resto c’è proprio tutto, poesia e divertimento, magia e tristezza. Edward è una creatura fantastica nata nel laboratorio di uno scienziato geniale. Come molte creature fantastiche, ha un corpo bizzarro in cui s’incontrano nature diverse: il suo è quello di un ragazzo adolescente con due grosse forbici affilate al posto delle mani. Edward vive solo in un castello fuori dal tempo e dallo spazio, il mondo e le sue abitudini sono a una distanza secolare. Un giorno una signora gentile entra nel castello e per un momento la sua vita solitaria sembra prendere un corso diverso. La signora lo convince a seguirla e lo accoglie in casa sua. Con premura materna cerca di offrirgli gli strumenti per ambientarsi nella sua nuova vita, una vita normale, tra persone normali, e allora, pazienza per le mani che non si possono certo nascondere, ma per il resto, con qualche abito nuovo, un po’ di trucco e sane abitudini forse si riuscirà a trasformarlo in un ragazzo qualunque.

Sul crinale tra diversità e integrazione

Ma le creature fantastiche, per loro natura, sono inadatte alla vita domestica. Nonostante tutti gli sforzi suoi e delle persone che lo hanno accolto, Edward non riuscirà ad ambientarsi e a essere accettato per quello che è: con le sue grandi mani taglienti tornerà nel suo castello a scolpire sculture di ghiaccio e giardini affollati di creature verdi.
Una storia sulla diversità e sulla mortificazione che viene dalla volontà di camuffarla, una favola poetica e ironica per poter parlare, una volta di più, di quale sia l’integrazione possibile, o forse, impossibile.

Edward mani di forbice, Stati Uniti 1990, fantastico 110’, regia di Tim Burton.

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Articolo pubblicato il 24/06/2013 e aggiornato il 24/06/2019

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