Una scuola dell’infanzia che educa davvero

Una scuola di qualità vede il bambino come un soggetto attivo che interagisce con i suoi pari, gli adulti, l’ambiente e la cultura

Giovanni Sapucci, direttore del CEIS
Costruzioni, seggioline e tavolini in una scuola dell'infanzia

Le finalità, gli obiettivi, i modi di operare di una scuola dell’infanzia sono la diretta conseguenza della visione del bambino a cui fanno riferimento i pedagogisti, gli insegnanti e tutto il personale della scuola. Una scuola di qualità ha una visione del bambino come soggetto attivo, impegnato in un processo di continua interazione con i suoi pari, con gli adulti, con l’ambiente e con la cultura. Facendo riferimento a questa visione, la scuola deve operare perché i bambini e le bambine che la frequentano raggiungano visibili traguardi di sviluppo su tre aspetti fondamentali: l’identità, l’autonomia e la competenza.

Identità, autonomia, competenza

L’identità è in fin dei conti il processo con cui ogni bambino si costruisce, giorno per giorno, come persona, sul piano corporeo, intellettuale e psicodinamico: vale la pena di sottolineare che il corpo ha una valenza importante, poiché è attraverso il proprio corpo che il bambino apprende, conosce e comunica. L’esperienza serena e felice del corpo è la condizione necessaria per uno sviluppo completo e articolato. Vivere bene il proprio corpo, conoscerne le potenzialità e poterlo usare, guidati dal pensiero, aiuta a vivere bene le relazioni con gli altri, con lo spazio, con il tempo, con le cose e gli oggetti del proprio ambiente.

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L’autonomia invece è la capacità di fare da soli, di pensare in modo libero e divergente, di esprimere sentimenti di indipendenza, di orientarsi a compiere scelte autonome in contesti relazionali e normativi diversi. L’autonomia si pone come un bisogno di differenziarsi dagli altri e di riconoscersi dotati di proprie specificità e originalità, pur nel necessario riconoscimento delle regole esistenti e necessarie nella concretezza dell’ambiente naturale e sociale.

Le competenze sono le abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche e intellettive, indispensabili requisiti per apprendere a codificare e decodificare, interpretare e produrre messaggi, testi e situazioni simboliche, cioè il complesso sistema dell’informazione e della cultura dei numerosi contesti di socializzazione e apprendimento. Sono anche indispensabili requisiti per lo sviluppo delle capacità cognitive di base, tramite le quali rendere possibile la comprensione, l’elaborazione, la rielaborazione di esperienze e conoscenze, nonché la possibilità di intervenire sulla realtà per modificarla, per interpretarla e ricostruirla.

L’attività creativa

Infine, è utile ricordare che in una scuola dell’infanzia di qualità, ulteriori obiettivi da perseguire, promuovere e valorizzare sono le capacità intuitive, immaginative e di intelligenza creativa. A questo proposito una particolare rilevanza va data all’attività creativa, l’attività umana che produce qualcosa di nuovo: un oggetto del mondo esterno, o una costruzione dell’intelligenza o del sentimento. Essa è caratterizzata da sensibilità verso i problemi e i sentimenti degli altri, da scioltezza, flessibilità, originalità, dalla capacità di ridefinizione e di riorganizzazione di parole e idee in rapporto a situazioni nuove.

Perché l’insieme di queste finalità e di questi obiettivi possa assumere le sembianze di esperienza concreta e percepita dai bambini e dalle bambine è necessario che nella scuola si crei un clima di sicurezza, di serenità e di sollecitudine. La disponibilità di un ambiente accogliente, ricco di stimoli culturali, flessibile nell’organizzazione di attività didattiche molteplici e diversificate, attento cioè alle diverse esigenze di sviluppo e di apprendimento espresse da bambini diversi per storia, stili di apprendimento e culture di appartenenza, favorisce la strutturazione della fiducia di base, della stima di sé, della curiosità, della possibilità di apprendere e vivere in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, di esprimere e controllare i propri sentimenti e le proprie emozioni, nonché di rendersi sensibili a quelli degli altri: condizioni, queste, per sostenere, per orientare e valorizzare il naturale bisogno di esplorazione e investigazione, di conoscenza e di socializzazione.

Diversificare

Per realizzare apprendimenti di qualità la giornata a scuola deve essere caratterizzata da un ambiente emotivo, sociale e operativo con i connotati appena descritti e, più concretamente, da un ambiente capace di accogliere il naturale bisogno di gioco dei bambini attraverso attività motorie libere e organizzate, attività di gioco simbolico, attività di lettura spontanea e libera, attività di lettura degli adulti, attività espressive e di manipolazione, attività di ricerca e scoperta dell’ambiente interno ed esterno alla scuola. Il giardino è un luogo di apprendimento naturale a cui andrebbe dato lo stesso rilievo dell’ambiente classe. In giardino non è necessario creare “percorsi didattici”, perché l’ambiente naturale è in grado di mandare continuamente messaggi impliciti profondi, impartisce dappertutto apprendimenti di base indispensabili per bambini che di solito passano molto tempo in un mondo virtuale. È per questo che gli insegnanti e i dirigenti scolastici dovrebbero superare una certa deformazione professionale che vede il senso dell’azione educativa prevalentemente, se non esclusivamente,  in ciò che viene “strutturato didatticamente” all’interno della classe.

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I bambini devono vivere la loro vita scolastica come un ambiente naturale in cui “stanno bene”; gli insegnanti devono predisporre l’insieme delle esperienze e delle attività didattiche da proporre ai bambini avendo la piena consapevolezza del loro valore formativo.

Articolo pubblicato il 28/04/2015 e aggiornato il 18/12/2019
Immagine in apertura hkeita / iStock / Getty Images Plus

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