Ibuprofene in gravidanza: si può assumere?

In caso di resistenza o allergia alla terapia di prima scelta, ovvero quella con paracetamolo, si può assumere l’ibuprofene durante la gestazione? Ecco cosa dicono le linee guida a seconda dei trimestri di gravidanza

Immagine per l'autore: Margherita Borgatti
Margherita Borgatti , ostetrica e docente
donna in gravidanza con blister ibuprofene

Quello dell’uso di farmaci in gravidanza è un tema da sempre molto discusso tra le future mamme, poiché può suscitare preoccupazioni a causa dei possibili effetti negativi a breve e a lungo termine per il bambino. È bene fare subito una raccomandazione precisa a riguardo: il fai da te va assolutamente evitato, l’uso di qualsiasi farmaco va sempre discusso assieme allo specialista che segue la gravidanza, che potrà valutare attentamente i rischi e i benefici connessi all’assunzione ed effettuare o meno la prescrizione medica.

L’uso di ibuprofene in gravidanza, ad esempio, non è esente da rischi. Questo principio attivo è indicato nella cura del dolore lieve o moderato, per mitigare i sintomi del  in caso di raffreddore o influenza, in presenza di infiammazione a carico di articolazioni, ossa e muscoli e per trattare il dolore e il gonfiore causati da contusioni e distorsioni. Ma durante la gestazione, prima dell’assunzione, occorre sempre rivolgersi al medico, che valuterà i pro e i contro in relazione al trimestre di gravidanza in cui si trova la donna. Vediamo ora di seguito quali sono i rischi dell’assunzione di ibuprofene in gravidanza e tutto ciò che c’è da sapere.

Ibuprofene in gravidanza: si può prendere nel primo trimestre?

Gli analgesici, chiamati anche antidolorifici, sono farmaci in grado di alleviare il dolore. Ad oggi le conoscenze sull’uso in gravidanza dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono scarse e le informazioni specifiche sono disponibili solo per i farmaci più comuni, come appunto l’ibuprofene. Molti dei medicinali che contengono il principio attivo sono farmaci da banco, e ciò ne facilita l’accesso limitandone però il controllo da parte del medico curante o dello specialista che segue la gestazione. 

Studi hanno dimostrato che l’uso di ibuprofene nel primo trimestre di gravidanza non è teratogeno, cioè non risulta essere associato a rischi di malformazioni. L’ibuprofene nelle prime settimane di gravidanza può essere assunto nelle varie formulazioni disponibili (compresse, capsule, granulato effervescente, gel, creme e spray per uso locale). Se nel secondo trimestre di gravidanza fosse necessaria una terapia antidolorifica per lenire una sintomatologia acuta e persistente, l’ibuprofene può essere assunto. Tuttavia si tratta di un farmaco di seconda scelta – da utilizzare per brevi periodi e al dosaggio minimo efficace – solo in caso di resistenza o allergia alla terapia di prima scelta, ovvero quella con paracetamolo.

Attenzione all’utilizzo di ibuprofene nel terzo trimestre di gravidanza. Vediamo insieme perché non va impiegato a partire dalle 28 settimane di gestazione. 

Quando non si può prendere l’ibuprofene in gravidanza?

L’ibuprofene in gravidanza si associa a rischi per il neonato quando questo principio attivo viene assunto dopo la 28^-30^ settimana di gestazione, poiché può causare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso arterioso fondamentale per la circolazione del sangue nel feto. Sull’ibuprofene in gravidanza, le linee guida AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) raccomandano di evitare l’utilizzo di questo farmaco e di altri FANS (ketoprofene e nimesulide) per il trattamento dei sintomi influenzali nel terzo trimestre di gravidanza, proprio per i rischi che l’assunzione comporta per il feto. 

Cosa prendere al posto dell’ibuprofene in gravidanza?

Alessia, alla 32^ settimana di gestazione, si reca dallo specialista che sta seguendo la sua gestazione e gli dice che da diverse settimane soffre di dolori molto forti all’anca e alla coscia; il medico fa una diagnosi di sciatalgia, un’infiammazione del nervo sciatico, disturbo abbastanza frequente a termine di gravidanza. È molto preoccupata dall’idea di assumere farmaci in gravidanza, poiché ha sentito dire da un’amica che l’ibuprofene può causare problemi al nascituro. Per questo motivo, per alleviare il dolore, ha scelto dei trattamenti non farmacologici, come lo yoga, sedute di fisioterapia e tecniche di rilassamento. Nonostante ciò la sintomatologia rimane acuta e persistente. «Quali antinfiammatori in gravidanza si possono prendere?», chiede allora al medico, che le risponde con quanto abbiamo scritto nel paragrafo precedente: «Il paracetamolo rappresenta il farmaco di prima scelta». Questo principio attivo, infatti, ha un profilo di sicurezza così alto da essere somministrato, in dosaggi opportuni, anche durante la gravidanza e l’allattamento, nonché ai neonati.

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Margherita Borgatti

Lavora come ostetrica negli ospedali bolognesi dal 2018 e conduce corsi di accompagnamento alla nascita. Dal 2020 è professoressa a contratto presso l’Università di Bologna, per il corso di Laurea in Ostetricia. Ha elaborato e coordinato un progetto, in collaborazione con l’Università di Bologna, di protezione e promozione dell’allattamento al seno, sostenendo a domicilio le mamme con difficoltà nell’avvio dell’allattamento.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 29/08/2023 e aggiornato il 16/05/2024
Immagine in apertura miljko / iStock

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