Immunostimolanti: sì o no?

L'uso degli immunostimolanti nella prevenzione di infezioni batteriche è indicato nei bambini? Analizziamo i pro e i contro dell'uso di questi prodotti

Paola Sabrina Buonuomo,
pediatra
Immunostimolanti: sì o no?

Gli immunomodulatori o immunostimolanti sono farmaci capaci di stimolare il sistema immunitario. Alcuni immunomodulatori hanno un meccanismo d’azione ben definito, come l’interleuchina-2, i fattori di crescita ematopoietici, l’interferone. Si tratta di prodotti utilizzati in bambini con patologie definite che riducono le difese immunitarie; sul loro profilo efficacia-sicurezza esistono studi estesi e ben strutturati.

Vengono considerati immunomodulatori anche altri preparati del commercio, il cui effetto è meno studiato, come i lisati batterici e il pidotimod. Questi prodotti vengono definiti “vaccini”, ma in realtà non si tratta di veri vaccini. Si tratta di specialità medicinali che contengono antigeni batterici, cioè frammenti di batteri, o catene polipetidiche che, assunti dall’organismo sano, ne dovrebbero stimolare la risposta immunitaria (cioè stimolare la produzione di anticorpi necessari per contrastare il batterio vero e proprio, o il virus, quando questo attaccherà l’organismo).

Indicazioni

Poiché vengono allestiti con i frammenti dei batteri che inducono più frequentemente infezioni dell’apparato respiratorio e della gola, questi preparati vengono prescritti come profilassi delle infezioni respiratorie recidivanti (quali faringotonsilliti, otiti, bronchiti), soprattutto nei bambini, che sono i più esposti a questo tipo di infezioni, anche ripetute in un breve periodo di tempo. Sono stati pubblicati degli studi in letteratura che hanno poi portato alla commercializzazione di questi prodotti.

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Si tratta però di infezioni la cui frequenza, trascorsi i primi anni di vita in comunità, tende naturalmente a diminuire nei bambini, che peraltro sono sostanzialmente sani e che non necessitano, quindi, di alcuna forma di profilassi. Inoltre, gli episodi infettivi cui vanno incontro i bambini sono in genere di origine virale, per le quali la somministrazione di prodotti che contengono antigeni batterici non può avere alcun effetto protettivo.

Queste infezioni in genere tendono a risolversi spontaneamente e necessitano tutt’al più di farmaci sintomatici. Gli studi che hanno valutato l’efficacia dei lisati batterici nelle infezioni respiratorie sono datati e criticabili dal punto di vista metodologico (per esempio la popolazione arruolata non era omogenea, o i criteri di valutazione dei benefici erano mal definiti).

Sicurezza

Nella maggior parte dei casi, gli effetti collaterali associati all’assunzione ciclica di questi prodotti sono lievi e comunque transitori (nausea, vomito, tosse, febbre, eruzioni cutanee). Va segnalato però che durante l’attività di sorveglianza post-marketing sono stati segnalati, anche se raramente, effetti indesiderati potenzialmente gravi associati alla loro assunzione, come asma e reazioni allergiche.

In conclusione quindi, il rischio, seppur remoto, di effetti avversi gravi unito a una efficacia dubbia per di più nei confronti di infezioni generalmente benigne, rende questi farmaci di dubbia indicazione nella pratica quotidiana.

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Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 17.04.2018
Immagine in apertura ittipon2002 / iStock / Getty Images Plus