Terapia della tosse? Scegliamo in base all’efficacia

La maggioranza dei farmaci utilizzata per combattere la tosse si dimostra inefficace, ma una sostanza naturale fa eccezione: il miele

Nicola D’Andrea,
pediatra
Terapia della tosse? Scegliamo in base all’efficacia

La tosse è uno dei sintomi più frequenti in età pediatrica: basti pensare che almeno un bambino su tre ha assunto nell’ultimo mese un farmaco per la tosse e che la spesa per questi prodotti negli Stati Uniti è circa 2 miliardi di dollari all’anno. La tosse accompagna le infezioni virali delle prime vie respiratorie ed è molto frequente nei bambini che frequentano le comunità infantili e si scambiano virus coi compagni e, a casa, con i fratelli. In questi casi viene raccomandata, dal medico o dal farmacista, una serie di farmaci, nonostante esistano poche certezze sulla loro efficacia. Si tratta di solito di una combinazione di farmaci (antistaminici, sedativi della tosse, espettoranti, decongestionanti e antipiretici) e i maggiori consumatori sono i bambini tra i due e i cinque anni, seguiti dai bambini più piccoli.

Una commissione di esperti, la Cochrane, ha analizzato 25 studi clinici sull’uso dei farmaci per la tosse: nessuna evidenza di efficacia superiore a quella del placebo è stata documentata per antistaminici, sedativi della tosse, associazione tra antistaminici e decongestionanti nasali e associazione tra sedativi della tosse e broncodilatatori.

Gli sciroppi: alcune controindicazioni

L’Istituto di Sanità del Canada e la FDA (l’Agenzia governativa degli Stati Uniti che controlla i farmaci), vista la mancanza di prove sull’efficacia e la crescente preoccupazione per le reazioni avverse, hanno rilasciato dichiarazioni per quanto riguarda l’uso di questi prodotti nei bambini: sconsigliati in Canada nei bambini di età minore di sei anni, cautela da sei anni in su; negli USA l’uso è sconsigliato sotto i quattro anni.

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Anche l’Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari (AFSSAPS) ha proibito l’uso degli sciroppi mucolitici nei bambini sotto i due anni. La decisione è stata presa in seguito a 70 segnalazioni di complicazioni respiratorie legate all’uso di questi sciroppi: più della metà dei casi riguardavano bambini di età inferiore a un anno e in qualche caso era stato necessario il ricovero in ospedale.

I bambini piccoli hanno una ridotta capacità di tossire e gli sciroppi mucolitici possono causare difficoltà respiratorie. I bambini francesi che avevano assunto gli sciroppi a base di acetilcisteina, carbocisteina e benzoato di meglumina, indicati per fluidificare le secrezioni bronchiali, avevano avuto un peggioramento della loro capacità respiratoria. L’AFSSAPS, oltre ad avere controindicato tutti gli sciroppi mucolitici nei bambini sotto i due anni, ha predisposto anche il ritiro di tre farmaci destinate all’uso nei neonati.

Aveva ragione la nonna

L’unica sostanza che abbia avuto il beneplacito della letteratura ufficiale come efficace sul fastidio e l’intensità della tosse notturna è il miele, e questo è stato stabilito da una ricerca con un controllo-confronto rigoroso in cieco (cioè senza sapere a quale bambino veniva dato il miele e a quale bambino una soluzione inerte). «So già che molti, nel vedere questi risultati, penseranno: la nonna aveva ragione!», commenta Ian Paul, leader del team di ricercatori. L’articolo completo può essere consultato qui.

Il problema dell’abuso di farmaci e dei dosaggi “fai-da-te” nei bambini è molto grave, e la tosse è un tipico problema che scatena una reazione esagerata da parte dei genitori ansiosi. «L’unica cosa che bisogna dare ai bambini con la tosse è un po’ di tempo. Poi staranno bene», avverte Pat Jackson Allen della Yale University School of Nursing.

Ricordiamo che il miele non è indicato nei bambini di età inferiore a un anno.

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Pubblicato il 30.04.2015 e aggiornato il 16.04.2018
Immagine in apertura Fascinadora / iStock / Getty Images Plus