Bambini e fumo di tabacco: tutti i rischi

Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e studi recenti confermano l’importanza di proteggere bambine e bambini dal fumo di tabacco

Immagine per l'autore: Anna Rita Longo
Anna Rita Longo , divulgatrice scientifica e insegnante, socia effettiva del CICAP e membro direttivo dell’associazione SWIM, collabora con diverse riviste di carattere scientifico e culturale
Bambina che finge di fumare con una pipa di carta

Le ragioni scientificamente fondate per evitare l’esposizione di bambini e bambine al fumo di tabacco aumentano sempre di più [1] . Crescere in un ambiente che consenta di tutelare la propria salute e di garantirsi un futuro privo di malattie che è possibile prevenire con un corretto stile di vita è un diritto inalienabile, e gli adulti devono fare in modo di garantirlo ai più piccoli. Il recente documento dell’OMS dal titolo Tobacco control to improve child health and development fa il punto sulle conoscenze scientifiche al riguardo e suggerisce una serie di strade per consentire, nel tempo, di realizzare questo obiettivo.

Aiutarli a nascere e crescere in salute

Il documento dell’OMS prende le mosse dall’importanza fondamentale, per la salute psicofisica delle persone, del periodo che va dalla vita intrauterina agli 8 anni, durante il quale bisogna gettare le basi che assicurino la salute e il corretto sviluppo. In particolare, si devono garantire a bambine e bambini buona salute, nutrizione adeguata, sicurezza, accudimento che risponda alle loro esigenze e accesso all’apprendimento e all’istruzione fin dai primi anni. L’insieme di questi elementi, si sottolinea con forza, protegge i bambini da diversi pericoli per la loro salute presente e futura e offre benefici sia per la vita delle singole persone sia per il complesso della società.

I rischi del fumo di tabacco

L’OMS tira quindi le somme relativamente alle evidenze scientifiche dei rischi correlati al fumo di tabacco in rapporto alla salute infantile, che riportiamo sinteticamente (ma la massa di studi sugli effetti negativi del fumo è in costante aggiornamento). 

Il fumo di tabacco da parte dei genitori e l’esposizione delle donne incinte al fumo passivo sono associati a problemi nello sviluppo fetale e a eventi avversi al momento della nascita, oltre che a un tasso più alto di mortalità infantile. L’esposizione al fumo dei genitori, inoltre, è associata a diversi problemi di salute durante l’infanzia: sindrome della morte in culla (SIDS), malattie respiratorie e altro. Tra i problemi di salute portati in luce anche da studi recenti [2] , vi è il collegamento tra crescere in ambienti che espongono al fumo e l’insorgenza, già in età infantile, dell’ipertensione: si tratta di un fattore di rischio cardiovascolare che non va certamente sottovalutato. 

L’OMS sottolinea anche come non si debbano trascurare i pericoli collegati al cattivo esempio, per quel che riguarda le abitudini apprese nell’ambiente domestico nell’infanzia e nell’adolescenza: i bambini accuditi da fumatori hanno quasi il 70% di probabilità in più di provare a fumare entro i 15 anni. Il dato si somma al fatto che prima si inizia a fumare maggiori sono le possibilità di essere fumatori in età adulta. L’industria del tabacco adopera grandi risorse per promuovere il tabagismo e i prodotti contenenti nicotina anche tra i più giovani, per avviarli alla dipendenza, cercando di nascondere o ridimensionare l’informazione sui danni causati dal fumo.

Lavoro minorile e impatto ambientale

Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che la filiera del tabacco impiega ancora oggi regolarmente il lavoro minorile, in molti Paesi, mettendo a rischio la salute psicofisica di bambini e adolescenti (esistono anche specifiche malattie che colpiscono i lavoratori del tabacco, che si sommano ai gravissimi danni provocati dal fatto di lavorare in età infantile e adolescenziale) e impedendo loro di andare regolarmente a scuola. L’industria del tabacco ha poi un forte impatto ambientale, con conseguenze sulla salute di tutti, bambini compresi.

Strategie di prevenzione

A questo proposito, l’OMS si è fatta promotrice di una serie di iniziative di prevenzione che, riunite sotto un acronimo inglese, prendono il nome di MPOWER. Il progetto si può sintetizzare in questi passaggi: 1) monitorare l’uso del tabacco e le politiche di prevenzione; 2) proteggere la gente dal fumo di tabacco, per esempio con leggi che limitino il fumo; 3) offrire aiuto per smettere di fumare; 4) mettere in guardia sui pericoli del tabacco; 5) aumentare le limitazioni sulla pubblicità e la promozione del tabacco; 6) aumentare la tassazione sul tabacco.

Focalizzarsi sulla salute infantile, a partire dalle scuole

È soprattutto fondamentale, come sottolinea anche l’OMS, che i bambini e la salute nel corso della gravidanza siano tenuti in gran conto nelle politiche di prevenzione e inseriti in modo specifico nella promozione di stili di vita salutari, fin dagli anni della scuola. In effetti, anche in Italia sono attivi importanti progetti scolastici di prevenzione del tabagismo in tutti i gradi dell’istruzione. Le diverse iniziative offrono spesso ai docenti, in modo gratuito, materiale realizzato con esperti del settore, liberamente utilizzabile per lavorare con i propri studenti e far maturare in loro la consapevolezza del diritto a crescere liberi da questa dipendenza e in un ambiente che favorisca il benessere psicofisico di tutte le persone.

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Anna Rita Longo

Divulgatrice scientifica, è socia effettiva e presidente della sezione pugliese del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e membro del direttivo dell’associazione professionale di comunicatori della scienza SWIM. Scrive per diverse riviste cartacee e online, tra le quali Le Scienze, Mind, Uppa, Focus Scuola, Wired.it, Wonder Why, Scientificast.

Note
[1] Markus Braun, Doris Klingelhöfer, Gerhard Oremek, David Quarcoo, David Groneberg, Influence of Second-Hand Smoke and Prenatal Tobacco Smoke Exposure on Biomarkers, Genetics and Physiological Processes in Children-An Overview in Research Insights of the Last Few Years, «International Journal of Environmental Research and Public Health», 2020, 17 (9)
[2] Rebecca V. Levy, Kaye E. Brathwaite, Harini Sarathy e altri, Analysis of Active and Passive Tobacco Exposures and Blood Pressure in US Children and Adolescents, JAMA Network Open2021, 4 (2)
Bibliografia
Articolo pubblicato il 31/03/2021 e aggiornato il 29/09/2021
Immagine in apertura stock_colors / iStock

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