Neofobia nei bambini: come superarla?

Se il vostro bambino rifiuta una grande varietà di alimenti senza averli mai assaggiati siete davanti alla classica neofobia. Per superare questa fase è importante cercare di non forzare il bambino per evitare di aumentare il suo disgusto nei confronti degli alimenti.

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Claudia Carletti , nutrizionista e dietista
bambina rifiuta cibo dalla mamma

Il vostro bambino rifiuta una grande varietà di alimenti senza averli mai assaggiati? Gli alimenti che rifiuta sono soprattutto frutta, verdura e legumi mentre sceglie con piacere tutto ciò che è bianco come la pasta, il formaggio e le patate? Siete davanti alla classica neofobia, ossia il rifiuto, o l’avversione, dei bambini nei confronti di un cibo nuovo. Sicuramente un momento di crescita molto stressante per il genitore che, però, non deve demordere e deve continuare a proporre assaggi variegati al proprio piccolo.

In questo articolo scopriremo le radici della neofobia alimentare, e perché i bambini rifiutano alcuni alimenti, in particolare quelli dai sapori più forti e amari, proveremo anche a capire come ridurre la neofobia alimentare e parleremo di alcune strategie per affrontarla.

Cos’è la neofobia?

Incontro molti genitori che mi riferiscono di avere problemi con l’alimentazione del loro piccolo. Spesso mi dicono che il bimbo rifiuta di assaggiare gli alimenti non conosciuti oppure che è diventato “schizzinoso” e ha, infatti, ridotto la varietà degli alimenti che mangia iniziando a rifiutare i cibi che prima mangiava volentieri. In entrambi i casi non c’è da preoccuparsi perché se il bambino è in una fase di neofobia, ossia è riluttante a mangiare alimenti nuovi e che non conosce, con un po’ di strategie e pazienza la cosa può ridursi drasticamente; se, invece, rifiuta una quantità sostanziale di alimenti, come vedremo, con un po’ di aiuto, pazienza e assaggi, aumenterà piano piano la sua scelta alimentare. 

Quando inizia la selettività alimentare?

Il comportamento alimentare è molto individuale e nel caso dei bambini è influenzato da molti fattori quali la disponibilità ad accettare gli alimenti nuovi, le capacità acquisite in ambito orale-motorio, le preferenze di gusto innate e non da ultimo le abitudini alimentari dei genitori.

Ma quando inizia la neofobia? La neofobia nei bambini raggiunge il picco solitamente tra i 2 e i 6 anni di età, è una fase di sviluppo normale, che avviene senza differenze fra maschi e femmine, per poi diminuire gradualmente nell’età adulta. 

Visto che la neofobia nei bambini non si sviluppa subito, dovremmo utilizzare il periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni per far assaggiare al piccolo un gran numero di alimenti, di tutti i gusti e le consistenze. Questo permetterà al bimbo di conoscere tutta una varietà di gusti che poi si porterà avanti tutta la vita, anche se dovesse attraversare un periodo di rifiuto verso alcuni cibi. 

Infatti, già dai 6 mesi o quando il bambino sarà pronto, è importante che i genitori propongano assaggi di alimenti della loro tavola con un occhio particolare a frutta, verdura e legumi (potete leggere un approfondimento sul tema in questo articolo). Questi alimenti infatti sappiamo essere i più sani e sono la base della dieta mediterranea ma sono anche gli alimenti che i bambini rifiutano più spesso [1]

Come facciamo quindi a farli amare ai bambini? Prima di tutto è importante proporre ripetutamente gli alimenti non conosciuti. Tutti i cibi sono inizialmente sconosciuti ai bambini, ma quelli rifiutati in un primo momento saranno con molta probabilità accettati in seguito: è dimostrato che proporre anche 15 volte lo stesso alimento, senza imposizioni e con pazienza, in modalità, abbinamenti e ricette differenti, può aumentarne l’accettabilità. In particolare, sembra rappresentare una valida “finestra di opportunità” per l’apprendimento dei sapori la proposta di numerose varietà di verdure come primi alimenti attraverso piccoli assaggi: è importante offrire anche i vegetali dal sapore amaro e acido, come la catalogna, broccoli, cavoli, arance e kiwi, senza focalizzarsi sulla quantità e senza ricadere nell’errore di proporre solo quelle dolci (ad esempio zucchine o carote).

Come superare la neofobia?

Per superare la neofobia dei bambini è quindi una buona strategia anticipare i tempi e “sfruttare” il periodo dai 6 mesi ai 2 anni, quando sono ben disposti ad assaggiare, per instaurare buone abitudini alimentari e aumentare la varietà di gusti con assaggi di tutti gli alimenti, in modo particolare frutta, verdura e legumi. Non limitarsi però alla frutta e alla verdura dal gusto semplice ma far assaggiare anche quelle amare e acide come quelle della famiglia degli agrumi (arance, mandarini, limone) e della famiglia delle brassicacee (cavolfiori, broccoli, rucola ecc) che contengono alti livelli di sostanze fitochimiche associati a un minor rischio di sviluppare alcune malattie, tra cui il cancro. Pertanto l’obiettivo è non solo quello di evitare l’avversione verso questi sapori ma anche di farli apprezzare, come forma di prevenzione per il bambino e idealmente per tutta la famiglia. 

Cosa fare per la neofobia, se questa è già presente? Prima di tutto bisogna armarsi di tanta pazienza ed evitare di forzare il bambino a mangiare perché la forzatura è sempre controproducente e rafforza il disgusto verso quel cibo. È importante però non desistere e proporre assaggi di quell’alimento molte volte e con diverse preparazioni. Ovviamente i genitori sono una componente fondamentale nella riuscita di questa strategia perché i bambini imitano i genitori e se li vedono mangiare un determinato alimento, lo faranno anche loro.

Quindi resta importante mangiare tutti insieme, a tavola, le stesse cose e senza schermi accessi. Televisore, tablet e cellulare devono essere non solo spenti ma anche in un’altra stanza perché il periodo del pasto è un momento di educazione ma anche di socialità e convivialità e piacere. 

Un’altra buona strategia per avvicinare i bambini agli alimenti più ostici è quella di coinvolgere i piccoli nella preparazione dei pasti: farsi aiutare in piccoli compiti adeguati all’età come lavare, tagliare, aggiungere il sale, eccetera. Questo invoglierà maggiormente il bimbo ad assaggiare perché sarà una cosa “creata” anche da lui.

Perché i bambini non vogliono assaggiare cibi nuovi?

La neofobia nei bambini è un comportamento definito dai ricercatori come naturale perché fa parte del processo evolutivo. Centinaia di migliaia di anni fa gli uomini vivevano nelle foreste e si cibavano dei frutti che la terra offriva e della poca carne che riusciva a cacciare. Per evitare che i bambini ingerissero alimenti nocivi e tossici come piante potenzialmente velenose, che solitamente hanno un sapore amaro o acido, l’evoluzione ha fatto sì che i bambini rifiutassero naturalmente il gusto amaro e acido a favore di una propensione per il gusto dolce. Questa selettività alimentare, che in tempi antichissimi salvava la vita ai bambini, ora, ai giorni nostri, dove ogni alimento è controllato, è diventato controproducente in quanto riduce la possibilità di avere una dieta sana e diversificata.

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Claudia Carletti

Nutrizionista e dietista clinica presso l’Ospedale materno infantile IRCCS “Burlo Garofolo” di Trieste, svolge attività di ricerca, formazione e divulgazione riguardante in particolare l’alimentazione e la prevenzione dell’obesità infantile. È referente regionale di due progetti di sorveglianza nazionale sul monitoraggio del sovrappeso e dell’obesità di bambini e adolescenti (OKkio alla Salute e HBSC) e autrice del libro “Io mangio come voi” (Terre di mezzo, 2014).

Note
[1] AA.VV. Adherence to Mediterranean Diet and Food Neophobia Occurrence in Children: A Study Carried out in Italy «Nutrients»,dicembre, 2023, 12;15(24):5078
Bibliografia
Articolo pubblicato il 30/04/2024 e aggiornato il 30/04/2024
Immagine in apertura filadendron / iStock

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