Educazione alimentare

L’educazione alimentare dei bambini passa attraverso l’imitazione delle abitudini alimentari dei genitori: stare a tavola con gli adulti comporta anche un coinvolgimento relazionale ed è un’occasione per educare e per confrontarsi.
Se lo stare a tavola si trasforma in un momento di stress, vuol dire che qualcosa non sta funzionando e che il cibo sta diventando uno strumento attraverso il quale il bambino vuole esprimere un proprio disagio.
Come fare col bambino che fa capricci a tavola? Come gestire la neofobia alimentare, ovvero l’avversione contro i cibi nuovi? E che fare se la frutta e la verdura risultano sgraditi al piccolo? Esistono ricette magiche? A tavola si cresce insieme e, come per tanti altri aspetti della crescita dei nostri figli, è soprattutto l’atteggiamento dei genitori a condizionare il comportamento dei bambini.

Sergio Conti Nibali,
pediatra e direttore di UPPA
bambina mangia merendine

Il consumo dei cibi “spazzatura” ha spesso gravi conseguenze sulla salute dei nostri bambini. La proposta del premier Conte di tassare le merendine potrebbe essere il primo passo verso politiche che mirano ad anteporre la salute pubblica al profitto

Annalisa Perino,
pedagogista montessoriana
Bambina a tavola mangia la pasta con le mani

Il primo approccio dei bambini al cibo avviene per imitazione. Il giusto esempio a tavola e poche semplici attenzioni da parte dei genitori favoriranno un rapporto sano ed equilibrato col cibo fin da piccoli

Silvana Quadrino,
psicologa e psicoterapeuta
Bambina seduta a tavola a mangiare con la mamma

È importante indirizzare i propri figli verso scelte alimentari responsabili e salutari fin dall’autosvezzamento, attraverso un atteggiamento equilibrato, sereno ed educativo, cominciando dall’evitare restrizioni sui cibi non giustificate da specifiche condizioni di salute

Giusi D’Urso,
nutrizionista

Le situazioni che presentano contemporaneamente un figlio che mangia troppo e uno inappetente sono estremamente difficili da gestire per i genitori. In questi casi, un cambiamento delle abitudini alimentari di tutta la famiglia può rappresentare una valida soluzione

Costantino Panza,
pediatra
e Stefania Manetti,
pediatra di famiglia
Bambina che si rifiuta di mangiare la verdura

Già dopo pochi mesi di vita i bambini iniziano a esplorare tutti i sapori, ma intorno ai 2-3 anni spesso restringono le loro scelte alimentari. Il buon esempio a tavola dei genitori e una dieta varia e sana durante lo svezzamento diminuiranno le loro neofobie da grandi

Giusi D’Urso,
nutrizionista
Bambina che non vuole mangiare

Quando il bambino è inappetente, spesso il pasto si trasforma in un momento difficile da gestire. Se il piccolo è sano e cresce normalmente, non vi è alcun motivo di condizionarlo, bisogna invece fidarsi della sua capacità di autoregolazione dell’appetito senza mai forzarlo