Il Parent Training è un intervento di sostegno alla genitorialità che aiuta i genitori a comprendere e gestire alcuni comportamenti problematici dei bambini, imparando a riconoscerne le possibili cause e a rispondere in modo più efficace. Può essere utile anche in assenza di una diagnosi, oppure affiancare altri interventi in presenza di disturbi del neurosviluppo, come ADHD, disturbo dello spettro autistico, disturbi della comunicazione e dell’apprendimento. I percorsi possono essere individuali o di gruppo e vengono condotti da professionisti esperti, come psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti. Durante gli incontri, genitori e professionisti analizzano insieme ciò che precede e segue determinati comportamenti e individuano strategie educative da sperimentare nella quotidianità, con l’obiettivo di favorire una migliore relazione genitori-figli e sostenere lo sviluppo del bambino.
Marco ha 4 anni, sia a casa sia all’asilo ha spesso esplosioni d’ira che non riesce in nessun modo a controllare. Questo gli crea problemi nella relazione con i compagni che, spaventati dalle sue reazioni imprevedibili e dal suo non rispetto di turni e regole, giocano meno volentieri con lui.
Marta ha 6 anni e fa fatica a fare nuove amicizie e a intraprendere qualsiasi nuova attività. Preferisce situazioni tranquille e riesce a sentirsi serena solo quando è sola. Il suo ritiro dalle situazioni sociali può apparire talvolta eccessivo, tanto che spesso non partecipa ai compleanni e al parco evita i giochi di gruppo.
Di fronte a comportamenti di questo tipo, un genitore può provare sconforto e frustrazione («Le ho tentate tutte ma niente da fare. Arrivati a questo punto ho la sensazione che la situazione non cambierà mai…») e essere confuso su cosa pensare, è il temperamento del bambino o, il piccolo si comporta intenzionalmente in un certo modo? O ancora, i suoi comportamenti nascondono qualche problema? È proprio in questi casi che un Parent Training (PT) può essere di grande aiuto.
Cos’è il Parent Training e a chi serve? Si tratta di un intervento di sostegno alla genitorialità in situazioni complesse, spesso complementare a un intervento sul bambino. L’obiettivo è quello di fornire ai genitori gli strumenti necessari per riconoscere i bisogni e i segnali affettivi del bambino e rispondere in maniera adeguata. [1]
Il Parent Training viene indicato sia per situazioni in cui non è stato diagnosticato un disturbo del bambino, ma i genitori hanno bisogno di supporto nella gestione di comportamenti problematici, sia per i disturbi del neurosviluppo, ovvero:
Cerchiamo di entrare nel dettaglio per capire come funziona il Parent Training e chi è la figura specializzata che si occupa di condurre questi programmi.
Per ogni problematica esistono programmi di Parent Training specifici, di gruppo o individuali, condotti da uno o più esperti, anche se i “veri esperti” dei bambini – ricordiamolo – sono sempre i loro genitori.
Mentre un tempo i terapeuti che conducevano i programmi di Parent Training trasmettevano verticalmente il loro sapere ai genitori, oggi assolvono invece un ruolo di coach della funzione genitoriale. [2] Nello specifico, sono gli esperti di problemi evolutivi, che più di trasmettere competenze ai genitori devono “attivarle” in loro. [3]
Chi fa Parent Training si accorgerà infatti subito di un aspetto molto importante: terapeuti e genitori sono alleati nell’esplorare insieme le strategie utili a modificare i comportamenti disfunzionali dei bambini.
Nelle fasi iniziali le sessioni puntano ad allenare i genitori a individuare lo scopo di un determinato comportamento problematico, descrivendo quest’ultimo in modo obiettivo, esaminando gli elementi che lo precedono e rilevando cosa avviene dopo che è stato messo in atto. [4]
Ad esempio, quando Marco alza la voce e tira i giocattoli ai suoi compagni è bene chiedersi: il suo comportamento aggressivo si manifesta solo a scuola? Quali figure sono presenti quando Marco protesta? Quali sono gli stimoli che di solito scatenano la sua frustrazione? Come reagiscono le maestre al suo comportamento? E i genitori?
Nelle sessioni di Parent Training gli esperti (che possono essere ad esempio psicologi, pedagogisti o psico-terapeuti) si confrontano apertamente con i genitori, analizzando i fattori scatenanti, quindi suggerendo strategie da mettere in pratica ad esempio anche attraverso esercizi di role-play (si predispone una scena in cui partecipanti devono agire, recitare spontaneamente secondo l’ispirazione del momento).
Riuscire a fornire delle risposte coerenti che non rinforzino il comportamento problematico (come avverrebbe, nel caso di Marco, se i genitori utilizzassero uno stile comunicativo oppositivo e coercitivo) può essere un compito molto faticoso per i genitori perché implica la tolleranza di una certa quota di frustrazione (ad esempio, stabilire dei confini in modo fermo e calmo, rinunciando a esprimere a caldo la propria irritazione) e richiede una disponibilità a riflettere e una regolazione degli impulsi.
Qual è allora l’importanza del Parent Training? Se è vero che gli aspetti genetici, temperamentali e neurobiologici possono predisporre il bambino a una certa difficoltà nella regolazione degli impulsi e nella gestione emotiva, è anche vero che il contesto relazionale che il piccolo incontra può favorire strade di sviluppo differenti.
Per esempio, se Marta esprime ansia verso la socializzazione con i pari soprattutto in presenza dei genitori e non di altre figure, a chi appartiene questo comportamento problematico? Al bambino o alla sua relazione con i genitori? Se i genitori di Marta, animati dal desiderio di proteggerla, evitassero sistematicamente di esporla a situazioni che per lei sono fonte di ansia, non contribuirebbero senza saperlo a limitare ulteriormente il suo sviluppo sociale? I disturbi dell’età evolutiva sono sempre più riconosciuti come disturbi delle relazioni e proprio nelle relazioni devono essere affrontati. [5]
Quanto dura un percorso di Parent Training?
Non esiste una durata uguale per tutti, perché il percorso dipende dagli obiettivi, dalle difficoltà del bambino e dal programma utilizzato. Nei modelli strutturati gli incontri si svolgono con regolarità e prevedono momenti di apprendimento, esercitazioni e attività da sperimentare a casa. Alcuni programmi individuali comprendono circa 8-10 incontri, mentre quelli di gruppo possono arrivare a 10-16 incontri. Più che il numero delle sedute, è importante che il percorso sia basato su un metodo con prove di efficacia e adattato alle esigenze della famiglia. Per individuare il programma più appropriato è utile rivolgersi al pediatra o ai servizi specialistici che seguono il bambino.
Cosa imparano concretamente i genitori durante il Parent Training?
Il Parent Training non consiste semplicemente nel ricevere consigli educativi. I genitori imparano a osservare meglio ciò che accade prima e dopo un comportamento, a formulare richieste chiare, a valorizzare i comportamenti positivi e a stabilire regole e conseguenze coerenti. Durante gli incontri possono essere utilizzate simulazioni, esercitazioni e attività da mettere in pratica nella quotidianità, per poi discuterne con il professionista. Nei programmi rivolti ai bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ad esempio, si lavora anche sulla strutturazione dell’ambiente e sulla comunicazione positiva. Strategie e obiettivi devono comunque essere scelti in base alle caratteristiche del bambino e concordati con i professionisti di riferimento.
Il Parent Training è efficace per i bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività?
Il Parent Training comportamentale è uno degli interventi utilizzati per aiutare le famiglie di bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività. In particolare nei bambini più piccoli, le linee guida internazionali attribuiscono un ruolo importante agli interventi in cui i genitori apprendono strategie per favorire comportamenti positivi, organizzare l’ambiente e gestire in modo coerente quelli problematici. L’obiettivo non è “correggere” il bambino, ma rendere più efficaci le interazioni quotidiane e sostenerne l’autoregolazione. Il Parent Training può far parte di un trattamento più ampio e non sostituisce automaticamente altri interventi eventualmente necessari. La scelta del percorso va quindi condivisa con il pediatra o con l’équipe specialistica.
È meglio un Parent Training individuale o di gruppo?
Entrambe le modalità possono essere valide e la scelta dipende soprattutto dalle necessità della famiglia e dal tipo di programma. Gli incontri di gruppo permettono di confrontarsi con altri genitori che affrontano difficoltà simili e di esercitarsi insieme su situazioni concrete. Un percorso individuale può invece essere indicato quando le esigenze familiari sono più complesse oppure esistono difficoltà pratiche o personali che rendono poco adatta la partecipazione a un gruppo. Nei programmi strutturati è importante che gli incontri seguano un modello basato su prove di efficacia e prevedano esercitazioni e verifiche dei progressi. Per scegliere la modalità più appropriata è consigliabile confrontarsi con il pediatra o con i professionisti che seguono il bambino.