Pedagogia

Amare la lettura, fin da piccoli: missione possibile!

Anna Rita Longo, Science writer
Bambina che legge seduta a un tavolo

L'abitudine alla lettura può essere favorita e stimolata in famiglia. In che modo? Il buon esempio dei genitori è importante, ma lo è ancora di più conoscere e assecondare gli interessi dei piccoli, senza imposizioni

«Mi leggi una fiaba?»

Antonella Bastone, pedagogista
Mamma che legge una fiaba alla suaa bambina

Le fiabe hanno una serie di caratteristiche che le rendono un ottimo strumento per favorire lo sviluppo della personalità dei bambini. Vediamo insieme quali

Minori e Internet: quali rischi?

Anna Rita Longo, Science writer
bambina sdraiata per terra che usa uno smartphone

Internet e i social network sono parte integrante della vita di bambini e ragazzi, e possono rivelarsi strumenti ricchi di potenzialità. È essenziale, però, educare fin da subito a un loro uso critico e consapevole, e vigilare l’attività online dei minorenni, sempre esposta a possibili rischi

Come educare bambini altruisti?

Anna Rita Longo, Science writer
Due bambini piccoli che si abbracciano

È possibile educare all’altruismo e ai comportamenti “prosociali”? Uno studio recente dell’Università Milano-Bicocca mette in luce come leggere storie e parlare delle proprie emozioni, fin dalla prima infanzia, insegni a “mettersi nei panni degli altri”

Come rispettare e favorire la concentrazione dei bambini?

Francesca Perica, educatrice montessoriana

Si dice spesso che i bambini non sono in grado di concentrarsi, ma già Maria Montessori aveva sfatato questo mito. È attraverso la concentrazione, generata dall’interesse, che le diverse competenze si sviluppano e si affinano. Esistono maniere per incentivarla?

Educazione sessuale in casa e a scuola

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta
Bambini si baciano

I bambini di oggi sono circondati da immagini erotiche, che compaiono ovunque (film, trailer, pubblicità, show televisivi, sui cartelloni stradali…). È bene che siano quelle immagini a “educare” i nostri figli o è invece responsabilità degli adulti fornire spiegazioni e valutazioni che li aiutino a orientarsi in un campo così sfaccettato e complesso?

Occasioni quotidiane di bellezza

Elena Ravazzolo, pedagogista
Bambino gioca con la pioggia

La vera sfida non è riconoscere la bellezza nelle sue grandi manifestazioni, siano esse naturali o umane, ma trovarla nella semplicità del quotidiano, dall’ambiente, all’ascolto, alle parole, alle cose ben fatte

Non chiamiamoli scarabocchi

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta
Bambino "scarabocchia" sul foglio

Nel bambino di età prescolare che produce i primi scarabocchi c’è un rapporto molto stretto tra corpo e mente, tra muscoli, occhi e sistema nervoso. Proprio da questo rapporto nasce l’alfabeto dei segni che il piccolo utilizzerà per raccontare la realtà, le emozioni, gli stati d’animo

Liberi di esprimersi

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Mamma e figlia disegnano assieme

Come tutte le competenze, anche il pensiero creativo necessita di esercizio, fin dalla prima infanzia. L’opinione del genitore è importante in quanto educatore e modello per il bambino, ma le sue idee e scelte non dovrebbero essere percepite dal piccolo quali uniche vie possibili

Più gioco, più imparo

Alberto Oliverio, neurobiologo
Bambina di 2 anni gioca in casa

Afferrare, manipolare, muoversi sono aspetti fondamentali del processo di crescita fisica e cerebrale del bambino. Il gioco infatti, favorisce anche lo sviluppo di quelle strutture nervose (in particolare la corteccia frontale) che ci consentono di valutare le conseguenze del nostro operato, il rispetto delle regole e gli aspetti etici, ad esempio il senso di colpa, la generosità, la solidarietà e l’amicizia

Bambini maleducati?

Chiara Borgia, pedagogista
Bambino urla in un supermercato

Nella pedagogia moderna il bambino viene riconosciuto come soggetto attivo della relazione educativa. Buone abitudini, esempio degli adulti e giochi con i coetanei possono favorire l’apprendimento delle regole della cosiddetta buona educazione

Il gioco con la sabbia: educazione per il corpo e per la mente

Francesca Perica, educatrice montessoriana
Mano di un bambino che gioca con la sabbia

Il gioco con la sabbia garantisce tantissimi benefici e mostra come, contrariamente a quanto spesso si pensa, siano le attività più semplici a offrire le occasioni più complete di crescita

Quei malesseri fisici apparentemente inspiegabili…

Chiara Borgia, pedagogista
Bambina consolata dalla mamma

Mal di testa, mal di pancia e dolori vari che compaiono improvvisamente spesso hanno più a che fare con le emozioni che con le malattie. Ad esempio, uno stato di disagio emotivo come la paura, viene vissuto dal piccolo senza avere piena consapevolezza di ciò che accade, e spesso può tradursi in questi “sintomi”

Punizioni? Dannose e non servono a nulla

Elena Ravazzolo, pedagogista
Bambina viene messa in punizione

Il rischio di un sistema educativo basato su premi e punizioni è che, col passare del tempo, figli e genitori si allontanino, perché il bambino, oltre a non avere libertà di scelta, non terrà conto delle conseguenze di ciò che fa, ma deciderà solo in base alla reazione dell’adulto

Caramelle e altri ricatti

Chiara Borgia, pedagogista
Bambina riceve caramelle come premio

Al contrario della punizione, il premio sembra essere, a prima vista, un incentivo positivo, che non danneggia né il bambino né la relazione educativa. Ma in realtà, con questo meccanismo, il piccolo ubbidisce solo per compiacere l’adulto o avere qualcosa in cambio, e non ha l’occasione di responsabilizzarsi

Uscire da soli o in famiglia: anche da genitori si può!

Chiara Borgia, pedagogista
Famiglia in un ristorante all'aperto

È fondamentale che i bisogni di tutti i componenti del nucleo familiare, dal più piccolo al più grande, vengano ascoltati e rispettati. Al centro, ovviamente, devono essere messe le esigenze del neonato: il sonno, l’alimentazione, il contatto sono alcune priorità da tenere a mente rispetto alla scelta delle attività sociali che si desidera svolgere

La semplicità è una cosa seria

Francesca Perica, educatrice montessoriana

Il mercato dei prodotti per l'infanzia offre una vasta gamma di giocattoli tra cui scegliere, sempre più colorati ed elaborati. Ma per i bambini sono fondamentali l'ordine e la semplicità

Domande curiose, domande sensate

Monica Guerra, pedagogista
Bambino curioso usa la lente d'ingrandimento

Fare domande è, per i bambini, un’esigenza fondamentale, quasi come nutrirsi e respirare. Il fatto che siano domande espresse diversamente da come le formulerebbe un adulto non significa affatto che siano meno intelligenti, anzi. Ognuna infatti ha senso, legittimità, diritto di accoglienza, perché dichiara una curiosità che ha radici profonde

Video-giocare per imparare. Pedagogia hacker per leggere la realtà e il gioco

Karlessi, formatore, esperto di autodifesa digitale e pedagogia hacker
Due bambini sul divano che giocano ai videogiochi

I videogiochi possono essere un valido strumento pedagogico? Come per ogni macchina, anche per i videogiochi quello che conta non è tanto l'oggetto in sé, quanto il tipo di relazione che instauriamo con esso e con le persone che condividono lo spazio virtuale

Quanto conta il genere in altre culture?

Ana Cristina Vargas, antropologa
Bambine e bambini indiani in classe

Il sesso non è decisivo nel plasmare la personalità, né determina le inclinazioni e le potenzialità di un individuo. In molte popolazioni i ruoli maschili e femminili non siano determinati biologicamente, ma soo piuttosto il prodotto della cultura e dell’educazione

Giochi da maschi e giochi da femmine?

Gianfranco Staccioli, scrittore e pedagogista
Bambine e bambini giocano a calcio

Il nostro patrimonio genetico è composto da elementi maschili e da elementi femminili, e l’idea di una divisione netta fra i due sessi, da un punto di vista scientifico, si sta rivelando superficiale. Inoltre le identità, oggi, vivono profondi cambiamenti, e proporre alle bambine solo ruoli casalinghi o destinare i giocattoli avventurosi esclusivamente ai maschi è un clamoroso “falso storico”

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