Pedagogia

Puzzle: il rompicapo preferito dei bambini. Vediamo perché

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
puzzle Il puzzle è un solitario, che, come ogni solitario, può essere fatto anche da più persone cooperanti fra loro. A volte il giocatore è contento che altri gli diano una mano, a volte, invece, si stizzisce, come se gli altri, con il loro intervento, gli togliessero lo specifico piacere del gioco. Tutti i solitari sono giochi del “mettere in ordine”. Le regole prescrivono quale debba essere l’ordine da dare all’insieme che, in partenza, si presenta “disordinato”. In questo risiede la piacevolezza (per coloro a cui piace), e in questo sta la...

Come scegliere lo strumento musicale giusto?

di Maria Teresa Palermo - Musicista e Musicologa AIM, Roma
Sono moltissimi i bambini che ogni anno si avvicinano allo studio di uno strumento musicale. Fare una scelta corretta è importante per non pregiudicare definitivamente il rapporto ludico e affettivo con la musica, requisito indispensabile per un’evoluzione soddisfacente del percorso didattico. Ricordiamo sempre che in molte lingue “giocare” e “suonare” sono la stessa parola (play, jouer, spielen, ecc.). L’educazione musicale “ideale” prevede un avvicinamento propedeutico al canto e al movimento ritmico nei primi anni di vita, per arrivare alla scelta di uno strumento in linea di massima verso i sette/otto...

Educare con empatia e crescerli con fiducia

di Giuditta Mastrototaro - Pedagogista, Milano
Comunemente si pensa che educare un bambino voglia dire insegnargli il rispetto delle regole e riempirlo dei valori della propria famiglia, della cultura e della società. Anche le istituzioni scolastiche spesso sono orientate a immettere nel bambino nozioni, abilità, competenze e apprendimenti. Il bambino è visto come un contenitore vuoto da riempire. Ma è davvero così? Propugniamo tanto l’importanza dell’autonomia e poi nel contempo chiediamo al bambino di essere sì autonomo, ma che faccia le cose che decidiamo noi adulti. Questo modello di educazione affonda i suoi retaggi nella psicologia...

Lasciamoli liberi di crescere in autonomia

di Francesco Tonucci - Psicopedagogista, Roma
autonomia Il premio Andersen premia il psicopedagogista e vignettista italiano Francesco Tonucci (noto come Frato), creatore del progetto “La città dei bambini”. Il Premio Andersen dal 1982 seleziona le migliori opere per l’infanzia, con una particolare attenzione alle produzioni più innovative e originali. Francesco Tonucci omaggiò UPPA di un suo contributo pubblicato sul numeri 4/2011 della nostra rivista, che qui, oggi, vi riproponiamo. Nel 1970 andavano a scuola a piedi e da soli l’80% dei bambini inglesi dai 6 agli 11 anni, nel 1990 solo il 10%. Da recenti ricerche del CNR risulta...

Guinzaglio per bambini? No, grazie!

di Francesca Romana Grasso - Pedagogista
Il titolo potrebbe sembrare una provocazione tanto è assurda l’idea di mettere il guinzaglio ai bambini, ma purtroppo la verità è che sono tornati di moda. Basta digitare su google “guinzaglio per bambini” per capirlo. Provate voi Invito ognuno a riflettere su cosa proverebbe a essere trattenuto, tirato, strattonato, a sentire sul proprio corpo la pressione dettata da movimenti non decisi autonomamente, ma subiti senza comprenderne le cause e tanto meno senza poterle prevedere, perché questo accade quando si è condotti al guinzaglio: si subiscono scelte altrui che hanno un impatto negativo sul proprio corpo, principalmente in termini...

L’obbedienza non è una virtù

di Paolo Roccato - Psicoanalista, Torino
L’obbedienza non è un valore assoluto, perché, per sua natura, può soffocare altri valori, quali la libertà, la creatività, la vitalità. Occorre creare degli equilibri adeguati fra i valori in contrasto, perché lo squilibrio fra valori crea sofferenza in se stessi e negli altri. Quando nello squilibrio fra valori prevale l’obbedienza, bambini e ragazzi rischiano di diventare dei “soldatini” o degli “angioletti”: obbedienti, ma spenti. Spesso, nelle passate generazioni, proprio quello era il destino dei “bravi ragazzi di buona famiglia e bene educati”. Quando invece lo squilibrio è a scapito dell’obbedienza alle...

Bambini e smartphone: mai prima dei tre anni

di Vincenzo Calia - Pediatra, Roma
In uno dei primi numeri del 2015, abbiamo approfondito la tematica tutta attuale del rapporto tra bambini e tecnologia digitale. Smartphone, cellulari, tablet, e chissà quali altri dispositivi saranno tra le mani della generazione touchscreen. Vincenzo Calia, pediatra di famiglia, intervista Paola Cosolo Marangon, consulente ed educatrice del Centro Psicopedagogico di Piacenza. Partiamo con una domanda diretta, oggi queste tecnologie nell’educazione dei bambini sono un male o un bene? Per quanto possa sembrare strano, questa è una domanda difficile. Sicuramente le nuove tecnologie non vanno demonizzate. Potrei dire che sono...

Le chiavi di casa: fiducia e responsabilità in adolescenza

di Chiara Borgia - Pedagogista, Messina
chiavi di casa adolescenti A un certo punto accade… e non c’è modo di evitarlo: quel bellissimo e dolcissimo bambino, amore di mamma e papà, si trasforma in un mostro brufoloso che cammina ciondolante, risponde a grugniti e tiene chiusa la porta della sua stanza. C’è chi riesce a scorgere dei segnali anticipatori (qualcosa in lui sta cambiando), c’è chi ha la sensazione che sia avvenuto tutto in una notte e di risvegliarsi la mattina con un estraneo in casa (tu chi sei, dov’è finito mio figlio?!). L’adolescenza Terrore di molti genitori, oggetto nel...

Come si è evoluto il ruolo del padre

di Paolo Ragusa - Formatore e counselor, Genova
Il ruolo paterno è cambiato nel tempo: non più autoritario, oggi il modello vincente è quello del padre evolutivo, che si confronta con la madre, accompagna il figlio nella crescita, ma è capace di dire “no”. Viviamo un momento storico e sociale del tutto nuovo e ricco di potenzialità interessanti per la figura del padre. Fino al secolo scorso il padre era una figura fondamentalmente assente dal percorso di crescita dei figli e il cui ruolo educativo si giocava sostanzialmente attraverso i comandi e le punizioni (chi non ricorda la...

Dire “no” aiuta i bambini a crescere

di Paolo Ragusa - Formatore e counselor, Genova
Un pomeriggio passeggiavo in un parco e sono passato vicino ad alcuni bambini che si stavano allenando a giocare a rugby insieme a un istruttore. Un bambino, circa 8 anni, si rifiuta di provare a tirare la palla ovale, poi all’improvviso scoppia in lacrime, abbandona il gruppo e raggiunge la mamma a bordo campo. “Matteo! Ma perché non provi a tirare?”. “Non ne sono capace! Loro sono tutti più bravi di me…!”. “Ma cosa dici? Stanno imparando anche loro, è la prima lezione, sei voluto venire tu. Perché fai sempre...