Quanto dorme un neonato?

Alcuni bambini dormono tanto, altri invece hanno bisogno di un numero inferiore di ore di riposo o solo di brevi sonnellini per ricaricarsi o. Vediamo da cosa dipende il sonno del neonato e alcuni consigli su cosa fare e cosa evitare per favorire l’addormentamento

Stefania Manetti , pediatra di famiglia
neonato dorme nelle braccia della mamma

«Quanto deve dormire un neonato? Il fatto che dorma poche ore va bene o dobbiamo preoccuparci?», si chiedono i genitori del piccolo Andrea, nato poche settimane fa. È normale che i genitori si preoccupino se vedono che il loro neonato dorme poche ore, poiché sanno quanto sia fondamentale il sonno per la salute.

Il sonno rigenera il cervello, un po’ come un cellulare scarico che necessita di energia per riattivarsi, stimola le nostre difese immunitarie e favorisce la crescita. Le ore di sonno del neonato, del lattante e dell’adulto, però, non sono uguali. I grandi sono “dormitori rapidi” e hanno bisogno di sette ore di sonno al giorno. Un neonato invece quanto deve dormire?

Quanto deve dormire un neonato?

In pochi sanno che già nella pancia della mamma i bambini fanno dei sonnellini di 40-60 minuti e che negli ultimi mesi di gravidanza la quantità di sonno aumenta ulteriormente. Ogni bambino ha le sue esigenze e peculiarità: alcuni dormono tanto fin da piccoli, altri potrebbero aver bisogno di brevi sonnellini per ricaricarsi o di un numero inferiore di ore di sonno.

Le ore di sonno del neonato e del lattante: da 0 a 3 mesi

Nel primo mese di vita il bambino ha necessità di numerose ore di sonno, almeno 15-16 al giorno. In questa prima fase il piccolo potrebbe “prendere il giorno per la notte”, dal momento che non si è ancora sincronizzato con l’alternanza naturale tra le ore di luce e buio.

Dopo le prime tre settimane di vita questo ritmo comincia a manifestarsi, e proprio in questo momento il bambino potrebbe essere più agitato la sera (abbiamo parlato del sonno agitato del neonato in un articolo) e piangere a lungo. Non bisogna preoccuparsi, si tratta di uno scatto di crescita: il ritmo sonno/veglia si sta assestando e andare a dormire rappresenta un distacco dalla mamma e dal papà. Lentamente – in genere tra i 2 e i 3 mesi – le ore di sonno notturno aumentano, il bambino comincia ad abituarsi ai ritmi del suo ambiente, alla luce e al buio, al rumore e al silenzio (magicamente, in questo periodo, scompariranno anche le cosiddette coliche).

È in questa fase che vanno instaurate delle routine: l’ora in cui si va a dormire, l’ora in cui si mangia, l’ora del bagnetto e delle uscite; tutti momenti che in qualche modo scandiscono il tempo. Così facendo il bambino imparerà facilmente ad avere un buon ritmo per quanto concerne il sonno, i pasti, e tutte le altre attività che caratterizzano la sua giornata. Le routine servono a rassicurarlo, e mamma e papà saranno le sue guide e i suoi punti di riferimento.

Da 3 a 6 mesi

Ma quando inizia a dormire tutta la notte? Tra i 3 e i 6 mesi tutti i lattanti si svegliano all’incirca due o tre volte ogni notte, ma non tutti i genitori se ne accorgono: ciò accade perché alcuni bambini si svegliano e si riaddormentano da soli, mentre altri hanno bisogno della mamma o del papà per riprendere sonno. 

In questa fase, l’aspetto problematico non è tanto il risveglio, quanto l’incapacità di riaddormentarsi da soli. Se il bambino, risvegliandosi dal sonno notturno, trova ogni cosa come quando si è addormentato (il buio, il silenzio, il suo oggetto preferito…), tornerà più facilmente a dormire. 

Se il momento serale di andare a letto è preceduto da una serie di cose da fare insieme (il bagnetto, la ninna nanna o la canzoncina abituale, le carezze di papà e mamma), non ci saranno conflitti o lotte: per il bambino, infatti, le ruotine rappresentano una fonte di rassicurazione quando arriva il momento della nanna e quindi della separazione dai genitori, perché è un po’ come se sapesse cosa sta per accadere.

Quanto dorme un bambino tra i 6 e i 12 mesi

In questo momento il bambino è nella fase della scoperta del mondo: comincerà a stare seduto, a spostarsi, a mettersi in piedi, e l’insieme di questi strabilianti successi può comportare difficoltà con il sonno. In ogni fase in cui il bambino vive uno scatto nello sviluppo, per esempio quando comincia a spostarsi gattonando o camminando, si presentano dei momenti di “disorganizzazione” che possono lasciare perplessi mamma e papà. Si ha infatti l’impressione di tornare indietro, anche se in realtà il bambino si sta affacciando al mondo che lo circonda. Non solo: ora è anche in grado di esplorarlo. Tuttavia non sempre riuscirà a fare ciò che vuole e questo potrebbe renderlo più irritabile.

Tra i 6 mesi e i 12 mesi le ore di sonno del bambino quindi diminuiscono? Si ricomincia a non dormire? Non è proprio così, ma i nuovi comportamenti metteranno a dura prova la pazienza dei genitori. Alzarsi in piena notte e trovare il proprio bambino pronto a esplorare il mondo notturno non è una sfida semplice da affrontare. 

Sempre durante questa fase, il bambino, prima placido e allegro con tutti, può improvvisamente diventare meno socievole, piangere sia davanti a un volto nuovo sia davanti a un volto conosciuto. Si tratta dell’ansia da separazione, un’altra fase dello sviluppo, un altro scatto di crescita che può andare di pari passo con un sonno meno sereno. Per dormire tranquilli e placare l’ansia, i bambini cercano le braccia accoglienti di mamma e di papà, un posto che li fa sentire sicuri e al riparo dai pericoli.

Cosa fare se il neonato o il bambino non dorme?

Cosa fare se il neonato o il bambino non dorme? Non esistono purtroppo ricette in grado di garantire il risultato, ma ecco alcuni consigli:

  • evitare ambienti rumorosi e affollati nelle ore serali;
  • insistere sullo stabilire e rispettare le routine, che danno sicurezza e servono a costruire un percorso definito verso il sonno;
  • rassicurare la bambina o il bambino, eventualmente alternandosi con il partner;
  • perdere la pazienza di fronte ai conflitti vissuti dal piccolo o dalla piccola, che in questi mesi potrebbe apparire più irritabile del solito perché la sua voglia di esplorare il mondo si scontra con l’ansia da separazione dalle figure genitoriali;
  • evitare di coprirla o coprirlo eccessivamente, o riscaldare troppo la stanza, sia per favorire il sonno, sia per renderlo più sicuro;
  • non attendere che il bambino arrivi a essere troppo stanco e irritabile per metterlo a nanna; 
  • non ricorrere a farmaci, se non su prescrizione del pediatra.

E dopo i 12 mesi, quanto deve dormire il bambino? 

Quante ore deve dormire il bambino dopo i 12 mesi? In questa fase della vita il piccolo è sempre più indipendente, è un grande esploratore sia se ancora va a quattro zampe sia se già si tira in piedi, comprende e vuole essere compreso, pur usando poche parole o ancora nessuna. Anche in questo periodo, però, potrebbe avere difficoltà nell’addormentarsi oppure svegliarsi spesso durante la notte e chiamare mamma o papà. I rituali per il sonnellino diurno e il sonno notturno sono utili, rassicurano e favoriscono un sonno migliore.

È importante non focalizzarsi su quante ore di sonno deve dormire in questa fase, ma capire che il piccolo o la piccola ha bisogno di imparare a dormire: fare le stesse cose allo stesso modo e negli stessi orari, cioè rispettare una routine, rappresenta per lui un valido aiuto. Se tutti in famiglia hanno lo stesso comportamento, il bambino acquisterà sicurezza e il momento di andare a letto risulterà più semplice.

Ecco un esempio di routine della buonanotte:

  • fare il bagnetto;
  • mettere il pigiama;
  • cenare;
  • lavare i dentini;
  • salutare mamma, papà, fratellini e sorelline;
  • dare la buonanotte all’orsetto o alla bambola;
  • ascoltare una storia della buonanotte;
  • dare il bacio della buonanotte a mamma e papà.

Il sonno dai 2 anni in poi

In genere, intorno ai 2 anni, i bambini dormono circa 11-12 ore, con uno o due sonnellini durante il giorno. A quest’età la voglia di esplorare e di comunicare è all’apice, si è in continuo movimento, e i rituali ripetuti prima di andare a letto possono semplificare tale momento. Se la giornata è stata intensa, il bambino potrebbe arrivare alla nanna con le “pile extra cariche”: per aiutarlo a dormire, può essere utile cercare qualche istante di calma prima del sonno, leggendo con lui un libricino, ascoltando un po’ di musica, raccontandogli una storia o giocando tranquillamente.

A 3-5 anni il bambino potrebbe avere ancora bisogno di un breve sonnellino durante il giorno; con l’inizio della scuola, però, spesso si deve rinunciare a quest’abitudine. Se il bambino arriva alla sera irritabile e stanco, può essere utile anticipare l’orario del sonno per dargli la possibilità di dormire meglio e più a lungo.

Articolo pubblicato il 13/07/2022 e aggiornato il 22/09/2022
Immagine in apertura Strelciuc Dumitru / iStock

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