Ruttino del neonato: è davvero necessario?

Dopo ogni poppata è consuetudine far fare il ruttino al bambino per fargli avere una serena digestione. Ma questo rito è proprio necessario?

Michele Torella , pediatra
padre stimola ruttino del neonato

Dopo ogni poppata, sempre la stessa trepidante attesa, poi finalmente il piccolo si libera rumorosamente e i genitori tirano un sospiro di sollievo. Ma è proprio necessario che il bambino faccia il ruttino dopo aver mangiato? 
Proviamo prima a capire perché questo fenomeno si verifica e quali sono le sue caratteristiche.

Il ruttino ha la funzione di espellere l’aria che il neonato ingurgita insieme al latte durante la poppata. Se ciò non accadesse, l’aria accumulata potrebbe determinare gonfiore e distensione addominale, causandogli disagio e fastidio. Anche nelle fasi successive della crescita questa pratica può avere una funzione molto importante: nel lattante, il ruttino continua a favorire lo svuotamento gastrico e una serena digestione.

Ma come far fare il ruttino al neonato? È proprio necessario che gli adulti lo stimolino in qualche modo?

Come aiutare il neonato a fare il ruttino? 

Non tutti i neonati necessitano del ruttino, e le esigenze possono variare anche in relazione alle modalità di alimentazione. I neonati allattati artificialmente, ad esempio, tendono a ingurgitare una maggiore quantità di aria rispetto ai piccoli allattati al seno. Questa differenza è legata a due motivi, ovvero al fatto che spesso la bocca del neonato non aderisce in modo ottimale alla tettarella del biberon e che nel biberon stesso è presente una discreta quantità di aria.

Anche i neonati che mangiano molto rapidamente e voracemente tendono a ingoiare più aria (e generalmente vanno incontro a episodi frequenti di singhiozzo).

Di solito il ruttino arriva dopo la poppata, ma talvolta il piccolo potrebbe avere la necessità di eliminare l’aria anche mentre si nutre. Dunque come capire se il neonato deve fare il ruttino? Generalmente, quando ne ha bisogno, il piccolo mostra segnali piuttosto evidenti: tende a inarcare la schiena e a girare la testa allontanandosi dal seno, talvolta piange. In questi casi è bene sospendere temporaneamente la poppata per consentire al bambino di eliminare l’aria in eccesso.

In ogni caso, qualora il neonato mostrasse fastidi, al termine della poppata è sempre bene stimolare per alcuni minuti il bambino per consentirgli di fare un eventuale ruttino (nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio come).
Talvolta, contestualmente al ruttino, potremmo osservare anche il rigurgito di piccole quantità di latte, un’evenienza assolutamente fisiologica.

Posizioni per il ruttino del neonato o del lattante

Esistono tre posizioni per favorire il ruttino del neonato:

  1. Il bambino in posizione verticale, la testa poggiata sulla nostra spalla. Con una mano sosteniamo la testa del piccolo, mentre con l’altra lo sollecitiamo dandogli dei colpetti sulla schiena. Vista la possibilità di rigurgiti, è consigliabile mettersi un tovagliolino sulla spalla.
  2. Il bambino seduto sul nostro grembo, di profilo. Con una mano gli sorreggiamo il petto e la testa, mentre con l’altra gli diamo delle leggere pacche sulla schiena.
  3. Il bambino sdraiato a pancia in giù sul nostro grembo. Massaggiamogli energicamente la schiena per favorire l’eliminazione dell’aria in eccesso. Questa posizione non è consigliata per i bambini che tendono a rigurgitare facilmente.

Il ruttino del neonato è davvero indispensabile?

Ma, ci chiedevamo all’inizio: è proprio indispensabile che il neonato faccia il ruttino al termine della poppata?

Come già detto, non tutti i bambini hanno la necessità di farlo appena finiscono di mangiare, e anche quelli che solitamente fanno il ruttino possono talvolta terminare alcune poppate senza alcun bisogno di eliminare l’aria. Questo non deve farci preoccupare: se il piccolo si addormenta sereno al termine della poppata e non fa il ruttino.

A questo punto siamo pronti ad affrontare più serenamente le prossime poppate, consapevoli del fatto che il “rutto libero” di fantozziana memoria è certamente importante, ma non necessario.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 21/04/2022 e aggiornato il 21/04/2022
Immagine in apertura Miljan Živković / iStock

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