Sacco vitellino: a cosa serve e quando si vede

Il sacco vitellino si forma durante lo sviluppo embrionale e serve a fornire sostegno e nutrimento e far sì che la gravidanza possa progredire.

Francesca Finiguerra , ostetrica
ginecologa fa ecografia a donna incinta

Il sacco vitellino è una delle prime strutture visibili all’ecografia nelle fasi iniziali della gravidanza e rappresenta un importante indicatore del corretto avvio dello sviluppo embrionale. Compare nelle prime settimane all’interno della camera gestazionale e svolge funzioni essenziali prima che la placenta sia completamente formata, come il supporto alla nutrizione dell’embrione e alla produzione delle prime cellule del sangue. La sua presenza, forma e dimensione vengono valutate durante le prime ecografie, perché possono fornire informazioni utili sull’andamento della gravidanza.
Di seguito viene spiegato che cos’è il sacco vitellino, quando è visibile, quale ruolo svolge nelle prime fasi e in quali casi un sacco vitellino assente o di dimensioni alterate può richiedere ulteriori controlli. Viene inoltre chiarito quando la sua funzione si esaurisce e come si inserisce nel normale sviluppo della gravidanza iniziale.

Bianca e Carlo sono alla ricerca della loro prima gravidanza e dopo il test positivo sono molti i dubbi che li assalgono. Alla prima ecografia risulta esserci il sacco vitellino in utero ma è vuoto e crescono le domande: che cos’è il sacco vitellino e perché il medico ci suggerisce di tornare dopo una settimana? 

Il sacco vitellino si forma durante lo sviluppo embrionale e serve a fornire sostegno e nutrimento proprio durante queste prime fasi di sviluppo oltre a svolgere diverse funzioni: circolatoria, produttiva e immunitaria. Facciamo chiarezza e rispondiamo ai dubbi insorti in questa coppia e in altre che si trovano nella loro stessa situazione. 

Cos’è il sacco vitellino?

Una coppia che sta cercando una gravidanza, come Bianca e Carlo, ha in mente che dopo il ritardo della mestruazione deve fare il test di gravidanza che ricerca l’ormone gravidico β-HCG. In realtà oltre a questi test, casalinghi o di laboratorio, su sangue o su urine, ci sono altri segni che accertano in definitiva la presenza della gravidanza e tra questi c’è la visualizzazione ecografica del sacco gestazionale in utero e del relativo sacco vitellino. Ma che cos’è questo sacco vitellino?

Prima un po’ di storia: dopo la fecondazione tra ovulo e spermatozoo si forma la blastocisti che andrà a impiantarsi entro le prime settimane sulla parete interna dell’utero ed entro i primi 14 giorni dopo la fecondazione si formano tutte le strutture di base per il corretto sviluppo dell’embrione, tra cui l’amnios (che diventerà il liquido amniotico), il corion (che diventerà la placenta) e anche il sacco vitellino

Quali sono le caratteristiche del sacco vitellino? Il sacco vitellino è una struttura importantissima durante le prime fasi di vita embrionale: si trova all’interno del sacco gestazionale, che a sua volta deve trovarsi all’interno della cavità uterina, ed è una cavità che circonda l’embrione durante le prime settimane di gravidanza e svolge importanti funzioni per mantenere e per far proseguire la gravidanza stessa. 

A cosa serve e quando si inizia a vedere

Come anticipato il sacco vitellino svolge numerose funzioni, fondamentali per il corretto proseguo della gravidanza durante le prime fasi embrionali e tra queste ci sono: 

  • funzione circolatoria, attraverso questa struttura l’embrione riceve tutto il necessario per la sopravvivenza, tra cui i gas (in particolare l’ossigeno) e tutte le sostanze nutritive;
  • funzione produttiva, inizia a produrre le prime cellule del sangue e altre cellule che andranno a formare altri organi, come quello gastro-intestinale, riproduttivo e determina la formazione del cordone ombelicale;
  • funzione immunitaria, fornisce i primi sistemi di difesa immunitaria.

Il sacco vitellino è visibile durante il primo trimestre attraverso l’ecografia transvaginale e la sua presenza permette di fare diagnosi di gravidanza e la valutazione delle sue caratteristiche riveste un ruolo fondamentale per indagare eventuali problemi o anomalie. In particolare, attraverso l’osservazione  della sua posizione, del suo aspetto e delle sue misure. In caso di anomalie potrebbe essere necessaria un’ulteriore ecografia a distanza di qualche settimana.

Ma quando si vede il sacco vitellino?  Attraverso l’ecografia interna è possibile osservarlo a partire dalla quinta settimana di gravidanza e continuare a visualizzarlo fino alla decima settimana, epoca in cui inizia a regredire fino a scomparire (nel secondo trimestre non si osserva più attraverso l’ecografia). 

Sacco vitellino vuoto: cosa significa

Bianca e Carlo sono stati dal loro ginecologo di fiducia per la prima ecografia, dopo il test positivo di gravidanza, ma sullo schermo il sacco vitellino era vuoto, ossia era senza l’embrione. All’ecografia il medico dovrebbe osservare il sacco vitellino e il suo embrione ma a volte quest’ultimo non si nota, ma questo cosa significa? Le ragioni possono essere diverse; in genere con una seconda valutazione ecografica dopo qualche giorno o settimana si riesce a valutare una corretta epoca gestazionale (ridatazione della gravidanza) oppure insieme all’esame ematico della β-HCG a fare diagnosi di gravidanza evolutiva o di aborto interno. 

Oltre le anomalie dovute alla presenza o assenza dell’embrione e del suo sacco vitellino, quest’ultimo potrebbe avere misure o forme diverse dal normale: il medico ginecologo farà quindi attenta valutazione di queste anomalie e insieme a ulteriori accertamenti per poi fare una diagnosi. In conclusione, alla prima ecografia l’osservazione del sacco vitellino, della camera gestazionale e dell’embrione al suo interno e le loro caratteristiche aiutano il medico ginecologo a fare diagnosi di gravidanza o di altre anomalie ed è bene affidarsi sempre a un professionista di fiducia, che sappia valutare il singolo caso, eventualmente richiedere ulteriori accertamenti e soprattutto con empatia spiegare alla coppia il risultato di questa valutazione.

FAQ

Quando è visibile il sacco vitellino all’ecografia?
Il sacco vitellino è una delle prime strutture che si possono osservare all’ecografia all’inizio della gravidanza. In genere diventa visibile tra la quinta e la sesta settimana, spesso prima ancora dell’embrione. La sua presenza è considerata un segno di gravidanza intrauterina in evoluzione. Tuttavia, le tempistiche possono variare in base al momento dell’ovulazione e dell’impianto, per cui una sua mancata visualizzazione molto precoce non indica automaticamente un problema.

Che differenza c’è tra sacco vitellino e sacco gestazionale?
Il sacco gestazionale è la cavità che si forma per accogliere la gravidanza all’interno dell’utero ed è la prima struttura visibile all’ecografia. Il sacco vitellino si sviluppa al suo interno e ha una funzione nutritiva e di supporto nelle prime fasi, prima che la placenta sia pienamente funzionante. Sono quindi due strutture diverse, con ruoli distinti ma complementari nello sviluppo iniziale della gravidanza.

Le dimensioni del sacco vitellino sono importanti?
Sì, durante le prime ecografie il medico valuta anche l’aspetto e le dimensioni del sacco vitellino. In genere ha dimensioni contenute e un aspetto regolare. Valori molto diversi da quelli attesi possono richiedere controlli successivi, ma non permettono da soli di trarre conclusioni definitive. È sempre l’insieme dei dati ecografici e clinici a guidare le valutazioni, spesso con l’indicazione di ripetere l’esame dopo qualche giorno.

Cosa significa se il sacco vitellino non si vede?
Se il sacco vitellino non è visibile, il significato dipende molto dall’epoca gestazionale. Nelle fasi molto precoci può essere semplicemente troppo presto. In altri casi il medico può consigliare di ripetere l’ecografia per capire meglio l’evoluzione della gravidanza. È una situazione che va sempre interpretata con cautela e accompagnata da un confronto diretto con il ginecologo, evitando conclusioni affrettate.

Bibliografia
  • AA.VV., Anatomia umana e Istologia – II edizione, Edizioni Minerva Medica, Torino, 2010, pp. 112-113;
  • Cleveland Clinic, Yolk Sac, ultima revisione marzo 2022;
  • AA.VV., Embryology, Yolk Sac, «Statpearls», marzo 2023.
Articolo pubblicato il 10/06/2024 e aggiornato il 22/01/2026
Immagine in apertura ljubaphoto / iStock

Condividi l'articolo