Tummy time, cos’è e come funziona

È un piccolo esercizio da proporre tutti i giorni, anche in modi diversi, che produce benefici sia da un punto di vista muscolare sia sensoriale. L’importante è far assumere al bambino una posizione prona e sicura

Irene Campagna , medico e giornalista
bambino durante tummy time

Il vostro bambino è pulito, sazio e riposato? Potrebbe essere un buon momento per il tummy time, ossia per metterlo a pancia in giù. Questo esercizio non solo è utile per sviluppare la sua muscolatura ma è anche un’occasione per interagire con lui e stimolare i suoi sensi.

«Ma quando iniziare il tummy time? A che età?». «Il tummy time, con un neonato, non è un po’ complicato da fare?». All’inizio potrebbe essere difficile, perché molti bambini non amano questa posizione, ma con pazienza e qualche trucco può diventare un momento per divertirsi insieme. 

A cosa serve il tummy time?

Vediamo prima di tutto esattamente a cosa serve il tummy time. Il tummy time viene consigliato per ridurre il rischio di plagiocefalia posizionale, uno schiacciamento, in genere temporaneo, di una zona del cranio, dovuta al mantenimento del capo nella stessa posizione per lunghi periodi.

I bambini piccoli oggi trascorrono molto tempo in posizione supina, vengono spesso tenuti, anche da svegli, in sdraiette, culle e passeggini, dentro i quali non hanno grandi possibilità di movimento. A ciò si aggiunge che, anche durante il sonno, per prevenire la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, in italiano “Sindrome della morte improvvisa del lattante”) si raccomanda di mettere i neonati a dormire a pancia in su. Trascorrendo molto tempo in posizione supina, i bambini sfruttano poco alcuni muscoli, come gli addominali, e questo può rallentare lo sviluppo di importanti abilità motorie. Ecco perché spendere del tempo in posizione prona li aiuta a rafforzare i muscoli delle spalle e del collo, a migliorare quindi il controllo del capo e a prepararli a rotolare, strisciare e gattonare.

Tra i benefici del tummy time vi è anche lo sviluppo sensoriale, in quanto consente al bambino di vedere il mondo da una prospettiva diversa e di esplorarlo con il tatto.

Da che età proporre Tummy time?

Non occorre aspettare mesi per il tummy time, si può iniziare fin da subito. Prima si inizia, infatti, prima questa posizione verrà gradita dai bambini (e con più probabilità riusciranno a mantenerla più a lungo). 

Per iniziare, mentre siete sdraiati o seduti, potete tenere il vostro bimbo pancia contro pancia, anche a diretto contatto con la pelle. Il vostro volto, con le sue mutevoli espressioni, e la vostra voce, sono per il neonato fonte di sorpresa e meraviglia.

Dopo questo primo approccio, il tummy time dovrebbe diventare un passatempo da proporre tutti i giorni, anche in modi diversi. L’importante, infatti, è che il bambino assuma una posizione prona e sicura. All’inizio potreste mettere il bambino a pancia in giù su un tappeto e intrattenerlo con delle ninne nanne, parlando della vostra giornata o facendo delle facce buffe.

Quando è un po’ più grande (intorno ai 3 mesi di età) potreste utilizzare uno specchio, cosicché il piccolo possa osservarsi, o disporre intorno a lui dei giochi, come sonaglietti o pupazzi, che possano attirare la sua attenzione. Se avete un altro figlio più grande, coinvolgetelo: potete farlo sdraiare insieme al più piccolo e invitarlo a cantare una canzoncina o a mostrare i suoi giochi al fratellino.

Anche leggere un libro è un’ottima attività da fare insieme durante il tummy time; se il bambino non riesce a seguire la storia, sentire la vostra voce sarà comunque molto piacevole per lui. Se avete un albo illustrato potrete guardare insieme le figure, o se sul comodino avete un romanzo che vi tiene sulle spine, potreste anche provare a leggere a voce alta qualche pagina.

Tummy time: come funziona?

«Come fare il tummy time se il mio bambino non gradisce?». Molti bambini, messi a pancia in giù, potrebbero protestare con urla e pianti, e ciò è perfettamente normale poiché, come detto, si tratta di una posizione che può essere spiacevole per i piccoli, soprattutto se prolungata. Innanzitutto non bisogna forzare il bambino e metterlo in un’altra posizione non appena mostra i primi segnali di insofferenza.

Ma vediamo ora di seguito alcuni “esercizi” per favorire il tummy time. Un’alternativa può anche essere quella di mettere il piccolo su un fianco, facendolo appoggiare con la schiena su un asciugamano arrotolato o un cuscino e mettendo qualcosa di morbido sotto la testa. In questa posizione accovacciata, con le braccia distese in avanti e le gambe piegate, il bambino può comunque rinforzare alcuni muscoli e abituarsi a nuove posizioni. Altre strategie possono essere: 

  • tenerlo disteso sopra al vostro braccio; 
  • quando è sul pavimento, mettere un asciugamano arrotolato sotto il suo torace;
  • appoggiarlo su una palla da pilates, evitando ovviamente qualsiasi rischio di caduta.

Anche cambiare le superfici su cui adagiare il bambino è un’ottima idea: una coperta, un tappeto peloso, un asciugamano, un prato… Il piccolo potrà così sperimentare sensazioni tattili diverse. Evitate però tessuti e materiali troppo soffici o setosi che rendono più difficile il mantenimento della posizione prona.

Se il neonato fatica a sollevare la testa, potete aiutarlo poggiando una mano sul suo fondoschiena, in questo modo avrà qualcosa a cui appoggiarsi per sollevare il capo; si tratta dello stesso tipo di aiuto che riceviamo noi adulti quando qualcuno trattiene i nostri piedi mentre facciamo gli addominali. 

Per quanto tempo proporre il tummy time

Inizialmente il tummy time andrebbe proposto due-tre volte al giorno per uno-due minuti. Pian piano le sedute e la loro durata possono aumentare e si possono variare le attività da svolgere. Idealmente, a 4 mesi si potrebbe proporre il tummy time tre volte al giorno per 10-15 minuti, ma sono solo indicazioni.

Non preoccupatevi se le vostre sedute sono più brevi, se un giorno non lo fate o se, dopo poco, dovete smettere perché il vostro piccolo protesta. Intorno ai 6 mesi l’obiettivo sarebbe quello di raggiungere un’ora complessiva di tummy time al giorno, considerando che il vostro bambino probabilmente è già in grado di raggiungere autonomamente la posizione prona e anche di muoversi nello spazio, quindi basterà lasciarlo muovere liberamente nello spazio, naturalmente in sicurezza.

Per cercare di agevolare il bambino è anche importante scegliere il momento adatto. Idealmente il tummy time andrebbe proposto quando il piccolo non è troppo stanco. Meglio attendere almeno una mezz’oretta dalla poppata, per evitare rigurgiti o fastidi allo stomaco. Fondamentale è non lasciare il bambino da solo. I neonati, infatti, potrebbero scivolare o restare con il naso schiacciato a terra e faticare quindi nella respirazione. Anche per questo motivo la posizione prona è da evitare mentre i bambini dormono.

Fino a che età proporre il tummy time?

Intorno ai sei mesi, in genere, i bambini iniziano a stare seduti e le attività che si possono svolgere insieme aumentano. A questo punto resta importante trascorrere del tempo a terra e cercare di ridurre allo stretto necessario l’utilizzo di sdraiette e seggioloni. Solo essendo liberi di muoversi in uno spazio sicuro, infatti, i bambini possono prendere confidenza con l’ambiente e con il proprio corpo, affinando sempre più le proprie abilità motorie. Divertimento e sicurezza sono le parole chiave del tummy time.

Cercate di fare attività che possano piacere sia a voi sia al vostro bambino e siate sempre vigili quando si trova in questa posizione. Il tummy time non deve però essere vissuto come una prescrizione o l’ennesima incombenza tra poppate, pappe e cambi, ma come un momento per stare insieme e aiutare il nostro piccolo a crescere.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 21/11/2022 e aggiornato il 21/11/2022
Immagine in apertura fortise / iStock

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