Il settimo mese segna l’ingresso nel terzo trimestre, una fase in cui il corpo della donna e il feto affrontano cambiamenti importanti. Il bambino cresce rapidamente, affina le sue funzioni vitali e aumenta di peso, mentre la madre può avvertire sintomi come stanchezza, difficoltà nel sonno e contrazioni preparatorie. L’articolo approfondisce lo sviluppo del feto a 28-31 settimane, i principali disturbi del periodo e i controlli consigliati. Vengono inoltre affrontati temi come i movimenti fetali nel terzo trimestre, le contrazioni di Braxton Hicks e la gestione del benessere quotidiano, con indicazioni utili per vivere con maggiore consapevolezza il settimo mese di gravidanza.
Il viaggio all’interno dei nove mesi di gestazione prosegue. Entriamo finalmente nell’ultimo step, l’ultimo trimestre di attesa prima che la coppia arrivi a conoscere il proprio bambino. Si parte con il settimo mese di gravidanza, fase in cui, nel corpo della donna, possono manifestarsi una serie di modificazioni e sintomi che approfondiremo nel corso di questo articolo.
Cominciamo col dire quando inizia il settimo mese di gravidanza: per l’esattezza, a 26 settimane e 3 giorni, e si conclude a 30 settimane e 4 giorni (26w+3 – 30w+4).
Vediamo di seguito cosa accade alla gestante e al bambino, quali sono gli esami e le visite da fare e a cosa fare attenzione in questa fase della gravidanza.
Al settimo mese di gravidanza tutti gli organi del feto – compresi quelli di senso – sono sviluppati ma continuano il proprio percorso verso la completa funzionalità (gli ultimi a completare il loro sviluppo saranno i polmoni e ciò avverrà nelle ultime settimane di gestazione).
Tra i disturbi del settimo mese di gravidanza più comuni e frequenti, invece, le donne riportano:
Sono tutti segnali tipici della fisiologia del settimo mese di gravidanza, riconducibili principalmente alla gestazione stessa e alle modificazioni che questa comporta nell’organismo femminile, quindi non sono da ritenersi sintomi di cui preoccuparsi: nel settimo mese di gravidanza, così come in qualsiasi altro periodo della gestazione, è bene sempre confrontarsi con un professionista sanitario e valutare insieme ogni segnale, al fine di individuare eventuali rimedi, sia naturali sia farmacologici.
Anche il piccolo umano continua il suo viaggio che lo porterà verso il mondo esterno: raggiunge e supera i 30 centimetri e il peso arriva a un chilogrammo.
E i cinque sensi? In queste settimane si sviluppa la vista, infatti le palpebre iniziano ad aprirsi e chiudersi e gli occhi sono sensibili alla luce che può attraversare l’addome materno e il liquido amniotico, nonostante l’utero sia buio. Gli altri sensi già sviluppati continuano a “fare pratica”; l’udito, ad esempio, riconoscerà i suoni e le voci di mamma e papà. Anche il gusto e l’olfatto proseguono il loro sviluppo, iniziando a riconoscere i sapori del liquido amniotico influenzato dall’alimentazione materna.
Come cambia il corpo materno al settimo mese di gravidanza? Ovviamente con il passare delle settimane il bambino all’interno dell’utero cresce di dimensioni, e questo, oltre a causare come già detto fastidi o dolori caratteristici (ad esempio gastrointestinali), significa anche che la pancia al settimo mese di gravidanza continua ad aumentare di volume; così come il seno, poiché gli alveoli delle ghiandole mammarie inizieranno proprio in queste settimane la produzione di colostro, il primo nutrimento del neonato dopo il parto.
In utero, il bambino continua, come detto, a fare “ginnastica” e ad attivare tutti i suoi organi, compreso il sistema motorio, tirando piccoli calci e pugni all’addome materno, segno che è in salute e sta crescendo bene.
La sua corretta crescita si monitora attraverso l’ecografia e la misurazione sinfisi-fondo. La prima, non sempre necessaria, misura il diametro biparietale (semplificando, la distanza fra le due orecchie del piccolo) e la circonferenza addominale del bambino, mentre la seconda si effettua con un semplice metro da sarta e misura la distanza tra il fondo dell’utero (cioè il limite alto del pancione) e la sinfisi pubica (cioè il punto più basso della pancia). In entrambi i casi, grazie alle tabelle comparative, si valutano eventuali alterazioni patologiche della crescita fetale in utero al settimo mese di gravidanza.
Gli esami e le visite continuano anche durante il settimo mese di gravidanza: alcuni sono obbligatori e altri invece effettuati in base alle caratteristiche della gestazione o ai sintomi e agli eventuali problemi rilevati.
Tra gli esami del settimo mese di gravidanza c’è l’emocromo per valutare eventuali anomalie dell’emoglobina e l’esame delle urine per testare le vie urinarie. Il toxo-test è invece indicato, come durante gli altri trimestri di gravidanza, solo nelle donne che non sono risultate immuni alla toxoplasmosi durante i primi esami.
Tra i controlli che potrebbero essere richiesti tra le 26 e le 28 settimane di epoca gestazionale c’è quello della curva glicemica – utile a valutare un eventuale sviluppo del diabete gestazionale – che però deve essere prescritto solo in presenza di fattori di rischio, come un pregresso diabete gestazionale o se la donna ha un’età superiore ai 35 anni.
Se non è già stata proposta prima, durante la 28^ settimana di gravidanza deve essere prevista, per le donne con fattore Rh negativo del gruppo sanguigno, una puntura intramuscolare per l’immunoprofilassi anti D: lo scopo è di evitare che le donne Rh negative formino, durante la gravidanza, anticorpi contro l’antigene D che porterebbe a conseguenze gravi per la salute di mamma e neonato.
Dopo l’ecografia morfologica del secondo trimestre non ne sono previste altre nelle gravidanze fisiologiche.
La donna è bene che continui ad ascoltare il proprio corpo: se mostra un eccessivo affaticamento sarà bene valutare con un esame del sangue i valori dell’emoglobina e del ferro, che potrebbero causare questa sensazione. Per qualsiasi cambiamento rilevato, in caso di dubbio, è sempre bene confrontarsi con il professionista che segue la gestazione, per valutare insieme eventuali accertamenti o terapie.
La preoccupazione maggiore durante il settimo mese è il parto prematuro, ossia la nascita che si verifica prima delle 37 settimane di gravidanza: contrazioni uterine anomali, perdite anomali anche di sangue o qualsiasi nuovo sintomo devono essere valutati con il professionista sanitario o in pronto soccorso, al fine di escludere cause che potrebbero determinare l’inizio del travaglio e quindi una nascita pretermine.
Cosa fare e non fare nel settimo mese di gravidanza? La quotidianità deve proseguire come sempre, ascoltando il proprio corpo che cambia: attività fisica e movimento e attività sessuale possono continuare, salvo diversa indicazione medica. È altrettanto importante ascoltare i suggerimenti del professionista che segue la gravidanza ed eseguire tutte le valutazioni previste e prescritte per un decorso sereno del viaggio verso la nascita. Inoltre, è bene partecipare ai corsi di accompagnamento alla nascita anche per le coppie che affronteranno il parto tramite taglio cesareo, per prepararsi fisicamente e psicologicamente al magico incontro con il bambino. Così come è importante anche la preparazione della casa e della famiglia intera ad accogliere il neonato.
Quali controlli sono previsti nel settimo mese di gravidanza?
Nel terzo trimestre proseguono i controlli periodici per monitorare la salute della mamma e la crescita del bambino. Possono includere visite ostetriche, esami del sangue e delle urine e, quando indicato, ecografie di controllo. In questa fase si valutano anche pressione arteriosa, eventuale anemia e altri parametri utili a prevenire complicazioni. La frequenza degli appuntamenti può variare in base alla situazione individuale. Per un calendario personalizzato è sempre utile fare riferimento al proprio ginecologo o al consultorio.
Come capire se i movimenti del bambino sono nella norma?
Intorno al settimo mese i movimenti fetali sono ben percepibili e rappresentano un segnale importante di benessere. Ogni bambino ha un proprio ritmo, ma è utile imparare a riconoscere il suo schema abituale. In generale, una riduzione marcata o un’assenza prolungata dei movimenti rispetto al solito merita attenzione. In questi casi è consigliabile contattare rapidamente il proprio medico o recarsi in consultorio per una valutazione.
Quali sono i segnali di allarme da non sottovalutare?
Nel settimo mese è importante prestare attenzione a sintomi come contrazioni regolari e dolorose, perdite di liquido, sanguinamento, forte mal di testa persistente, disturbi visivi o gonfiore improvviso di mani e viso. Anche una netta diminuzione dei movimenti fetali è un segnale da riferire subito. Questi sintomi non indicano sempre un problema, ma richiedono una valutazione tempestiva per escludere complicazioni. In caso di dubbio è sempre meglio contattare il medico o il punto nascita.
È il momento giusto per iniziare a prepararsi al parto?
Sì, il settimo mese è un buon momento per iniziare a organizzarsi. Molte future mamme scelgono di frequentare un corso di accompagnamento alla nascita, utile per ricevere informazioni su travaglio, parto e gestione del neonato. Si può anche iniziare a preparare la valigia per l’ospedale e informarsi sulle procedure del punto nascita scelto. Pianificare con anticipo aiuta ad affrontare le ultime settimane con maggiore serenità. Per orientarsi tra le varie opzioni, può essere utile confrontarsi con ostetriche e professionisti di riferimento.