Adenoidi: cause, diagnosi e trattamento dell’infiammazione

Sono una componente fisiologica del sistema immunitario infantile. Quando ingrossano, però, possono influenzare significativamente la respirazione, il sonno, l’udito e lo sviluppo del bambino

Federico Loi , pediatra
Bambino con mal di gola

Le adenoidi sono piccole strutture che normalmente fanno parte del nostro sistema immunitario, ma possono creare grandi problemi quando si ingrossano. Spesso i genitori si accorgono di problemi legati a queste piccole masse dopo mesi di russamento notturno, raffreddori frequenti o otiti ripetute dei loro bambini.

In questo articolo cercheremo di capire cosa sono le adenoidi e perché aumentano di volume, quali sintomi provocano, come si diagnostica l’ingrossamento e quali sono le opzioni terapeutiche, conservative e/o chirurgiche.

Cosa sono le adenoidi

Anche dette tonsille faringee, sono delle strutture linfatiche utili, come detto, al nostro sistema immunitario. Dal punto di vista anatomico, dove si trovano le adenoidi? Sono nella parte posteriore alta del naso, zona non visibile dalla bocca. Insieme alle tonsille palatine, alle tonsille tubariche e alla tonsilla linguale, fanno parte di un anello linfatico (detto “di Waldeyer”) che rappresenta una “postazione di controllo” che intercetta virus e batteri che penetrano dalle vie aeree superiori.

Ma nello specifico a cosa servono le adenoidi? La loro funzione è immunologica, dato che sono la prima linea di difesa contro i germi inalati dal naso. Sono inoltre un luogo di maturazione per i globuli bianchi e per la produzione di immunoglobuline.

Le adenoidi seguono una curva di crescita tipica: piccole alla nascita, tendono a crescere nei primi anni fino a un picco tra i 3 e i 6 anni; regrediscono poi progressivamente dopo i 6 anni e durante l’adolescenza. Questa storia naturale spiega perché le problematiche più comuni si osservano in età pediatrica.

Adenoidi ingrossate e infiammate: le patologie

Un eccessivo ingrossamento delle adenoidi si definisce come ipertrofia delle adenoidi” (o ipertrofia adenoidea), una condizione tipica dell’età pediatrica. Le adenoidi “gonfie” possono ostruire la respirazione, causando russamento o apnee notturne.

L’ipertrofia adenoidea è più frequente nei bambini con:

  • infezioni ricorrenti (virali e batteriche): ogni episodio infettivo stimola la risposta linfoide e può determinare un aumento di volume,
  • allergie respiratorie (soprattutto agli acari): la rinite allergica può creare infiammazione cronica che mantiene l’adenoide “attivata”,
  • alcuni fattori ambientali, ovvero fumo passivo, inquinamento, vita in comunità (asilo, scuola).

Molto spesso l’ipertrofia adenoidea si accompagna ad altre condizioni come otiti ricorrenti e sinusiti.

In caso di adenoidi infiammate a causa di una infezione, si parla di adenoidite. I sintomi più comuni includono naso chiuso, secrezioni nasali, respirazione orale e sintomi simili al raffreddore.

L’ipertrofia viene spesso classificata in gradi (dal I al IV grado) in base all’entità dell’ostruzione. Le adenoidi possono associarsi a tonsille ipertrofiche: quando entrambe sono voluminose si parla di ipertrofia adenotonsillare, condizione frequentemente responsabile di ostruzione notturna e apnee.

Sintomi dell’ipertrofia delle adenoidi nei bambini

L’ipertrofia delle adenoidi nei bambini si manifesta tipicamente con i seguenti sintomi:

  • respirazione orale, ovvero il bambino respira prevalentemente con la bocca;
  • russamento notturno (spesso il primo sintomo notato dai genitori),
  • sonno disturbato, incubi e sonnambulismo;
  • apnee notturne, ovvero pause respiratorie osservate durante il sonno, più o meno evidenti;
  • rinorrea cronica con sensazione di naso “sempre chiuso”, voce nasale e calo dell’olfatto;
  • otiti ricorrenti e diminuzione dell’udito;
  • voce nasale o ovattata;
  • sonnolenza diurna, irritabilità, difficoltà di concentrazione.

Questi sintomi possono presentarsi già attorno ai 2 anni, con maggior frequenza tra i 3 e i 6 anni. Nei neonati l’ipertrofia delle adenoidi è rara; negli adulti può persistere o comparire in casi particolari, e richiede una valutazione diagnostica più approfondita.

Complicazioni dell’ipertrofia delle adenoidi

Oltre alle manifestazioni principali, in alcuni casi si possono verificare delle complicazioni, ovvero:

  • Problemi di udito. Con le adenoidi ipertrofiche si può verificare l’ostruzione della tuba di Eustachio (il canale che mette in comunicazione le orecchie con il naso). Questo può causare otiti catarrali ricorrenti e calo temporaneo dell’udito, con possibile impatto sull’apprendimento.
  • Sinusiti e bronchiti. La congestione e il ristagno di secrezioni favoriscono infezioni delle vie respiratorie.
  • Alterazioni facciali e dentali. La respirazione orale cronica può portare alla cosiddetta facies adenoidea (viso allungato, bocca costantemente aperta, labbro superiore accorciato, occhiaie dovute al ristagno venoso e palato ogivale, ovvero stretto e alto) e a problemi ortodontici.
  • Enuresi (pipì a letto).
  • Effetti sul comportamento e sul rendimento scolastico con difficoltà di apprendimento.

Conseguenze sulla crescita e lo sviluppo

La mancanza di un sonno ristoratore può interferire con il normale sviluppo cognitivo, affettivo e fisico. In casi severi, la frammentazione del sonno e le riduzioni intermittenti della ossigenazione possono causare un rallentamento dell’accrescimento, perché riducono la produzione dell’ormone della crescita e aumentano il consumo energetico dovuto al maggiore sforzo respiratorio durante la notte.

Dopo la rimozione delle adenoidi o tonsille, molti bambini recuperano la crescita normale, migliorando peso, altezza e sviluppo generale.

Apnee notturne e sindrome OSAS

La “OSAS” (Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è una patologia che colpisce sia gli adulti che i bambini. Si manifesta con episodi ripetuti di ostruzione notturna delle vie aeree (apnee) con ridotta ossigenazione del cervello e frequenti micro risvegli. L’ipertrofia adenoidea e adenotonsillare è la causa principale in età pediatrica. Le conseguenze durante il giorno sono sonnolenza, irritabilità, sbalzi d’umore, scarsa tolleranza alla frustrazione, ansia o depressione, problemi comportamentali come aggressività, impulsività, iperattività e problemi scolastici. A lungo termine, possono inoltre causare ipertensione ed altre alterazioni metaboliche.

Dopo il trattamento dell’ipertrofia delle adenoidi, molti bambini mostrano miglioramenti sulle apnee notturne, con significativi benefici su sonnolenza, umore, comportamento, rendimento scolastico e qualità della vita.

Come si diagnostica l’ipertrofia delle adenoidi

La diagnosi si basa su:

  • Visita otorinolaringoiatrica. Quando si sospetta una ipertrofia delle adenoidi, un esame clinico mirato e la raccolta dell’anamnesi sono la base del processo diagnostico.
  • Endoscopia (fibroscopia nasale). Permette la visione diretta delle adenoidi e la valutazione della loro estensione tramite un tubicino sottile e morbido, con una piccola telecamera all’estremità, che viene inserito delicatamente nel naso, 
  • Polisonnografia. Un esame che studia il sonno con alcuni sensori che valutano il respiro, l’ossigenazione del sangue, la frequenza cardiaca ed i movimenti durante il sonno. Serve a quantificare la severità delle apnee.
  • Esame dell’udito (audiometria), per valutare il coinvolgimento dell’orecchio,
  • Pulsossimetria notturna. È un esame più semplice rispetto alla polisonnografia. Tramite un saturimetro, valuta l’ossigenazione del sangue e la frequenza cardiaca durante la notte. Nelle OSAS, la pulsossimetria mostra spesso cali notturni della saturazione perché durante apnee o ipopnee il respiro si riduce o si ferma, entra meno ossigeno nei polmoni e nel sangue.

È importante sottolineare che la severità soggettiva dei sintomi non sempre corrisponde alla dimensione anatomica: alcune adenoidi molto grandi causano pochi disturbi, altre meno voluminose possono dare problemi rilevanti.

Come si cura l’ipertrofia adenoidea

Il primo intervento di cura per le adenoidi ingrossate è di tipo conservativo e comprende:

  • lavaggi nasali quotidiani con soluzione fisiologica, fondamentali per rimuovere muco e ridurre l’infiammazione;
  • corticosteroidi nasali (in alcuni casi aiutano a ridurre l’ingrossamento e la congestione nasale);
  • antistaminici, in caso di componente allergica significativa;
  • antibiotici, riservati alle infezioni batteriche documentate o sospette (l’uso deve essere mirato).

Rimedi naturali e complementari

Misure pratiche come umidificare l’ambiente, evitare il fumo passivo e mantenere una buona igiene delle mani nelle comunità infantili riducono la frequenza di infezioni. Le cure termali e alcuni integratori possono offrire beneficio di supporto; per l’ipertrofia delle adenoidi l’omeopatia e i rimedi “della nonna” non hanno evidenze di efficacia ma, se usati, andrebbero sempre conciliati con il pediatra.

Stile di vita

Attività fisica regolare, alimentazione ricca di frutta e verdura e aria pulita (mare o ambienti non inquinati) aiutano il sistema immunitario. Piscina e mare per i bimbi con ipertrofia delle adenoidi non sono controindicati; anzi, l’aria salmastra del mare può dare sollievo sintomatico.

Quando operare le adenoidi

L’intervento chirurgico (adenoidectomia) è indicato quando:

  • ci sono infezioni ricorrenti non controllate con trattamento medico;
  • esiste ostruzione nasale grave con impatto sulla vita quotidiana;
  • è documentata una apnea ostruttiva del sonno con ripercussioni sulla salute;
  • sono presenti otiti ricorrenti con compromissione uditiva.

Dopo l’adenoidectomia è necessario prestare attenzione al rischio di sanguinamento, che rappresenta una complicanza rara, ma possibile.

Quando oltre alle adenoidi anche le tonsille sono ipertrofiche e responsabili di ostruzione, si preferisce spesso l’adenotonsillectomia, cioè l’intervento di rimozione sia delle adenoidi che delle tonsille.

L’intervento di adenoidectomia

L’adenoidectomia è l’operazione di rimozione delle adenoidi. Esistono varie tecniche efficaci, in base all’esperienza del centro di riferimento. L’intervento alle adenoidi si esegue generalmente in anestesia generale, dura relativamente poco e richiede un ricovero breve o un day-surgery.

I rischi e le possibili complicanze sono il sanguinamento (più raro), infezioni e dolore post-operatorio sono le complicanze più comuni; altri rischi seri sono rari.

Ad oggi, quando si parla di bambini, all’intervento di asportazione delle adenoidi si predilige l’approccio conservativo 

Intervento negli adulti

Negli adulti, l’operazione alle adenoidi è poco frequente; l’indicazione richiede spesso indagini più approfondite per escludere altre cause di ipertrofia e per valutare eventuali necessità diagnostiche (ad esempio, la biopsia delle adenoidi).

Dopo l’intervento: recupero e risultati

Nella fase post-operatoria di un intervento alle adenoidi nei bambini si possono riscontrare alcuni fastidi. Ad esempio: secrezioni nasali, alito sgradevole (temporaneamente), lieve dolore in gola e difficoltà a deglutire per qualche giorno.

Cosa mangiare dopo un intervento alle adenoidi? Una dieta morbida e fresca (gelati, yogurt, puree) è spesso consigliata per limitare il dolore e il bruciore. La ripresa delle restanti attività è rapida: molti bambini tornano a scuola entro una settimana, con miglioramento progressivo dei sintomi nelle settimane successive.

La maggior parte dei bambini sperimenta una significativa riduzione del russamento, delle apnee e delle otiti ricorrenti. La ricrescita delle adenoidi è possibile ma rara e, quando avviene, di solito non determina nuovamente problemi severi.

Cosa succede se non si tolgono le adenoidi

Se l’ostruzione è lieve, spesso non è necessario intervenire: molti bambini migliorano spontaneamente con la crescita. Tuttavia, se l’ipertrofia è grave e protratta, i rischi includono modifiche e alterazioni cranio-facciali permanenti, problemi ortodontici, deficit uditivi intermittenti, difficoltà di linguaggio e disturbi scolastici legati al sonno disturbato. Un monitoraggio clinico regolare è quindi importante per decidere il momento più appropriato per intervenire, qualora necessario.

Tumore delle adenoidi

Il tumore delle adenoidi è estremamente raro, soprattutto in età pediatrica. Un ingrossamento atipico, rapida crescita, sanguinamento nasale persistente (soprattutto se monolaterale e sempre dallo stesso lato) o sintomi asimmetrici richiedono indagini approfondite (esami radiologici e, se indicato, esame istologico).

Conclusione

Le adenoidi sono una componente fisiologica del sistema immunitario infantile. Quando ingrossano, però, possono influenzare significativamente la respirazione, il sonno, l’udito e lo sviluppo del bambino.

Molti casi rispondono bene a terapie conservative ben impostate; negli altri l’intervento chirurgico resta una soluzione efficace e sicura. La scelta terapeutica dovrebbe sempre essere personalizzata, basata sulla gravità dei sintomi, sulle esigenze del bambino e sulla visione del team pediatrico-otorinolaringoiatrico.

Bibliografia
  1. AA.VV., Nelson Textbook of Pediatrics. Volume XXII, Elsevier, 2024.
    (Da completare manualmente: luogo di pubblicazione e intervallo di pagine, non disponibili nei dati forniti).

  2. Ani Mnatsakanian, Jenna R. Heil, Sandeep Sharma, “Anatomy, Head and Neck: Adenoids”, StatPearls, luglio 2023.

  3. NZachary Geiger, Nagendra Gupta, “Adenoid Hypertrophy”, StatPearls, maggio 2023.

Articolo pubblicato il 06/01/2026 e aggiornato il 06/01/2026
Immagine in apertura Aleksej Sarifulin / iStock

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