Punture di zanzare

Come proteggere i bambini dalle punture di zanzare? Un'indagine di Altroconsumo ci spiega quali prodotti usare

Lorenzo Calia,
CEO di UPPA
Punture di zanzare

Come proteggere i bambini dalle punture delle zanzare? E se vengono punti, che fare? Sono domande che vengono poste di frequente ai pediatri.

Altroconsumo ha condotto un’indagine sui repellenti antizanzare; ecco una sintesi per gli utenti del sito di UPPA:

  • evitate i cosmetici. Per la legge italiana, i repellenti per zanzare devono riportare in etichetta la dicitura “Presidio medico chirurgico” con il numero di autorizzazione ministeriale. Se non è così, avrete per le mani un semplice cosmetico che quindi non può vantare una specifica efficacia antizanzare
  • “naturale” non è sinonimo di “innocuo”. Un repellente naturale di per sé non significa sicuro; spesso sono meno efficaci dei repellenti chimici (Deet o icaridina)

A ogni età il suo prodotto

Fino ai 3 mesi, è meglio non usare alcun prodotto da spalmare sulla pelle né da vaporizzare: solo zanzariere di stoffa o rete, che costituiscono una barriera fisica.

Dai 3 mesi ai 2 anni c’è un solo principio attivo abbastanza efficace, il citrodiolo: è contenuto in alcuni prodotti Vape (conviene accertarsi che sull’etichetta sia indicata la presenza di questa sostanza. Si tratta di un repellente a protezione medio-bassa, ma bisogna accontentarsi).

Da 2 anni a 12 anni si può utilizzare un repellente a base di icaridina, contenuto per esempio in alcuni tipi di Autan.

Il principio attivo più efficace contro le zanzare è il Deet (contenuto in molti prodotti: Off, alcuni Autan, Vape), ma è meglio utilizzarlo solamente al di sopra dei 12 anni.

Decisamente poco consigliabili le linee di prodotti antizanzara dedicate ai bambini. Spesso il principio attivo è un’essenza naturale, come il geranio o la citronella, che non offre una grande protezione.

E dopo la puntura? Meglio niente. Le creme in commercio da applicare sui morsi di zanzare sono semplici cosmetici, non c’è alcuna prova che riducano l’infiammazione e possono contenere sostanze irritanti (alcol e ammoniaca). Secondo il Ministero della Salute la loro pubblicità non deve promettere effetti terapeutici.

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Immagine per l'autore: Lorenzo Calia

Lorenzo Calia, Dopo aver girato il mondo a piedi, in bici e sul pedalò, ha scoperto l'editoria e il marketing: dopo aver ricoperto i ruoli di redattore prima e di responsabile marketing poi, è diventato CEO di UPPA nel 2017.

Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 07.09.2018
Immagine in apertura Nipol Plobmuang / Shutterstock.com