Vaccinarsi senza dolore

Vincenzo Calia,
pediatra
Vaccinarsi senza dolore

Attento che il dottore ti fa una puntura!

A volte questa frase viene detta ad un bambino per farlo star buono, spaventandolo con questa temibile prospettiva. Già, la puntura; ma quale puntura? Ormai le terapie che vengono somministrate ai bambini sono tutte con sciroppi o al massimo supposte. Di quali punture dovrebbe avere paura un bambino?

Probabilmente si ricorda quelle delle vaccinazioni. Le vaccinazioni si fanno a bambini molto piccoli, ma non per questo fanno meno male e non per questo non lasciano un ricordo spiacevole. Fino a poco tempo fa nessuno ci pensava e le punture si facevano così, un attimo e via: un pianto era previsto e sembrava inevitabile. Ma non è così.

Oggi sappiamo che è possibile ridurre in maniera significativa il dolore provocato da manovre mediche, comprese le inevitabili (e sempre più numerose) vaccinazioni. Il sistema è così semplice che più semplice non si può: attaccare il bambino al seno materno o, in mancanza di questo, dargli con il biberon una bevanda dolce.

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Per quanto possa sembrare strano allattare al seno (oppure offrire una soluzione zuccherina) a un lattante durante una procedura dolorosa, questo sistema riduce in maniera significativa il pianto, il dolore (valutato secondo parametri specifici), la frequenza respiratoria e cardiaca e altri parametri vitali. E allora, d’ora in poi possiamo pensarci, e magari suggerire questa semplice tecnica all’operatore che vaccinerà prossimamente il vostro bambino.

Immagine per l'autore: Vincenzo Calia

Vincenzo Calia, pediatra e giornalista, ha esercitato per quarant’anni come pediatra di famiglia nel Servizio sanitario nazionale e ha fondato nel 2001 il bimestrale per i genitori UPPA, che ha diretto per 16 anni. Attualmente è un pediatra libero professionista.

Pubblicato il 08.03.2016 e aggiornato il 26.03.2018