Si può dare la camomilla ai neonati?

Cosa c’è di più rassicurante della camomilla, per tranquillizzare un bambino e farlo dormire sereno? Nel caso di neonati e lattanti, tuttavia, il tradizionale rimedio potrebbe rivelarsi una cattiva idea

Irene Campagna , medico e comunicatrice della scienza
neonato beve camomilla da biberon

«Perché non gli date un po’ di camomilla per farlo dormire?», dice la nonna del piccolo Ettore, nato tre settimane fa. È un consiglio dato con le migliori intenzioni per far fronte ai frequenti risvegli del neonato, ma che purtroppo potrebbe rivelarsi una pessima idea.

Quando si parla di bambini, infatti, la camomilla, sebbene favorisca il riposo, deve essere utilizzata con cautela, e la questione diventa ancora più delicata quando si tratta di neonati e lattanti. «Da quando in qua non si può dare la camomilla ai neonati?», potrebbe chiedere la nonna di Ettore, cadendo dalle nuvole, forse stupita e perfino un po’ contrariata da tante novità che scardinano la competenza che ha ricevuto a sua volta da sua madre e ha già applicato a tanti figli e nipoti.  Ma perché non si può dare la camomilla ai neonati? Esistono delle controindicazioni? Scopriamolo insieme.

Si può dare la camomilla ai neonati?

La camomilla è decisamente sconsigliata per i più piccoli. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, raccomanda di non dare al bambino entro i sei mesi di vita liquidi diversi dal latte materno o in formula. Il neonato non ha nemmeno bisogno di bere acqua aggiuntiva, dal momento che il latte materno gli fornisce già tutti i nutrienti necessari; proprio per questo non serve dare la camomilla al neonato o al lattante per calmarlo o farlo addormentare, una scelta che, come vedremo ora, potrebbe anche risultare controproducente.

Cosa succede se un neonato beve la camomilla?

Ma perché non si deve dare la camomilla al neonato? Può forse scatenare delle reazioni avverse?

No, ma bevendola il piccolo rischia di sentirsi sazio. Di conseguenza rifiuterà il latte materno e non si alimenterà correttamente. Il senso di sazietà che segue alla camomilla, infatti, non corrisponde a un adeguato apporto nutritivo, e con il tempo questo potrebbe provocare un calo del peso e un rallentamento della crescita

Un rischio ancora più grave, conseguente alla somministrazione di camomilla ai neonati, è un’intossicazione acuta o un avvelenamento da acqua. È bene sottolineare, infatti, che un’idratazione eccessiva può causare una diminuzione dei livelli di sodio nel sangue (iponatremia). Le conseguenze possono essere molto gravi e si può arrivare nelle situazioni più estreme ad avere convulsioni, coma, danni cerebrali o, addirittura, il decesso. 

Da quando i bambini possono bere la camomilla?

Quando dare la camomilla al bambino? In quali occasioni è consigliata? Quando il bambino inizia a mangiare cibi solidi – in genere intorno ai sei mesi di vita – è possibile introdurre nella dieta anche l’acqua o bevande come la camomilla, stando però attenti a non esagerare con i quantitativi di queste sostanze.

Si stima che tra i 6 e i 12 mesi i bambini abbiano mediamente bisogno, in aggiunta al latte, di 50/100 millilitri di acqua al giorno (questo range può variare a seconda delle quantità di latte e di cibi solidi ingeriti e del clima).
Dopo l’anno di età i bambini diventano sempre più attivi e hanno bisogno di circa 220 millilitri d’acqua al giorno, una quantità che aumenta progressivamente con la crescita e la riduzione dell’ingestione di latte. 

Utilizzata con le dovute accortezze e non prima del periodo raccomandato, la camomilla può fare bene. Può essere d’aiuto per calmare i bambini e, oltre ai noti effetti sedativi, ha anche proprietà antinfiammatorie e antispastiche. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università “Federico II” di Napoli ha dimostrato che la somministrazione di alcune gocce di un estratto contenente camomilla, melissa e un post biotico (un batterio appositamente trattato) è efficace nel ridurre le coliche infantili, dal momento che diminuisce sensibilmente il pianto dei lattanti. [1]

Ma la camomilla fa addormentare i bambini? Alcuni studi clinici hanno dimostrato che questa sostanza è effettivamente in grado di migliorare la qualità del sonno, mentre risulta discussa la sua efficacia nel trattamento dell’insonnia. Bere infusi di camomilla potrebbe anche aiutare nei casi di stitichezza del bambino: aumentando l’idratazione dell’ultimo tratto dell’intestino, le feci diventano più morbide e quindi più facilmente evacuabili.

Che tipo di camomilla dare al bambino?

Come sappiamo la camomilla può essere preparata utilizzando le bustine per l’infusione oppure con le formulazioni in granuli, che sono sconsigliate se contengono zucchero. Le autorità sanitarie, infatti, suggeriscono di evitare le bevande zuccherate poiché, essendo molto caloriche, aumentano il rischio di sovrappeso o obesità e di carie. 

Quando si prepara la camomilla per il bambino, dunque, è necessario non aggiungere zucchero all’infuso e nemmeno il miele, che fino all’anno d’età non va somministrato poiché potrebbe essere contaminato da spore di botulino. Questo rischio di contaminazione riguarda anche le foglie di camomilla vendute sfuse, che sono quindi da evitare, come anche le preparazioni, molto diffuse in commercio, che contengono altre erbe. 

In generale è opportuno scegliere un prodotto formulato appositamente per i bambini. Dopo aver lasciato raffreddare l’infuso a temperatura ambiente, può essere dato con un cucchiaino, con il biberon o un bicchiere, a seconda delle abitudini del bambino.

Esistono rischi nel dare la camomilla ai bambini più grandi?

Raramente la camomilla può causare reazioni allergiche nei bambini. Per questo motivo, prima di utilizzarla, è sempre bene parlarne con il pediatra. Possibili segni di una reazione allergica sono: 

  • prurito intorno alle labbra e/o alla lingua; 
  • gonfiore del volto; 
  • diarrea e nausea.

Nei casi più gravi si può manifestare uno shock anafilattico. Se ciò si verifica, il bambino può faticare a respirare e può perdere coscienza. La camomilla è assolutamente da evitare se il piccolo è allergico a piante della famiglia delle Asteracee (ambrosia, crisantemo, calendula o margherite). 

Il pediatra va consultato soprattutto nel caso in cui il bambino prenda dei farmaci. La camomilla, infatti, può ridurre l’assorbimento di alcune medicine e degli integratori di ferro e aumentare gli effetti degli anticoagulanti e dei sedativi.

Note
[1] AA.VV. Efficacy of standardized extract of Matricariae chamomilla L., Melissa officinalis L. and tyndallized Lactobacillus acidophilus (HA122) in infantile colic: An open randomized controlled trial «Neurogastroenterology & Motility», maggio 2017
Bibliografia
  • AA.VV., Presence of Clostridium botulinum spores in Matricaria chamomilla (chamomile) and its relationship with infant botulism, «Int J Food Microbiol», febbraio 2008, 121(3):357-60.
  • AA.VV., Therapeutic efficacy and safety of chamomile for state anxiety, generalized anxiety disorder, insomnia, and sleep quality: A systematic review and meta-analysis of randomized trials and quasi-randomized trials, «Phytother Res», giugno 2019;33(6):1604-1615. 
  • The Royal Children’s Hospital Melbourne, Why no sweet drinks for children, «rch.org.au», settembre, 2016. 
Articolo pubblicato il 30/06/2022 e aggiornato il 05/08/2022
Immagine in apertura petrunjela / iStock

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