Come iniziare lo svezzamento

Serve per forza la frutta per iniziare l’alimentazione complementare? E quand’è il momento migliore? Facciamo un po’ di chiarezza sui dubbi più frequenti che riguardano lo svezzamento dei bambini

Immagine per l'autore: Claudia Carletti
Claudia Carletti , nutrizionista e dietista
bambino che ha iniziato lo svezzamento

L’introduzione degli alimenti solidi è un momento che tutti i genitori aspettano e che può far sorgere molte domande. Tra queste: come iniziare lo svezzamento? Esiste un’età più giusta per cominciare? L’inizio lo svezzamento è una fase a cui bisogna prestare maggiore attenzione rispetto al prosieguo?

In questo articolo cercheremo di sciogliere un po’ di dubbi per affrontare l’introduzione dei cibi solidi con serenità e rispetto dei tempi del bambino.

Come iniziare lo svezzamento?

L’avrete probabilmente sentito raccontare da qualcuno (amici e/o conoscenti) ma ancora non ci credete: si può iniziare lo svezzamento (termine ormai in disuso, sostituito con “alimentazione complementare”) con quello che si vuole, con gli alimenti salutari che mangiano i genitori, non esistono tabelle rigide da seguire.

Non ci credete perché magari qualcuno che vi è molto vicino (vostra madre, vostro suocero…) vi ha raccontato che ai suoi tempi si seguiva lo schema del pediatra alla lettera e che in questo modo ci si trovava bene.

Non ci credete perché la pubblicità che vedete passare spesso in TV vi racconta che in quei vasetti in bella mostra c’è della frutta buonissima, il primo alimento da far assaggiare al vostro bambino o alla vostra bambina («Quindi serve la frutta per iniziare lo svezzamento?», è solo uno dei tanti dubbi che potrebbe venirvi in mente).

In realtà oggi sappiamo che si può iniziare lo svezzamento con il cibo che si ha in tavola, proprio lo stesso che i genitori mangiano e che possono proporre ai loro piccoli, ovviamente con delle piccole accortezze e raccomandazioni, come ad esempio quelle sui tagli sicuri (ne parliamo in modo approfondito in questo articolo).
Sono le evidenze scientifiche a confermarci che non c’è motivo di ritardare gli alimenti cosiddetti allergenici, e che anzi dobbiamo sfruttare questo momento di interesse dei bambini verso i nuovi sapori per proporre loro più gusti possibili, anche quelli amari di alcune verdure (cicoria, rucola…), perché più gusti offriamo, più il bambino mangerà in modo vario negli anni a venire. 

Cosa non fare durante lo svezzamento

Ma magari continuate a essere assillati dai dubbi: «Sì, ma… cosa evitare durante lo svezzamento per fare in modo che il bimbo stia bene? Cosa non devo fare?». Il timore di compiere degli errori durante lo svezzamento è più che legittimo: è la prima volta per genitori e bambini. Ma, come detto, basterà seguire alcune semplici raccomandazioni. Ovvero:

  • Evitare di accelerare i tempi a tutti i costi e di iniziare se il piccolo non è pronto. Di solito il periodo giusto è intorno ai 6 mesi di età, ma è importante ricordare che ogni bambino ha i suoi tempi, e che questi vanno rispettati. Vi basterà osservarlo e cogliere i suoi segnali per capire quando è il momento (nell’articolo a questo link trovi i principali segnali, ricorda sempre di parlarne con il tuo pediatra).
  • Non è necessario togliere completamente il seno o la formula. Il latte continuerà a essere la fonte di nutrimento principale e il cibo fungerà da completamento per molti mesi ancora.
  • Fare attenzione alle quantità di carne, alimento che non va proposto a ogni pasto. Ricordiamoci che esistono altre quattro fonti proteiche: legumi, pesce, formaggio e uova. Meglio prediligere i legumi, che tra l’altro in questa fase della vita sono molto facili da masticare (all’inizio, specie quando ancora il bambino assume piccole quantità, meglio se decorticati). 
  • Evitare i cibi troppo salati come i salumi, gli alimenti fatti con il dado e quelli troppo zuccherati (bevande zuccherate e/o gassate, succhi di frutta, tè o infusi in lattina e merendine), poiché fanno male ai denti, riducono l’appetito e abituano i bambini a un gusto troppo dolce.
  • Evitare il miele prima dell’anno di vita perché può contenere le spore del batterio responsabile del botulino infantile.
  • Evitare il latte di mucca come sostituto del latte materno o di formula prima dei 12 mesi di vita a causa della sua composizione, povera di micronutrienti e di ferro (può comunque essere usato come ingrediente, ad esempio nel purè), ed evitare anche i prodotti a basso contenuto di grassi come gli yogurt e i formaggi light (i bambini hanno bisogno della componente grassa per crescere bene). 
  • Per quanto riguarda gli omogenizzati, meglio consumarli raramente. Il cibo “migliore” per vostro figlio è quello fatto in casa con alimenti semplici. I vasetti industriali hanno porzioni spesso troppo grandi e il cibo in esso contenuto ha sempre la stessa consistenza e sapore. Questo può portare alla conseguenza che il vostro piccolo si abitui al gusto standardizzato degli alimenti in vasetto e non gradisca più gli altri cibi. Offrite quindi la pasta, il riso, la polenta, il farro e gli altri cereali, e anche le proteine, ovvero i legumi (fagioli, ceci e lenticchie), la carne cotta (preferibilmente bianca facile da masticare), il pesce di piccole dimensioni sminuzzato, le uova cotte (per scongiurare rischi di infezioni) e il formaggio. Potete proporre tutte le verdure di stagione, schiacciate o in pezzetti morbidi, quindi broccoli, zucchine, pomodori, eccetera. Provate anche con la frutta di stagione, ad esempio pera, pesca, melone e fragola, che sono alimenti facili da afferrare. Usate come condimento l’olio extravergine di oliva e per insaporire poco sale, ma iodato, ed erbe aromatiche.
  • Di questo elenco, potrebbe ogni tanto sfuggirvi qualcosa: è normale, non preoccupatevi, non viveteli come passi falsi o gravi errori commessi durante lo svezzamento. La cosa importante è variare il più possibile gli alimenti, offrire alimenti sani e non forzare mai il vostro piccolo.

Schemi, orari e date prestabilite: perché non li consigliamo?

Dimenticate, come detto, tabelle e schemi per lo svezzamento: non c’è alcuna ragione di posticipare i cibi cosiddetti “allergenici”, come pesce, uova o pomodori, il bambino può assaggiarli fin da subito importante che al vostro bambino, già dai primi assaggi, venga proposta una grande varietà di cibi, consumati in famiglia, in modo che possa conoscere e abituarsi a tanti gusti diversi. 

Per quanto riguarda gli orari per lo svezzamento, basterà fare riferimento a quelli che si seguono normalmente in casa per i pasti, il bambino si adatterà facilmente. Ricordiamoci però che almeno fino ai 12 mesi il latte della mamma o la formula artificiale sono a richiesta e copriranno ancora gran parte dei fabbisogni del piccolo; gli alimenti saranno solo dei piccoli assaggi per allenare il gusto ai diversi sapori.

Quindi, iniziate lo svezzamento intorno ai 6 mesi di età con naturalezza, rispondendo però alle richieste del vostro piccolo. Sarete invece voi a scegliere cosa offrire: l’alimentazione della famiglia andrà benissimo, basta mangiare in modo sano, e se pensate di voler migliorare in questo senso, lo svezzamento è un’ottima occasione per iniziare a farlo tutti insieme (in questo articolo vi suggeriamo qualche ricetta!).

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Claudia Carletti

Nutrizionista e dietista clinica presso l’Ospedale materno infantile IRCCS “Burlo Garofolo” di Trieste, svolge attività di ricerca, formazione e divulgazione riguardante in particolare l’alimentazione e la prevenzione dell’obesità infantile. È referente regionale di due progetti di sorveglianza nazionale sul monitoraggio del sovrappeso e dell’obesità di bambini e adolescenti (OKkio alla Salute e HBSC) e autrice del libro “Io mangio come voi” (Terre di mezzo, 2014).

Articolo pubblicato il 07/12/2023 e aggiornato il 07/12/2023
Immagine in apertura ChrisHepburn / iStock

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