Svezzamento

L’autosvezzamento (tecnicamente “alimentazione complementare a richiesta”) consiste nel rimettere il bambino al centro dello svezzamento, affidandosi alla sua capacità innata di autoregolazione e fidandosi delle sue competenze. È inoltre un’occasione per migliorare la dieta, e quindi la salute, di tutta la famiglia.
Lo stile alimentare dei genitori influenzerà quello del proprio bambino, per cui è rilevante fare scelte salutari nel momento dell’acquisto dei cibi; ad esempio prediligendo gli alimenti a filiera corta, dando preferenza ai vegetali piuttosto che ai derivati animali, proponendo al bambino numerose porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione, e limitando l’assunzione di zuccheri semplici.
È dimostrato che le esperienze alimentari precoci hanno un ruolo centrale nella varietà della dieta dei bambini più grandi, per cui esporre i bambini dal sesto mese di vita in poi a tutta la varietà dei sapori contribuirà a un’alimentazione più varia e più sana.
Per saperne di più scarica il nostro speciale a cura del pediatra Lucio Piermarini.

Lucio Piermarini,
pediatra
Bambina che inizia lo svezzamento

In passato si credeva che lo svezzamento dovesse cominciare in un momento preciso e consistesse nel passaggio immediato all’alimentazione solida. Ma le cose non stanno così, si tratta di un processo graduale e più o meno lungo in cui a dettare i tempi è il bambino

Marta Bottiani,
psicologa
e Sonia Silvestri,
psicologa
Bambino che mette in bocca un giocattolo durante lo svezzamento

Favorire l’autosvezzamento attraverso una corretta educazione alimentare e trasmettendo tranquillità al bambino fa parte di quel processo necessario in cui i genitori sostengono il proprio figlio nella lenta conquista della fiducia nel mondo

Federica Ruffolo,
biologa nutrizionista
Primo piano di un omogeneizzato come baby food

Omogeneizzati e altri baby food vengono proposti sul mercato come alternativa all’autosvezzamento. Ma una dieta sana accompagnata dal latte materno è la scelta migliore per soddisfare le esigenze energetiche e nutrizionali del bambino e per educarlo a un’alimentazione sana

Vincenzo Calia,
pediatra
Pastina a forma di stella come esempio di baby food

Non esistono evidenze scientifiche a supporto dell’idea che il baby food sia migliore di una sana dieta mediterranea. La strada migliore è la tutela dell’ambiente e del cibo di tutti: meno inquinanti e meno esposizione del feto in gravidanza e del neonato allattato al seno

Lucio Piermarini,
pediatra
Utensili da cucina giocattolo

Se nel delicato periodo dello svezzamento impariamo a cogliere i segnali e il “linguaggio” dei bambini, potremmo capire cosa ne pensano di pappe e pappette

Stefano Gorini,
pediatra di famiglia

Intorno ai sei mesi di vita il bambino è pronto per autosvezzarsi: sedersi a tavola con i genitori e cominciare ad assaggiare il cibo dei “grandi”. Sull’autosvezzamento, però, esistono diversi miti da sfatare

Lucio Piermarini,
pediatra
Gesti che indicano un approccio all'autosvezzamento

Al momento dello svezzamento, i bambini posseggono un’istintiva capacità di adattare la dieta alle proprie individuali necessità. Basta seguire pochi semplici passi per favorire questo processo e introdurre un’alimentazione varia, sana e corretta

Mariarosaria Di Feola,
nutrizionista

La familiarità è il fattore più importante nel delineare le scelte alimentari che accompagneranno il bambino anche da adulto. È per questo che lo svezzamento va considerato come un momento importante: è lì che si incontrano la predisposizione al gusto del piccolo e la cultura culinaria dei “grandi”

Lucio Piermarini,
pediatra
Bambino che mangia una fragola nel processo di autosvezzamento

Intorno ai 6-7 mesi di vita l’apparato digerente del bambino è sufficientemente maturo per digerire i normali alimenti preparati in casa. Sarà bene assecondare i suoi segnali di interesse nei confronti del pasto dei grandi, offrendogli piccoli assaggi di ciò che si sta mangiando