Oggi facciamo una scultura!

Bastano uno specchio e della carta di alluminio per conoscere ed esplorare in modo semplice e divertente le forme del corpo e l’arte della scultura

Tiziana Cherubin, grafica e atelierista
Bambino lavora con attrezzi sul tavolo

Ingredienti

  • Uno specchio a figura intera
  • Immagini delle sculture di Alberto Giacometti
  • Carta dʼalluminio
  • Filo di metallo modellabile
  • Un basamento a scelta

In questi giorni, il tempo a disposizione da dedicare ad attività creative non manca di certo… e allora perché non fare insieme ai bambini delle bellissime sculture, ispirandosi all’attività di un celebre scultore? Si comincia guardandosi allo specchio! 

Specchio, specchio…

Per i piccoli, mettersi di fronte a uno specchio a figura intera può rappresentare un gioco molto interessante e divertente: si possono studiare le articolazioni e le tante posizioni che sono in grado di assumere, statiche o dinamiche, bloccandosi come in un fermo immagine per interpretare delle semplici azioni quotidiane: camminare, lanciare, aspettare, correre, fermarsi…

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Dopo che i bambini avranno preso confidenza con il proprio corpo e le sue capacità espressive, potete mostrare loro le opere dell’artista svizzero Alberto Giacometti, conosciuto in tutto il mondo per le sue sculture filiformi, e stimolare la loro fantasia proponendo di dare a ognuna un titolo, oppure chiedendo di “interpretare” nuove statue espressive a partire dalla posizione della figura rappresentata nella scultura, facendo osservare come, cambiando la posizione, cambia anche il senso. 

Anche la stagnola può essere espressiva

Partendo dalle sculture di Giacometti, il linguaggio a disposizione sarà fatto di linee, proporzione degli spazi, tensione della forma. I bambini hanno una naturale familiarità con la stilizzazione e saranno quindi a proprio agio nel rappresentare la figura umana con le forme assottigliate tipiche dell’artista. Cominciare da piccoli pezzi di stagnola aiuta a prendere confidenza col materiale; delle figure non troppo alte non avranno problemi a reggersi anche senza un sostegno. Si potrà partire da un unico foglio di carta stagnola rettangolare, da cui ricavare due fasce per le gambe e altre tre per la testa e le braccia. Non resta che modellare poi la forma ispirandosi all’artista ma interpretando a piacere posa e significato.

Dallo scheletro alla forma

Si può anche realizzare un’opera più strutturata, di dimensioni più ampie. Infatti, così come Giacometti aggiungeva materiale allo scheletro di metallo alla base della sua scultura, lo stesso possono fare i bambini con la stagnola e un supporto stabile. A questo scopo, sarà utile partire da un disegno, per avere un’idea chiara di quel che si vuole realizzare: sono sufficienti degli schizzi con poche linee per tracciare la struttura dell’opera (possibilmente da più angolazioni). A partire da questo bozzetto, si procede creando l’ossatura della scultura, ovvero una sorta di “armatura” fatta di filo di metallo morbido (da modellare con le mani o con una pinza a becco per ottenere una forma più precisa), da fissare poi su un piedistallo. Questo basamento non ha solo uno scopo funzionale ma può diventare parte dell’opera, delimitando lo spazio e creando l’ambiente in cui la figura si muove: può essere un semplice cartoncino nero oppure un parallelepipedo di legno o di polistirolo (magari recuperato da imballaggi), eventualmente ricoperto di stagnola.

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L’armatura può inoltre essere irrobustita con dello scotch di carta, e il tutto sarà poi rivestito con lunghe strisce di stagnola attorcigliate intorno alla forma (lisce per un effetto lucido, stropicciate per una superficie ruvida vicina allo stile dell’artista). Con o senza armatura, in ogni caso le sculture in stagnola sono un modo semplice e immediato per far esplorare ai bambini la dimensione spaziale di un’opera. L’arte sperimentata in prima persona diventa così parte del loro vissuto: sapranno facilmente dialogare con essa e avranno un canale in più per esprimersi.

Ecco come

  • Pensare il soggetto
  • Disegnare il bozzetto
  • Sagomare l’armatura
  • Fissare l’armatura al piedistallo
  • Modellare la figura con vari strati di stagnola
  • Dare un titolo alla propria scultura
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Articolo pubblicato il 24/03/2020 e aggiornato il 30/03/2020
Immagine in apertura EvgeniiAnd / iStock

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