Letture per tutti, nessuno escluso | UPPA.it

Letture per tutti, nessuno escluso

Attraverso i simboli, e non solo con le parole, il libro diventa uno strumento nuovo e pionieristico

Anna Rita Marchetti,
libraia
e Enza Crivelli,
pedagogista clinica
Letture per tutti, nessuno escluso

Potrebbe, e forse dovrebbe, essere il nuovo comandamento del terzo millennio: letture per tutti, nessuno escluso. Gli studi e le ricerche lo hanno scritto e lo hanno ribadito in ogni modo: leggere fa bene, sin da piccoli, e comporta effetti positivi sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista psicologico. La lettura è necessaria però anche a quelle persone che per qualche ragione faticano a farlo, che presentano difficoltà con la scrittura per vari e diversificati motivi.

Storie raccontate… con simboli

A loro ha pensato la casa editrice uovonero, uscita per prima in Italia con la collana “Pesci parlanti”, che ha trasformato il testo delle fiabe della tradizione europea in storie illustrate con simboli. Dal 2016, poi, si affaccia con un progetto pionieristico, “I libri di Camilla”, dove il nome proprio sta per “Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili”, il cui scopo è quello di usare simboli al posto delle parole, partendo da testi già scritti e semplificandoli per arrivare proprio a tutti.

Molte le case editrici che hanno prestato al capofila del progetto uovonero i loro best seller per trasformarli in albi illustrati con simboli WLS (Widgit Literacy Symbols), linguaggio elaborato in Gran Bretagna per scrivere testi accessibili anche agli stranieri, per apprendere rapidamente il contenuto, o per un bambino molto piccolo che non conosce ancora l’alfabeto.

Perché i simboli al posto delle parole?

Riceviamo il contributo di Enza Crivelli, pedagogista clinica, responsabile per l’autismo del Polo di Neuropsichiatria “Il Tubero” dell’Anffas di Crema, editrice e responsabile scientifica uovonero, che pubblichiamo con piacere.

Qual è il senso di usare simboli insieme alle parole per raccontare storie? In moltissimi casi della vita quotidiana, tutti noi siamo lettori logografici: se mi trovo all’aeroporto di Tokyo e ho l’urgenza di andare in bagno, per esempio, sono ben felice di seguire il noto simbolo con le sagome stilizzate dell’uomo e della donna perché difficilmente riuscirei a orientarmi, in un tempo fisiologicamente utile per andare al bagno, tra una selva di ideogrammi kanji.
Esistono numerose persone che hanno una mente su cui «gira un sistema operativo diverso», per usare l’espressione di Ted, il giovane protagonista de Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd, e che si trovano in queste medesime condizioni anche di fronte a un testo scritto nella propria lingua. Per questi lettori il testo verbale significa poco o niente, ma grazie al supporto dei simboli grafici della comunicazione aumentativa e alternativa, la comprensione diventa più agevole e di conseguenza la lettura possibile e, sicuramente, più piacevole.
La collezione di simboli PCS (Picture Communication Symbols), che uovonero utilizza per raccontare le fiabe della tradizione europea, è un insieme di simboli tra i più noti e utilizzati a livello internazionale: è costituita da logogrammi molto intuitivi, il cui significato traspare in modo piuttosto evidente, ed è particolarmente adatta a testi semplici, sui quali si è già effettuata un’operazione redazionale di semplificazione sintattica e lessicale.

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Nel caso dei “Libri di Camilla”, invece, dove abbiamo a che fare con testi preesistenti, che non sono nati pensando alla facilità di lettura, si è optato per i simboli WLS (Widgit Literacy Symbols), più flessibili e raffinati, e che si prestano bene per rinforzare testi più elaborati.
Uno dei risultati più interessanti della pubblicazione di questi libri è che si sono realmente dimostrati, come era nelle nostre intenzioni, libri speciali per tutti i bambini, indipendentemente dalla presenza o meno di difficoltà di lettura. Lo stesso libro può essere condiviso da bambini che ancora non sanno leggere, da quelli che ne sono già capaci, da bambini con difficoltà, da bambini di origine straniera, dai loro genitori, dagli insegnanti.
Si tratta di veri e propri strumenti di inclusione, non a caso rappresentata dalla “i” al centro del nome Camilla, vera chiave di volta dell’intero progetto.
A tutt’oggi, le decine di migliaia di copie complessivamente vendute dei nostri libri in simboli, oltre a soddisfare un crescente bisogno, stanno facendo da stimolo ad altri editori, che in misura sempre maggiore si affacciano su questo nuovo mercato.
L’auspicio è quello che l’esperienza pionieristica e innovatrice di uovonero possa permettere di vedere in un futuro prossimo l’approdo in libreria di molteplici varianti di libri con testo in simboli, in grado di soddisfare i diversi stili cognitivi dei piccoli lettori e di portare una ventata di aria nuova in un panorama un po’ stagnante e spesso troppo “medicalizzato”, come quello dei libri in simboli.

Link utile:
https://ilibridicamilla.wordpress.com/

Immagine per l'autore: Anna Rita Marchetti

Anna Rita Marchetti, giornalista pubblicista, ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di sociologia dell’Università Sapienza di Roma, il Centre national de la recherche scientifique di Parigi e l’AGCOM. Libraia specializzata nell’editoria per l’infanzia, lettrice professionista e coordinatrice didattica di laboratori d’arte ed espressivi. Attualmente ricopre il ruolo di redattrice presso la redazione di UPPA.

Pubblicato il 28.06.2017 e aggiornato il 17.02.2018