Qui abita un bambino: come favorire l'autonomia in casa | UPPA.it

Qui abita un bambino

La pedagogista Annalisa Perino esplora gli ambienti domestici secondo gli insegnamenti di Maria Montessori. Soluzioni pratiche per organizzare spazi e materiali che rispettino i bisogni di tutta la famiglia

Qui abita un bambino

È uscito da pochi giorni il nuovo manuale edito da UPPA, a firma di Annalisa Perino e con le illustrazioni di Elisa Zambelli. Abbiamo incontrato l’autrice per capire meglio di cosa parli questo libro dedicato ai genitori.

Da dove nasce l’idea di questo libro?

Qui abita un bambino nasce dal desiderio di offrire uno spazio di riflessione sulla propria casa, intesa come riparo e nido dal freddo, dalle preoccupazioni e dalle difficoltà, in modo da individuare strategie per favorire il benessere di tutti, grandi e piccini. Nel libro, i genitori, così come i nonni, possono trovare parti più riflessive sulla crescita del bambino, e pagine operative con suggerimenti di attività e allestimenti degli spazi.

Qual è la zona della casa assolutamente da rivedere quando arriva un bambino?

La casa dev’essere accogliente e a misura di famiglia: ognuno deve potersi sentire sereno e sicuro. Di conseguenza gli ambienti di casa pensati solo a favore dei piccoli, o solo a favore dei grandi, non sono funzionali. Solo i nostri bambini potranno guidarci in questo percorso e noi genitori dovremmo farci abili e attenti osservatori dei loro bisogni che cambiano con la crescita. Un giorno vorranno appendere la giacca come il papà, ma il gancio sarà troppo in alto. Ecco allora l’occasione per mettere un porta abiti alla sua altezza, non prima e non dopo, ma quando ce lo chiede. Piccoli accorgimenti, che lentamente disegnano una nuova casa e che nel libro cerchiamo di immaginare.

Parlaci dell’interazione tra spazi domestici e scolastici

La scuola, come la casa, dovrebbe dar modo al bambino di essere autonomo e protagonista libero e responsabile. Maria Montessori chiamò le sue prime scuole “case dei bambini” perché dovevano essere un ambiente costruito, come un abito a misura di bambino. Bambini padroni (e responsabili) di casa, e adulti di supporto e di aiuto. A casa il bambino può e dovrebbe applicare tutto ciò che ha sperimentato a scuola, in quel contesto che Maria Montessori chiamava “palestra della vita”. «A scuola grattugio il pane per gli uccellini, per divenire abile nell’uso di uno strumento, a casa grattugio il parmigiano per tutti. A scuola mi sto allenando sulla scrittura, a casa sono l’addetto alla stesura della lista della spesa».

In base alla tua esperienza di formatrice montessoriana quale pensi sia l’attività che diverte di più il bambino fino a 3 anni?

Il bambino sotto i 3 anni è un esploratore instancabile che sperimenta per capire: percuote, infila, tira, lancia, impila, taglia, spreme. Scopre il suo immenso potere di azione sul mondo circostante e ne è felicissimo. Una volta messo in sicurezza dai pericoli attraverso le regole e l’adattamento dell’ambiente, va ammirato nella sua libera attività.

Esplorare gli ambienti domestici secondo gli insegnamenti di Maria Montessori

Nel libro parli anche del valore dell’ordine. I disordinati dovrebbero rinunciare alla lettura?

Spesso si attribuisce al termine “ordine” una connotazione incompleta. Un genitore ordinato riordina le scarpe nella scarpiera, certo, ma non solo. Sa dosare le parole per non sovrastimolare, organizza l’ambiente perché sia funzionale, non è imprevedibile emotivamente e non cambia le regole del gioco ogni giorno. Ordine è equilibrio e misura, ed è affidabilità per il bambino. La routine della giornata, le regole chiare e poche, i materiali sempre allo stesso posto rasserenano il bambino soprattutto nei primi anni di vita.

Un “bambino lavora per lavorare”. Quindi deve sempre fare qualcosa, mai “mani in mano”?

«Per decidere cosa fare devo pur riflettere!». Anche i bambini ne hanno diritto e dovrebbero essere educati alla riflessione. Solitamente il bambino è vulcanico, sempre in movimento e pieno di energia. Ma a volte si ferma. Concediamoglielo, riposando con lui. Usando la pausa, come tempo di ricerca di nuovi interrogativi, di analisi sull’accaduto e sul proprio sentire. L’esempio di mamma e papà è l’insegnamento più efficace.

Tempi contemporanei sempre più ristretti, case piccole, città non a misura d’uomo. Come conciliare tutto ciò nelle attività di tutti i giorni in casa?

Quando ci è possibile, bisognerebbe far dettare il passo al bambino. Non sempre lo è, è vero, ma a volte sì. E sono quelle occasioni a fare la differenza. È difficile essere quotidianamente e costantemente sintonizzati sul tempo e sullo spazio ideale per i piccoli, ma se quando possiamo farlo, lo facciamo, il bambino lo percepisce e ci sarà riconoscente, comprendendo maggiormente che quando non si può, proprio non si può!

La casa simbolo nel libro è posizionata in Viale dei Ciliegi come il mitico luogo dove arrivò Mary Poppins. Basta davvero solo un poco di zucchero….?

Si, tutti i genitori sono potenzialmente perfetti sono ogni punto di vista. Basta un poco di pazienza e di fiducia in più, in sé stessi e nei bambini, che sono bravissimi a indicarci la strada da seguire. Se li osserviamo e li ascoltiamo in modo autentico, basterà solo un po’ di amore.

Il libro è disponibile sulla nostra edicola digitale al prezzo di 25 Euro. La spedizione è inclusa nel prezzo e impiega due giorni lavorativi.

Qui abita un bambino
Annalisa Perino
Editore: UPPA, 2018 - 208 pagine
Immagine per l'autore: Anna Rita Marchetti

Anna Rita Marchetti, giornalista pubblicista, ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di sociologia dell’Università Sapienza di Roma, il Centre national de la recherche scientifique di Parigi e l’AGCOM. Libraia specializzata nell’editoria per l’infanzia, lettrice professionista e coordinatrice didattica di laboratori d’arte ed espressivi. Attualmente ricopre il ruolo di redattrice presso la redazione di UPPA.

Pubblicato il 28.06.2018 e aggiornato il 09.07.2018