Dolori della crescita: come riconoscerli e gestirli

È un disturbo innocuo che interessa il 10-20% dei bambini, con una prevalenza nei maschi. La sua descrizione risale già ai primi decenni del XX secolo, quando erroneamente si credeva che dipendesse dalla maggiore velocità di crescita ossea rispetto a quella tendinea

Barbara Hugonin , genetista pediatrica
bambino al letto sofferente per dolori della crescita

I dolori della crescita sono dolori o indolenzimenti muscolo-scheletrici, generalmente notturni, che si manifestano in età infantile e solitamente si risolvono con la pubertà.  Le cause, come approfondiremo più avanti, possono essere sia fisiche sia emotive. 

Per una corretta diagnosi, prima di effettuare qualsiasi esame è fondamentale porre ai genitori alcune domande (che vedremo in seguito), al fine di escludere qualsiasi altro disturbo legato al dolore.
Vediamo di seguito come si riconoscono i dolori della crescita, cosa fare se si verificano e quali sono le loro caratteristiche.

Cosa sono i dolori della crescita e quando si verificano 

I dolori della crescita sono disturbi innocui molto comuni, che interessano il 10-20% dei bambini (soprattutto i maschi).
La loro descrizione risale già ai primi decenni del secolo scorso, quando erroneamente si credeva che dipendessero dalla maggiore velocità di crescita ossea rispetto a quella tendinea durante l’età dello sviluppo, cioè tra gli 11 e i 16 anni (in realtà negli anni si è osservata una maggiore incidenza dei dolori nell’età evolutiva, ossia tra i 3 e i 9 anni). 

Oggi sappiamo che l’età in cui si manifestano i dolori della crescita è tra i 3 e i 12 anni e che questi dolori sono decisamente meno frequenti dopo i 12 anni e nella tarda adolescenza.

Ma quali sono esattamente i dolori della crescita? Vanno da un leggero indolenzimento a un vero e proprio dolore ricorrente agli arti, soprattutto inferiori.
Per riconoscere i dolori della crescita è fondamentale definire il momento in cui questi si manifestano. Compaiono infatti soprattutto nelle ore serali e notturne, talvolta causando frequenti risvegli nel bambino (ecco perché vengono chiamati anche “dolori ricorrenti notturni”).

Come riconoscere i dolori della crescita? I sintomi

I dolori della crescita si verificano, come detto, quasi sempre agli arti inferiori, attraverso i seguenti sintomi:

  • senso di indolenzimento; 
  • fastidio muscolare; 
  • dolore intermittente;
  • manifestazioni simili a crampi. 

I dolori si presentano sempre su entrambi i lati e non sono mai accompagnati da rigidità, gonfiore o febbre. Ad essere interessate sono soprattutto le gambe, in particolare: cosce, polpacci, tibie, caviglie, parte posteriore delle ginocchia.
Raramente sono invece interessate le braccia, coinvolte perlopiù quando sono presenti problemi posturali, ginocchio valgo o piede piatto, con un’influenza su tutto l’assetto muscolo scheletrico. 

Cause e trattamento dei dolori della crescita 

Non vi è una vera e unica causa all’origine dei dolori della crescita, sebbene nel tempo si sia osservata una certa ricorrenza familiare. I bambini molto attivi – per natura o perché fanno molta attività fisica o sport impegnativi – sono più predisposti. 

Sull’insorgere di questo tipo di disturbo influiscono molti fattori, sia di tipo emotivo sia fisico, così come abitudini e stili di vita. In particolare:

  • periodi di stress emotivo (scuola, competizioni, disagio);
  • scarsa tolleranza all’esercizio fisico (per motivi fisiologici o da approfondire);
  • una bassa soglia del dolore;
  • problemi posturali;
  • piedi piatti;
  • ginocchio valgo;
  • eccessivo sforzo muscolare senza preparazione (poco stretching e riscaldamento muscolare).

I dolori della crescita, pur essendo comuni e innocui, non devono essere liquidati dai genitori come irrilevanti, perché possono disturbare il bambino. La diagnosi va affidata al pediatra, che potrà raccogliere tutte le informazioni necessarie per decidere se approfondire per prudenza con alcuni esami.

In particolare, si possono escludere i dolori di crescita, per cui potrebbe rendersi necessario qualche accertamento, in caso di

  • dolore persistente da una sola parte del corpo;
  • rigidità;
  • articolazioni gonfie;
  • febbre e arrossamento;
  • nausea;
  • debolezza muscolare;
  • difficoltà a camminare;
  • lassità articolare, ossia una maggiore mobilità delle articolazioni (si verifica poiché il tessuto dei legamenti non è completamente maturo ed è senza tono).

Come si diagnosticano

Per formulare una corretta diagnosi di dolori della crescita il pediatra porrà al bambino o ai genitori sei domande, con lo scopo di escludere altri disturbi:

  1. Quando compaiono i dolori? Nel caso dei dolori di crescita si presentano nelle ore serali e notturne, ma scompaiono al mattino. Non si presentano mai durante il giorno.
  2. Quanto sono frequenti? Se sono dolori di crescita, si manifestano in maniera intermittente e differente, con episodi che si ripetono anche in maniera non sempre ravvicinata (ad esempio, più volte nel corso della notte oppure una volta sola) e non tutti i giorni, bensì ogni due-tre. Possono scomparire anche per un paio di settimane o per mesi prima di ripresentarsi. 
  3. Quanto durano? Non più di 20-30 minuti per volta, non sono dolori fissi e continui. 
  4. I dolori si accompagnano a gonfiore, arrossamento, febbre? Sono su entrambi i lati o da una parte sola? I dolori della crescita non sono accompagnati da arrossamento, gonfiore, febbre (questi sintomi indicano un problema di natura reumatica-infiammatoria e dunque la necessità di un approfondimento). Inoltre non sono mai da una sola parte.
  5. Come si sveglia il piccolo al mattino? I dolori della crescita scompaiono al risveglio, senza lasciare indolenzimento o difficoltà di deambulazione (la ricorrenza nelle ore notturne, però, se si protrae, può influire sulla qualità del sonno e sullo stato emotivo del bambino di giornoe).
  6. Cosa si fa per farli passare? Sono efficaci i massaggi dove il bambino ha male, così come gli impacchi e i bagni caldi prima di andare a dormire, le tecniche di rilassamento, la ginnastica posturale, lo stretching prima di praticare esercizio fisico. Se queste pratiche si rivelano inutili, il pediatra potrà prescrivere paracetamolo o antiinfiammatori (tipo FANS), ma solo per periodi brevi.
    Quando la ricorrenza del dolore influenza la qualità di vita del bambino, a causa di un cattivo sonno, difficoltà di concentrazione nelle ore diurne e ricadute generali, si rivela molto efficace un supporto psicologico per gestire la situazione anche a livello emotivo.
Bibliografia
Articolo pubblicato il 28/04/2022
Immagine in apertura LeManna / iStock

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