Letti Montessori per l’autonomia del bambino

I principi del metodo di Maria Montessori valgono anche per il sonno e di conseguenza anche il lettino deve rispondere ad alcune caratteristiche che permetteranno al bambino o alla bambina di muoversi in piena autonomia

Immagine per l'autore: Annalisa Perino
Annalisa Perino , pedagogista montessoriana

«Quale letto scegliere per il bambino?», «Un lettino montessoriano sarà la scelta giusta o è ancora troppo piccola per questa soluzione?» La scelta del letto in cui dormirà il bambino o la bambina dopo la nascita è una questione che genera importanti interrogativi per i genitori già durante il tempo della gestazione. 

Molti genitori, dopo essersi iniziati a informare, si domandano quale sia la scelta migliore per la cameretta del piccolo o della piccola e da che età inserire un letto montessoriano in questo ambiente. Maria Montessori, promotrice, attraverso la sua filosofia educativa, dell’indipendenza e dell’autonomia dei bambini, chiede agli adulti di organizzare sin da subito un ambiente di vita che consenta al piccolo di scegliere, muoversi e agire in libertà e in massima sicurezza e di rispondere ai suoi bisogni di vicinanza e poi di autonomia. 

I principi del metodo di Maria Montessori valgono anche per il sonno e di conseguenza anche il lettino deve rispondere ad alcune caratteristiche che permetteranno al bambino o alla bambina di muoversi in piena autonomia. Ma da che età proporre il letto montessoriano? Quali sono i benefici per il piccolo o la piccola di questa soluzione? Andiamo a scoprirlo insieme! 

Da quando proporre un letto Montessori?

Iniziamo dicendo che non esiste un’età giusta per far dormire il piccolo da solo o per proporre un lettino Montessori: ogni bambino ha bisogni specifici e occorre riconoscerli per poter rispondere con puntualità ed esattezza.

All’inizio della vita il desiderio di tenere vicino il proprio bambino durante la nanna è, solitamente, un istinto naturale provato da molti genitori (anche i bambini hanno il desiderio di dormire vicino ai loro genitori) e non esiste un’unica modalità per rispondere a tale esigenza. Alcune famiglie optano per un lettino o una culla nella stessa stanza dei genitori, altre a un lettino che faccia da prolungamento del lettone, altre ancora preferiscono il co-sleeping. Non esiste una soluzione migliore in assoluto, ciò che va perseguito è il benessere dell’intero nucleo familiare: sarà giusto ciò che farà sentire sereni i piccoli e anche i grandi.

A un certo punto del loro sviluppo (che può essere tra i 6 mesi, un anno, 2 anni o anche oltre) i bambini cominceranno a desiderare indipendenza, uno spazio proprio (ne abbiamo parlato anche in questo articolo di approfondimento), ma dato che non hanno ancora la capacità di esplicitare a parole tale bisogno, sarà bene che i genitori accolgano il loro messaggio proponendo un letto indipendente (anche nella stessa stanza).
A tal proposito, sarà bene procedere per tentativi, avanzando in modo graduale, dolce e comprensivo, senza forzare i tempi ma neanche posticipando la conquista di indipendenza se questo è ciò che il bambino reclama.

Una buona pratica è quella di far sì che il bambino abbia a disposizione e possa riconoscere il proprio letto sin dai primi mesi, anche se non vi trascorre l’intera notte, così da incentivare il processo di indipendenza (potrebbe sfruttarlo inizialmente solo per i riposi diurni o delle prime ore della sera).
Lo spazio del bambino può essere organizzato già prima della nascita del piccolo e la cameretta arredata con il lettino. Nei primi mesi il piccolo o la piccola vivrà il lettino come uno spazio per il cambio, le coccole o i sonnellini durante il giorno. Gradualmente il suo utilizzo sarà sempre più ricercato dal bambino e più specifico, ovvero per il sonno. 

Se i genitori e i bambini guarderanno al lettino, montessoriano e non, sin da subito come il luogo del riposo, sarà più semplice per entrambe le parti prenderci confidenza: il genitore costruirà routine di addormentamento a partire dal lettino e il piccolo riconoscerà in tale spazio il suo luogo “privato per fare la nanna”.
Tale approccio è importante pensarlo e attuarlo indipendentemente da quanto tempo il bimbo trascorra effettivamente nel suo letto a dormire da solo, fossero anche solo un paio d’ore per notte, questo tempo rappresenterà il primo passo verso il sonno autonomo

Quali sono i vantaggi di un letto Montessori?

Perché scegliere un lettino Montessori? Prima di tutto perché i letti Montessori favoriscono l’autonomia del bambino, essendo rialzati da terra di pochi centimetri garantiranno al piccolo: 

  • massima libertà di movimento per quanto riguarda la salita e la discesa; 
  • possibilità di vedere cosa accade in tutta la stanza in cui si trova, non essendo presenti sbarre; 
  • possibilità di andare da solo e in serenità dai genitori, senza dover per forza ricorrere al pianto per richiamare la loro attenzione.

L’addormentamento inoltre sarà più semplice e permetterà al genitore di stare a fianco al bambino, consentendo in questo modo un contatto più importante rispetto a quello che ci sarebbe se il letto possedesse le sbarre.
Inoltre scegliendo i lettini montessoriani, nel momento in cui il bambino, intorno ai 30 mesi, collaborerà con gioia nella cura del suo ambiente di vita, sarà molto più semplice coinvolgerlo nell’attività del rifare il letto al mattino dopo il risveglio, educandolo così alla responsabilità, alla cura e all’autonomia.

Letto Montessori fai da te

Letto Montessori fai da te: progetto e misure

Misure del letto Montessori

Con l’aiuto di un falegname sarà semplice anche costruire un letto Montessori fai da te. L’importante è rispettare i seguenti canoni:

  • legno di qualità;
  • assenza di colle, chiodi e viti, per garantire sicurezza;
  • ampie dimensioni per favorire il movimento notturno;
  • un lato lungo scanalato per facilitare al bambino il passaggio da terra al letto (e viceversa) anche quando ancora non è in grado di gattonare;
  • angoli stondati.

Un materasso naturale antiallergico potrà arricchire l’angolo del riposo.

Emmi Pikler, pediatra ungherese che ha investito il suo lavoro sulla custodia dell’autonomia di movimento dei più piccoli, fornisce le sue indicazioni circa le misure che un lettino di tale fattura potrebbe avere, ovvero circa 90×60 cm, già dopo i primi mesi di vita; ovviamente sino a quando non sarà necessario un spazio più ampio per il riposo.

Immagine per l'autore: Annalisa Perino
Annalisa Perino

formatrice, pedagogista e autrice, progetta e coordina servizi per la prima infanzia e svolge corsi di formazione per insegnanti e genitori sulla pedagogia montessoriana. Autrice del libro Qui abita un bambino edito da Uppa Edizioni, cura la rubrica "Tra il dire e il fare" su Uppa.

Articolo pubblicato il 24/06/2013 e aggiornato il 11/08/2022
Immagine in apertura Liudmila Chernetska / iStock

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