L’avventura dello sviluppo a 9 mesi

Intorno ai 9 mesi il bambino utilizza i segnali dell’adulto per le proprie decisioni e il genitore si trova ad affrontare ulteriori sfide per adattarsi alle sue nuove capacità motorie e cognitive

Gruppo formatori Centro Touchpoints Brazelton
Bambina durante la fase di sviluppo dei 9 mesi

Le competenze del vostro bambino emerse intorno ai 7 mesi sono ora a pieno regime: a 9 mesi non si limita a pensare di spostarsi per raggiungere gli oggetti intorno a sé, ma sente una grande spinta a muoversi e inizia a esplorare l’ambiente circostante. Con un bambino in continuo movimento, portare avanti le normali attività quotidiane è una sfida per voi genitori. Le nuove conquiste motorie assorbono gran parte delle sue energie e il piccolo potrà mostrare dei temporanei passi indietro nelle abitudini già acquisite relative al sonno e all’alimentazione.

Verso i primi passi e le prime parole

In questa fase, i bambini perlopiù riescono a spostarsi strisciando o gattonando, con stili diversi e personali, passano da una posizione all’altra, arrivano in molti posti che prima non riuscivano a raggiungere e possono anche alzarsi in piedi, seppur con difficoltà nel mantenere l’equilibrio. Utilizzano ogni possibile appoggio per aggrapparsi e tirarsi su e protesteranno con forza se cercate di impedirglielo. Trasferiscono gli oggetti da una mano all’altra, afferrandoli a pinza tra indice e pollice e li esplorano – non più con la bocca –, incuriositi dalle loro proprietà (si infilano l’uno nell’altro, scompaiono alla vista se vengono coperti…).

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In questo periodo affiora anche il concetto di causalità: il bambino che spinge una macchinina e poi la segue, potrà afferrarla e girarla per esaminarne le ruote e scoprire come fa a spostarsi. Il bambino ora capisce alcune parole e si gira a guardare ciò che nominate anche quando non lo indicate; la sua lallazione («ba-ba», «da-da») è sempre più ricca ed espressiva, accompagnata dalle prime imitazioni di gesti (“batti-mani” e per alcuni anche “ciao ciao”). I più precoci iniziano a indicare per richiedere un oggetto, altri lo fanno solo stendendo il braccio oppure orientandosi verso di esso e vocalizzando o urlando; in ogni caso riescono a far capire la propria volontà.

Nuove abitudini notturne

Stare in piedi e spostarsi diventa l’obiettivo principale dell’intera giornata e di notte il subconscio di un bambino di 9 mesi lo spingerà a ripetere le azioni durante il sonno leggero, disturbando probabilmente il suo riposo e il vostro! Già da quando viene messo a letto si alza in piedi non appena voi lasciate la stanza. Le routine e abitudini del sonno acquisite possono essere messe in crisi. Sapere che quel comportamento notturno è collegato all’eccitazione causata dalle nuove capacità acquisite, che è fisiologico e ha una durata limitata nel tempo, vi potrà essere d’aiuto nel gestirlo e nel trovare modi e tempi adeguati per tornare alle abitudini perse. Il vostro obiettivo è di aiutare il bambino a sentire che può riacquistare il controllo nel separarsi da voi (addormentarsi) e che può riuscire a farlo anche dopo i normali risvegli notturni (riaddormentarsi), sia che dorma nel suo lettino, sia che lo faccia con voi.

Questo percorso richiederà molta energia da parte vostra, ma ve ne farà anche risparmiare altrettanta in futuro, poiché i successivi salti in avanti dello sviluppo potranno dar luogo a nuovi cambiamenti nell’imparare ad andare a dormire e più voi vi mostrerete coerenti e determinati, più per lui sarà semplice trovare nuovi schemi comportamentali per addormentarsi in autonomia.

Regole e limiti

Ora che il suo raggio di azione si è ampliato, vi troverete a pronunciare i primi “no”. Le questioni più importanti – come non avvicinarsi ai fornelli – sono apprese meglio se non vengono sminuite da tante altre limitazioni di minore importanza. Dunque è preferibile ridurre le situazioni di conflitto apportando delle modifiche all’ambiente, spostando degli oggetti e bloccando con barriere l’accesso a spazi e stanze non adeguati all’esplorazione. Ma quando iniziare più esplicitamente con le regole? Il bambino che per la prima volta si avvicina gattonando alla TV o al termosifone, si guarda attorno per condividere con voi il suo comportamento e capire cosa ne pensate, dimostra il bisogno del vostro aiuto per avere dei limiti e per imparare a fermarsi.

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L’ora dei pasti non è esente dalla “tirannia” delle nuove prodezze motorie e anche in questo caso la strategia migliore non è lottare contro il suo comportamento. Potrete tenere impegnate le dita e la curiosità del bambino aiutandolo a mangiare da solo più cose possibili, lasciando alla sua portata qualche pezzetto morbido e dedicandovi poi ad altro: lui ama fare le sue scelte e mangiare in autonomia. Quando invece usate un cucchiaio per imboccarlo offritegliene uno morbido con cui possa giocare e, piano piano, imitarvi: vorrà essere attivo dando da mangiare anche a voi! È importante generalmente non dargli da mangiare tra un pasto e l’altro, così che, aspettando fino all’orario successivo, impari il ritmo dei pasti e mangi quanto gli serve.

I segnali degli adulti

L’acquisita capacità nel muoversi porta con sé la necessità di conoscere i possibili pericoli e il bambino apprende questa competenza all’interno della relazione con i suoi genitori. Un bambino di questa età nel prendere decisioni “fa riferimento” ai suggerimenti che gli arrivano dai gesti e dalle espressioni del viso e della voce dei genitori: inizia a capire il significato di approvazione o disapprovazione contenuto nei segnali degli adulti che si occupano di lui e lo utilizza per decidere cosa fare. I bambini sono felici ed eccitati quando acquisiscono una nuova capacità e hanno bisogno del vostro esempio e della vostra guida per poterla usare al meglio ed esercitare su di essa il controllo sempre più in autonomia.

La capacità di prevedere

La percezione della permanenza degli oggetti si estende ora anche alle persone: «Mamma e papà esistono ancora anche se vanno in un’altra stanza». Il gioco del nascondino e gli altri giochi ripetitivi sono il modo in cui il bambino comincia a sviluppare la capacità di aspettarsi che qualcosa accada. Il bambino è alla continua esplorazione di oggetti, ambienti e persone, attraverso le sue nuove capacità cognitive. Il non conosciuto, i comportamenti che non può prevedere e controllare lo mettono in difficoltà, ad esempio di fronte agli estranei. Se l’estraneo non lo guarda subito negli occhi ma gli dà il tempo di adattarsi alla nuova situazione, lui potrà avere dal vostro sguardo e dal vostro comportamento quel sostegno utile per affrontare questa esperienza. Nei prossimi mesi (ne parliamo in questo articolo) i momenti di separazione potranno generare emozioni difficili da gestire per il vostro bambino e anche per voi, e dovrete cercare delle strategie per affrontare queste fasi di transizione. La sua voglia di sperimentare in autonomia crescerà sia rispetto all’esplorazione dello spazio, sia rispetto all’alimentazione, e avrà bisogno del vostro supporto per essere accompagnato in questo percorso.

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Articolo pubblicato il 26/05/2020 e aggiornato il 10/07/2020
Immagine in apertura ChristinLola / iStock

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