Aggiunta di latte artificiale: ecco perché andrebbe evitata

Spesso l'aggiunta di latte artificiale viene consigliata più per l'incapacità a fornire un supporto adeguato che per una reale esigenza di madre e bambino

Sergio Conti Nibali,
pediatra e direttore di UPPA
Aggiunta di latte artificiale: ecco perché andrebbe evitata

Scrive una mamma in una lettera alla redazione:

Sono la mamma di Lucio, che è nato 10 giorni fa. In ospedale vedevo che il mio piccolo mangiava circa 15 grammi a poppata e poi si addormentava; poi si svegliava dopo 10 minuti ma dal mio seno non usciva niente. La poppata successiva provavo con il tira latte e riuscivo a tirare soltanto 15 grammi. Il piccolo aveva perso peso, così il giorno prima delle dimissioni hanno iniziato a dargli l’aggiunta supplementare. Il giorno delle dimissioni il pediatra mi ha detto che sicuramente la mia produzione di latte era insufficiente e che secondo lui non era nemmeno il caso di attaccarlo al seno, e sarebbe stato meglio passere direttamente al latte artificiale.

I neonati sani, nati a termine, hanno in genere un’ottima capacità di autoregolarsi nella richiesta di latte, mostrando circa 8-10 volte al giorno dei chiari segnali di fame; cominciano ad aprire la bocca, la lingua fuoriesce, girano la testa a destra e a sinistra; è un riflesso che viene chiamato “di ricerca” perché indica che il bambino è pronto per mangiare e sta cercando il seno della mamma; se la mamma ha sempre accanto il neonato nel reparto maternità allora sarà pronta a portarlo al seno e a soddisfare la sua richiesta di latte materno. Nei primi giorni di vita il neonato prende il colostro; le quantità di colostro sono molto piccole (pochi grammi, come un cucchiaino) nel primo giorno e poi man mano sempre di più, sempre che non si diano limitazioni alla frequenza delle poppate.

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È normale che dopo un po’ dall’inizio della poppata il bambino a quell’età si addormenti per 5-10 minuti, poi si risveglierà e vorrà continuare per completare la poppata che può durare 30, 40, 60 minuti, a seconda dei neonati. Cercare di quantificare la poppata ricorrendo alla doppia pesata è quanto di più difficile (come si fa a misurare l’assunzione di un cucchiaino, ma anche di due o tre) e di più stressante per la mamma. Ci sono altri metodi per valutare se le cose vanno bene; basta osservare come il bambino sia attaccato e posizionato al seno e, soprattutto, verificare che il bambino inghiotta durante la suzione. Molto spesso un’eccessiva perdita di peso è dovuta a una forzata limitazione delle poppate e quindi una non soddisfazione delle richieste del bambino, oppure a una suzione poco efficace che non consente al latte di sgorgare dalla mammella; in questi casi il sostegno di un operatore sanitario esperto è sufficiente per superare queste difficoltà.

L’aggiunta di latte artificiale, quasi sempre, viene consigliata per l’incapacità a fornire un adeguato sostegno. Capita che a volte alle mamme che hanno appena partorito venga detto che ancora il latte non c’è e che si deve aspettare la montata; invece basterebbe insegnare loro come fare la spremitura manuale e ecco che dal seno comincerebbe a uscire, goccia a goccia, il colostro, sulle cui proprietà nutritive e immunologiche sono stati pubblicati fiumi di articoli e del quale ancora probabilmente ancora non conosciamo appieno tutti i benefici, a breve e lungo termine.

È possibile comunque, anche in una situazione come questa, ritornare all’allattamento esclusivo al seno, aumentando le frequenza delle poppate e diminuendo gradualmente la quantità di latte artificiale, magari con l’aiuto di una persona competente.

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Immagine per l'autore: Sergio Conti Nibali

Sergio Conti Nibali, pediatra, è responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri e fondatore dei “No Grazie”. È tutor e valutatore per l’iniziativa “Insieme per l’allattamento” dell’UNICEF. È autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, membro del comitato editoriale di Quaderni ACP e, da luglio 2016, direttore di UPPA magazine.

Pubblicato il 28.05.2015 e aggiornato il 02.08.2018