Bagnetto del neonato: frequenza, durata e consigli

Il bagnetto non riguarda solo la cura dell’igiene del neonato, è anche un momento importante per rafforzare la relazione tra il piccolo e i genitori. Non esiste un decalogo vero e proprio su come svolgerlo, basta seguire alcuni semplici consigli

Immagine per l'autore: Lilia Morabito
Lilia Morabito , pediatra, specializzata nelle malattie endocrine dell’età infantile, è autrice di diverse pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali
mamma fa il bagnetto al neonato

Il bagno del neonato, ovvero del bambino nei primi 30 giorni di vita, non ha solo la funzione di garantire l’igiene del piccolo, ma rappresenta un importante momento di benessere sia per lui sia per i neogenitori. È stato infatti accertato che durante il bagnetto il bambino si rilassa, e i benefici riguardano anche il rapporto con la mamma, che si rafforza, così come l’allattamento. 

Come fare il bagnetto al neonato

Il bagnetto non deve rappresentare uno stress né per il bambino né per il genitore, per questo motivo è importante che venga fatto con calma e cura, in un ambiente e in un momento adeguato della giornata – preferibilmente quando i genitori hanno meno cose o distrazioni a cui pensare.

Non esiste un vero e proprio “decalogo del bagnetto perfetto”, ma è importante osservare una serie di piccoli accorgimenti che possono aumentare il benessere del neonato durante questo momento così intimo e speciale. 

La classica vaschetta per il bagnetto del neonato – in commercio ce ne sono tantissimi tipi, anche installate all’interno dei fasciatoi – non è obbligatoria: il piccolo può essere lavato anche nel lavandino del bagno riempito di acqua tiepida, purché la superficie venga ben pulita in precedenza, oppure in una bacinella di plastica, come quella per il bucato. 

Temperatura dell’acqua e prodotti

La temperatura dell’acqua per il bagnetto deve essere di 37 °C e può essere misurata con termometri appositi oppure facendo semplicemente la “prova del gomito”, come ci hanno insegnato le nostre nonne. Altrettanto importante è la temperatura ambientale, che deve essere intorno ai 25 °C, per evitare brusche escursioni termiche. 

Quando si riempie la vaschetta del bagnetto è sempre bene versare prima l’acqua fredda e poi quella calda al fine di evitare ustioni accidentali. Una volta ottenuta la temperatura giusta, possiamo aggiungere il sapone o l’olio bagno e poi immergere il bambino.  

I prodotti per il bagnetto del neonato non devono contenere profumi o sostanze allergizzanti e devono avere un pH fisiologico per non essere troppo aggressivi. Per lo stesso motivo è meglio utilizzare detergenti oleosi al posto di quelli schiumogeni. I capelli vanno lavati con lo stesso detergente della cute (per i primi giorni non usare shampoo).

Come si esegue il bagnetto del neonato

Durante il bagnetto il neonato va tenuto seduto o semisdraiato, con la testa appoggiata all’avambraccio del genitore, che lo sorregge sotto l’ascella con la propria mano.

Si inizia massaggiando la testa e poi si passa al lavaggio del viso, del corpo e dei genitali.  Nel caso delle bimbe è importante lavare i genitali iniziando dalla zona anteriore e procedendo poi verso il sederino. Questo per evitare la contaminazione dei genitali con le feci, che può causare eventuali infezioni, soprattutto delle vie urinarie. 

Durata del bagnetto

La durata del bagnetto dipende dai genitori e dal piccolo: se il neonato ama stare in acqua il bagnetto può durare anche qualche minuto in più; se invece piange o sembra infastidito è meglio svolgere il tutto in tempi brevi ed evitare così stress ulteriori. I neonati che piangono molto quando entrano in acqua, o già da prima, possono essere avvolti in un asciugamano caldo (wrapping) e immersi così. In questo modo tenderanno a mantenere la stabilità posturo motoria, comportamentale ed emotiva senza piangere. Con delicatezza, sarà poi possibile togliere l’asciugamano e far godere il piccolo del bagnetto.

Quando fare il bagnetto al neonato?

«Quando posso fare il primo bagnetto al neonato?». Il primo bagnetto del neonato può essere fatto anche col cordone ombelicale ancora attaccato, con la sola accortezza di asciugare bene quest’ultimo e di non lasciare il piccolo troppo a lungo in acqua (per una corretta igiene del cordone rimandiamo a questo articolo).

In generale, come abbiamo detto precedentemente, non c’è un momento ideale della giornata per effettuare il bagnetto: quello più indicato è quello che risulta migliore per i genitori e per il bambino, che deve essere sveglio e tranquillo. 

Si può fare anche dopo la poppata? Assolutamente sì, il bagnetto dopo mangiato non comporta alcun pericolo per i neonati.

Anche sulla frequenza del bagnetto c’è molta libertà di scelta: può essere fatto tutti i giorni o due-tre volte la settimana. Se, come detto prima, il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, è meglio diradare la frequenza, detergendolo tutti i giorni in modo adeguato ma evitando o limitando la fase di immersione.

Come asciugare il neonato dopo il bagnetto 

Alla fine del bagnetto il neonato va avvolto in un telo di spugna per l’asciugatura. Mentre si tampona delicatamente la pelle, è bene fare attenzione alle pieghe, che vanno asciugate bene per evitare irritazioni. Per i capelli va utilizzato solo l’asciugamano e non l’asciugacapelli.

Il “dopo bagnetto” può rappresentare un’occasione speciale per i genitori per interagire e rafforzare il legame con il neonato: in questa fase è possibile parlargli e rispondere alle sue vocalizzazioni, cercare il suo sguardo e massaggiarlo. È stato dimostrato che tutti questi accorgimenti aiutano a migliorare lo sviluppo cognitivo, relazionale, fisico ed emotivo del bambino. 

Per il massaggio neonatale possono essere utilizzate delle creme idratanti o degli oli naturali, come l’olio di mandorle dolci. È assolutamente vietato l’utilizzo del talco poiché può essere inalato e non idrata a sufficienza la cute del bimbo; inoltre si accumula nelle pliche cutanee e può provocare spiacevoli irritazioni.

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Lilia Morabito

calabrese, dopo la laurea in Medicina e chirurgia, conseguita presso l’Università di Messina, inizia il proprio percorso di formazione specialistica in Pediatria presso lo stesso Ateneo. Durante gli anni della scuola di specializzazione approfondisce le proprie conoscenze nel settore delle malattie endocrine dell’età infantile frequentando il Centro di Endocrinologia pediatrica del Policlinico Universitario di Messina. È autrice di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Dal 2019 scrive per Uppa.

Bibliografia
  • Steven P. Shelov, Tanya Remer Altmann, Robert E. Hannermann, Caring for Your Baby and Young Child: Birth to Age 5, Bantam, novembre 2009.
  • Grazia Colombo, Valeria Cavicchioli e Valeria Chiandotto, Con ragione e sentimento, Le cure neonatali a sostegno dello sviluppo, Manuale a cura del gruppo di studio sulla Care neonatale della SIN (Società Italiana di Neonatologia), Biomedia, II edizione, 30 settembre 2017.

 

Articolo pubblicato il 27/10/2021 e aggiornato il 03/12/2021
Immagine in apertura YouraPechkin / iStock

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