Da cosa dipende il calo di peso dopo la nascita?

Nei giorni successivi alla nascita è normale che il neonato perda peso, a causa dell’adattamento alle nuove condizioni di vita. Se il calo è eccessivo, la causa potrebbe essere un inizio difficoltoso dell’allattamento, risolvibile con un adeguato sostegno alla madre

Natalia Camarda, pediatra e consulente IBCLC
Misurazione del peso del neonato

«Quanto pesa?»: è questa la prima domanda che solitamente pongono parenti e amici appena il bambino è nato. Ma non tutti sanno che nei primi giorni dopo la nascita si verifica una fisiologica perdita di peso; facciamo chiarezza sulle ragioni per cui accade, su quanto peso è normale perdere, sulle cause di un calo eccessivo, sulle implicazioni per l’allattamento e sul da farsi quando ci si trova in tale situazione.

Perché si perde peso?

Durante i primi giorni di vita la quasi totalità dei neonati perde un po’ di peso. Data l’elevatissima frequenza del fenomeno, si dice che questo calo ponderale è “fisiologico”, cioè normale, condiviso da tutti. Ma a cosa è dovuto?

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Il neonato deve adattarsi a un mondo completamente diverso da quello in cui era vissuto fino a quel momento, passando dall’ambiente liquido intrauterino, in cui le sue necessità erano soddisfatte senza bisogno di richieste, a un mondo gassoso, più freddo e dalla temperatura incostante, in cui deve respirare e procurarsi il cibo. Tutti i suoi organi iniziano adesso a funzionare autonomamente. Il bambino, quindi, comincia subito a perdere liquidi attraverso l’eliminazione di feci e urina e tramite la respirazione; inoltre consuma calorie – per piangere, per scaldarsi, per alimentarsi. Il suo stomaco, tuttavia, è ancora troppo piccolo per assumere grandi quantità di latte, e le “entrate” non riescono dunque a compensare le “uscite” (nonostante il neonato abbia a disposizione il colostro materno, una sostanza ricchissima di nutrienti in poco volume).

Quanto peso si perde normalmente?

Il risultato è una fisiologica, transitoria perdita di peso, che di solito viene definita tale quando si attesta intorno al 5-7% del peso alla nascita, ma nella pratica si tende a considerare normale un calo fino al 10% del peso iniziale. Ciò vuol dire che non esiste un valore assoluto di peso che si può perdere, ma che il calo deve essere valutato in relazione al peso alla nascita. Facciamo un esempio: un bambino di 2,8 kg può perdere fino a 280 g, mentre un bambino di 4,5 kg può perdere fino a 450 g. Solitamente la perdita si verifica nei primi 3-5 giorni, poi il bambino inizia a recuperare e intorno al 15°-20° giorno di vita torna al peso che aveva quando è nato.

Calo eccessivo e allattamento

L’evolversi del peso neonatale durante i primi giorni di vita viene spesso considerato come indicatore dell’adeguatezza ed efficacia dell’allattamento. Se la perdita di peso supera il 10% viene considerata patologica e in questo caso la preoccupazione principale di pediatri e neonatologi è evitare il rischio di disidratazione. In molti ospedali si risponde a un eccessivo calo ponderale somministrando un biberon di formula artificiale, e l’integrazione viene di solito mantenuta o addirittura aumentata al momento delle dimissioni. Questo approccio però, come dimostrato ormai da tempo, ha dei limiti, poiché comporta una diminuzione della produzione di latte e, se non si interviene, può causare un’interruzione precoce dell’allattamento. È invece fondamentale capire cosa ha portato quel bambino a perdere più peso del normale. Molto spesso si tratta di un errore “di fondo”. Il peso alla nascita, infatti, può risentire di numerosi fattori esterni alla diade madre-bambino: il mancato contatto pelle a pelle subito dopo il parto, il ritardo della prima poppata, l’allattamento a orari prestabiliti e non a richiesta del bambino, la somministrazione di troppi liquidi alla madre durante il travaglio, l’emissione o meno di urine o meconio, l’assenza di rooming in… sono tutti elementi che possono incidere negativamente sul peso iniziale o sul calo successivo.

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Fortunatamente è raro che l’eccessiva diminuzione del peso sia dovuta a una malattia o a un’infezione del bambino, della madre o di entrambi. In genere va ricondotta a un difficile avvio dell’allattamento, in seguito al quale il trasferimento di latte dal seno al bambino risulta inadeguato (può accadere, ad esempio, se il neonato non si attacca in maniera efficace, fa poche poppate oppure queste sono troppo brevi).

Se il bambino perde più peso del previsto…

Negli Ospedali Amici dei Bambini – riconoscimento conferito dall’Unicef agli ospedali che rispettano i Dieci passi per un allattamento efficace – i casi di eccessivo calo ponderale sono infrequenti, e inoltre vengono seguite delle linee di condotta volte a limitare l’integrazione con formula e a fornire un buon supporto all’allattamento.

Se il neonato presenta una perdita di peso tra l’8 e il 10%, o maggiore, è fondamentale innanzitutto che venga visitato in modo da escludere una malattia, cosa che richiederebbe ulteriori accertamenti e interventi specifici; andrà poi osservata una poppata, per rilevare le eventuali difficoltà da superare.

Se per garantire un’assunzione alimentare sufficiente si rende necessaria un’integrazione, la madre verrà invitata a tirare il latte, da offrire al bambino tramite tazzina o bicchierino, evitando l’uso del biberon. Nel caso in cui la madre non possa estrarre il latte (ad esempio per qualche patologia), si ricorrerà alla formula artificiale. Una volta risolto il problema o la difficoltà iniziale, si procederà all’eliminazione più o meno graduale dell’integrazione.

Ricordiamo che…

  • Il calo ponderale non giustifica da solo un’integrazione di formula, ma richiede una valutazione caso per caso.
  • Il bambino dovrebbe essere pesato sempre sulla stessa bilancia, nudo o con gli stessi indumenti, in un momento di tranquillità.
  • La crescita in peso di un bambino si calcola sempre dal peso più basso che ha raggiunto con il calo e non dal peso alla nascita.
  • Se ci sono state delle difficoltà iniziali e il neonato ha perso più peso del previsto, è probabile che impieghi più di due settimane per tornare al peso che aveva alla nascita.
  • In nessuna circostanza, anche qualora si rendesse necessaria l’integrazione con formula, è prevista una sospensione dell’allattamento.
  • I casi di calo eccessivo possono essere diminuiti drasticamente laddove si preveda un sostegno all’allattamento in epoca sia prenatale che postnatale.
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Immagine per l'autore: Natalia Camarda
Natalia Camarda

pediatra, consulente professionale in allattamento IBCLC e insegnante di massaggio infantile A.I.M.I., esegue consulenze specialistiche sull’allattamento per futuri e neogenitori, aiutandoli a risolvere eventuali difficoltà prima e dopo la nascita, e in qualunque fase dell’allattamento.

Articolo pubblicato il 13/10/2020 e aggiornato il 13/10/2020
Immagine in apertura FG Trade / iStock

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