Orticaria nei bambini: come riconoscerla e curarla

Se il fenomeno è isolato alla pelle e non vi sono sintomi che interessano altri apparati, l’orticaria è una patologia non pericolosa. Ma come valutare invece i casi da attenzionare? E come risalire alla causa di questa condizione?

Immagine per l'autore: Giulia Ceglie
Giulia Ceglie , pediatra ematologa e ricercatrice
bambina con orticaria si gratta

Dopo che Massimo passa a prendere sua figlia Stella all’asilo, durante il tragitto in auto si accorge che la piccola, oltre a essere particolarmente lamentosa, non fa che grattarsi pancia e gambe. Inizialmente Massimo attribuisce il tutto agli strascichi del raffreddore di cui la bambina ha sofferto una settimana prima. Una volta tornato a casa, però, si accorge che braccia e gambe della piccola sono coperte da un’eruzione cutanea caratterizzata da pomfi, gli stessi che Stella continua a grattare. Allarmato, Massimo manda una foto alla pediatra, che risponde a colpo sicuro: si tratta di orticaria. Una volta assunta la terapia prescritta, le macchie e soprattutto il fastidioso prurito scompaiono rapidamente.

Rimangono però molti dubbi: cosa ha causato l’orticaria? Significa che Stella è allergica a qualcosa? Bisognerà fare delle prove allergiche per evitare che capiti in futuro? Vediamo insieme come rispondere a questa e ad altre domande sull’orticaria nei bambini.

Cos’è e quali sono le cause dell’orticaria

Prima di tutto: cos’è l’orticaria? Si tratta di una condizione della cute caratterizzata dalla comparsa di pomfi, cioè da chiazze leggermente in rilievo e di colore rosa pallido al centro, circondate da eritema (zona più rossa), che danno prurito più o meno intenso e talvolta bruciore. I margini e le dimensioni dei pomfi, spesso tondeggianti/ovalari, possono variare.

Perché viene l’orticaria? Si tratta di una infiammazione della pelle sostenuta da un’aumentata permeabilità vasale, a seguito della liberazione di sostanze vasoattive (cioè in grado di modificare il tono vascolare, inducendo vasocostrizione oppure vasodilatazione) quali ad esempio l’istamina, che viene rilasciata da alcune cellule, i mastociti, che si trovano lungo le pareti dei vasi sanguigni della pelle.

Ma quali sono le cause dell’orticaria? Questa condizione può essere definita in base alle sue cause scatenanti.
In età pediatrica, la maggior parte delle orticarie sono di natura para o post-infettiva, cioè si manifestano durante o subito dopo un episodio infettivo. Le infezioni di tipo virale sono considerate, ad oggi, il fattore più frequente, più raramente l’orticaria può manifestarsi anche a seguito di episodi infettivi di natura batterica o parassitaria. Approfondiremo meglio questo argomento nel paragrafo dedicato all’orticaria virale nei bambini.

Contrariamente a quanto si pensa, invece, l’orticaria allergica è molto poco frequente (circa il 5% dei casi). Questa forma presenta le seguenti caratteristiche:

  1. deve iniziare entro un’ora dall’esposizione al fattore scatenante;
  2. deve verificarsi tutte le volte che il bambino entra in contatto con l’allergene;
  3. è fugace, di solito scompare entro qualche ora e termina quando l’allergene viene metabolizzato ed eliminato dall’organismo.

L’orticaria allergica può manifestarsi a seguito dell’ingestione di un alimento, un farmaco o dopo la puntura di un insetto. Per quel che riguarda gli alimenti, quelli che più frequentemente possono determinare l’orticaria allergica sono le arachidi, i frutti di mare, il pesce, le uova e il latte. Gli alimenti cotti causano l’orticaria più raramente rispetto a quelli consumati crudi.

Esiste poi l’orticaria fisica. La pelle può infatti reagire a determinati stimoli fisici con la tipica infiammazione e la comparsa di pomfi. Le orticarie fisiche più frequenti in età pediatrica sono costituite dal “dermografismo” e dall’orticaria da freddo. Il dermografismo  è una reazione indotta da stimoli da contatto, quali graffiare, strofinare la pelle, il che determina la comparsa di pomfi (ad esempio nella zona di cinte o elastici di vestiti particolarmente aderenti o stretti).

L’orticaria da freddo invece è causata, come suggerisce il nome, da un’esposizione ad acqua o vento a basse temperature, e a volte può accompagnarsi a gonfiore delle labbra in seguito all’ingestione di cibi particolarmente freddi (ad esempio i gelati). Questa forma di orticaria può verificarsi anche in seguito all’esposizione al sole e ai raggi UV, configurando la cosiddetta orticaria solare, che compare di solito entro pochi minuti dall’esposizione.

Le forme post o para infettive di solito colpiscono i bambini in età scolare, quelle alimentari sono invece più frequenti nei primi cinque anni di vita. In età adolescenziale sono più frequenti le orticarie da puntura d’insetto e quelle fisiche. Anche l’età può essere quindi un indizio per definire meglio il quadro clinico.

Orticaria nei bambini: sintomi e come riconoscerla

Per la diagnosi di orticaria è spesso sufficiente la visione delle lesioni e la storia clinica del paziente. Va sottolineato però che non sempre è possibile ricondurre l’orticaria a una delle cause finora descritte, in tal caso parleremo di orticaria idiopatica, cioè da causa sconosciuta.
Considerata la fugacità dei sintomi dell’orticaria nei bambini, è consigliabile fare una foto non appena si scoprono le lesioni, in modo da farle visionare al pediatra qualora siano già scomparse al momento della visita.

Un elemento importante da valutare è anche l’eventuale concomitanza con altri sintomi. Infatti, l’orticaria può accompagnarsi all’interessamento delle mucose oltre che della cute, in particolare a livello delle palpebre, delle labbra e a volte dei genitali esterni, con un gonfiore definito “angioedema”.

Alcune forme particolarmente severe di orticaria possono associarsi anche a manifestazioni generali gravi quali broncospasmo, febbre, diarrea, shock anafilattico, per cui si renderà necessaria una valutazione pediatrica urgente. Nella maggior parte dei casi però l’orticaria si manifesta in maniera isolata e in questo articolo ci focalizzeremo solo sulla forma cutanea. 

Abbiamo dunque capito come riconoscere l’orticaria in base ai sintomi. Ma una caratteristica importante per definire questa condizione è anche la sua durata. Si definisce acuta l’orticaria che dura meno di sei settimane, cronica invece quella che si presenta quasi tutti i giorni per una durata maggiore di sei settimane. Teniamo conto dunque che anche l’orticaria acuta può prolungarsi nel tempo (fino a un mese e mezzo), pertanto la ricorrenza delle lesioni, anche quotidiana, non deve spaventare. Nel bambino la forma più frequente è l’orticaria acuta, mentre la cronica è rara (1-3% dei casi). Ad ogni modo, anche nei casi di orticaria cronica il bambino guarisce nella maggior parte dei casi entro tre anni dall’esordio dell’infiammazione.

La classificazione può dare anche indicazioni importanti riguardo alle cause dell’orticaria del bambino. Nell’orticaria cronica i meccanismi coinvolti sono spesso quelli dell’orticaria fisica, quali sfregamento, acqua fredda, esposizione al sole. Tuttavia, a volte questa condizione può essere associata a parassitosi intestinali (non frequenti nel nostro Paese), o altre problematiche intestinali, quali la celiachia. Anche malattie reumatologiche, o altre patologie autoimmuni (ad esempio la tiroidite) o neoplasie possono essere coinvolte nel processo.

Per quel che riguarda gli esami di laboratorio, salvo casi specifici in cui si sospetti una malattia specifica (ad esempio la celiachia), non sono quasi mai indicati. Anche le prove allergiche sono raramente utili, e trovano applicazione solo nei casi in cui vi sia un forte sospetto di allergia scatenata da uno specifico alimento o sostanza. Negli altri casi, che per la maggior parte sono di natura post e para infettiva, questi esami risultano inutili.

L’orticaria virale nei bambini

Come detto, la maggior parte dei casi di orticaria nel bambino sono di tipo para o post infettivo, cioè si verificano in concomitanza o a breve distanza da un’infezione per lo più causata da virus. Tuttavia, occorre specificare che nell’orticaria virale non è il virus in sé a causare pomfi attraverso un meccanismo infettivo (non vi è presenza alcuna del virus all’interno delle lesioni cutanee). L’infezione, infatti, funge da stimolo per il sistema immunitario, che reagisce dando luogo ai fenomeni che portano all’orticaria.

Il nome fuorviante di orticaria virale non deve dunque trarre in inganno. Non esiste inoltre una lista precisa di virus che determinano l’orticaria, poiché sono tanti quelli che possono innescare tale meccanismo. Non è pertanto utile identificare esattamente il tipo di infezione che si è verificata prima dell’episodio, tenendo presente che di solito le infezioni virali maggiormente associate all’orticaria virale sono quelle a carico dell’albero respiratorio. 

Come si cura l’orticaria nei bambini

Esiste una cura per l’orticaria nei bambini? La valutazione clinica mira per prima cosa a escludere l’interessamento di altri organi, ad esempio la presenza di broncospasmo o angioedema. Una volta accertato l’esclusivo interessamento cutaneo, e aver eventualmente rimosso la causa scatenante (un allergene, se noto), si può procedere con terapie che aiutano sia per il gonfiore che per il prurito e bruciore dei pomfi.

Il trattamento di prima linea si basa su farmaci antistaminici da assumere per bocca, che hanno di solito un rapido effetto e permettono di risolvere la sintomatologia; solitamente i sintomi dell’orticaria acuta non durano più di una settimana, pertanto, questo è il periodo medio di assunzione della terapia. Sono invece fortemente sconsigliati gli antistaminici da usare localmente in quanto possono dar luogo a fenomeni di ipersensibilizzazione. I corticosteroidi possono essere indicati in caso di associazione con forme respiratorie (broncospasmo) o in altri casi selezionati. Ad ogni modo è sconsigliato assumere steroidi per l’insorgenza di orticaria se non esplicitamente indicato dal curante.

Quando preoccuparsi per l’orticaria nei bambini? Se il fenomeno è isolato e non vi sono sintomi che coinvolgono altri apparati di cui abbiamo parlato precedentemente, l’orticaria è una patologia non pericolosa. Per la terapia di solito non è necessario il ricovero e l’orticaria può essere gestita a casa, informando i genitori sulla possibilità di ricomparsa nelle sei settimane successive all’esordio anche nelle forme acute.Tra gli altri rimedi per l’orticaria nei bambini vi è l’utilizzo di indumenti preferibilmente di cotone, non troppo stretti, e il consiglio di lavare il bambino con acqua tiepida e non eccessivamente calda (il calore può favorire l’insorgenza o il peggioramento del rash) e preferire l’amido di riso con azione lenitiva rispetto ad altri detergenti più aggressivi per la cute.

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Giulia Ceglie

Pediatra, attualmente svolge un dottorato di ricerca in Immunologia, Medicina Molecolare e Biotecnologie Applicate presso l’Università di Roma Tor Vergata e lavora come Clinical Research Fellow presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove svolge attività clinica presso il Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico e attività di ricerca presso i laboratori dell’Unità di Terapia Cellulare e Genica delle Malattie Ematologiche.

Bibliografia
  • Policlinico Gemelli, Orticaria, «pspediatrico.policlinicogemelli.it», ottobre 2017. 
  • Ospedale Bambino Gesù, Orticaria, «ospedalebambinogesu.it», dicembre 2021.
  • NHS, Urticaria, «wsh.nhs.uk».
Articolo pubblicato il 24/01/2024 e aggiornato il 24/01/2024
Immagine in apertura champja / iStock

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