Scoliosi: cause, tipologie e cure

Il termine "scoliosi" indica una curva patologica della colonna vertebrale accompagnata da una rotazione delle vertebre, ma spesso viene utilizzato a sproposito. Solo due bambini su 1.000 rischiano una deformità se non curati

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Vincenzo Calia , pediatra e fondatore di Uppa
Bambino durante un controllo per la scoliosi

La scoliosi è una deviazione della colonna vertebrale che compare spesso durante la crescita, soprattutto in età evolutiva, ed è ancora oggi circondata da molte convinzioni errate. Postura scorretta, zaini pesanti, sedentarietà o attività sportive vengono spesso indicati come cause, generando preoccupazioni non sempre fondate nei genitori.
Di seguito viene chiarito che cos’è la scoliosi, quali forme esistono e perché nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione idiopatica, non prevenibile con semplici accorgimenti posturali. Vengono inoltre affrontati i principali miti sulla scoliosi nei bambini e negli adolescenti, il ruolo dello screening e della diagnosi precoce e le indicazioni sui trattamenti realmente utili, dal monitoraggio clinico all’uso del busto nei casi selezionati. L’obiettivo è fornire informazioni corrette e basate sulle evidenze, per orientarsi con maggiore consapevolezza.

La nostra colonna vertebrale non è dritta: se la guardiamo da dietro può assomigliare alla colonna di un tempio antico, ma vista di profilo sembra piuttosto una lettera “S” molto allungata. Perciò, una colonna vertebrale è sempre “curva”.

Una colonna vertebrale curva non solo di profilo ma anche da dietro è uno dei primi sintomi di una possibile scoliosi; spesso sono i genitori stessi a notarlo, ma ciò non basta per una diagnosi certa. Infatti, si parla di scoliosi quando la colonna vertebrale, vista da dietro, non è dritta e una delle due metà del torace è più sporgente poiché le vertebre, invece di essere perfettamente allineate e appoggiate l’una sull’altra, sono ruotate verso destra o verso sinistra, particolare questo che non si vede a occhio nudo e che richiede una radiografia.

Cause della scoliosi

Se si escludono alcune gravi (e rare) anomalie neurologiche e dello scheletro (generalmente presenti già alla nascita o nei primissimi anni di vita), tutte le altre forme di scoliosi hanno un’origine sconosciuta e sono perciò chiamate dai medici “scoliosi idiopatiche” (il termine “idiopatico” si usa per definire una malattia di cui non si conosce la causa). Ma sappiamo che la probabilità di avere una scoliosi è più elevata se in famiglia ci sono altri casi, prova questa che suggerisce l’esistenza di cause genetiche di questa malattia, anche se finora non è stato identificato un ipotetico “gene della scoliosi”.

Frequenza e tipologie di scoliosi

Lo è molto meno di quanto non si senta dire in giro. Capita spesso che la schiena di un bambino o di un ragazzino, vista da dietro, non sia perfettamente dritta. Nella maggior parte dei casi si tratta di un “atteggiamento scoliotico”, cioè di un’alterazione della colonna che non dipende da una sua deformità, ma da altri fattori (il più comune è una differente lunghezza delle gambe).

Durante la crescita, spesso una metà del corpo cresce più in fretta dell’altra e le due gambe non sono perfettamente uguali: questa “dismetria degli arti inferiori” viene compensata da una particolare postura della colonna vertebrale.
Gli atteggiamenti scoliotici si correggono da soli e non meritano particolare attenzione.
Tuttavia, nell’età compresa fra i 12 e i 16 anni, due persone su 100 avranno una vera scoliosi, e saranno soprattutto ragazzine.

A seconda della parte di colonna vertebrale alterata, avremo:

  • scoliosi dorsale, se le vertebre ruotate sono più in alto;
  • scoliosi lombare, se le vertebre ruotare sono più in basso;
  • scoliosi destro convessa, se la curva anomala sporgerà a destra;
  • scoliosi sinistro convessa, se la curva anomala sporgerà a sinistra.

Non tutte queste scoliosi sono destinate a peggiorare nel tempo: molte restano stabili e non hanno conseguenze estetiche o funzionali. Secondo alcune ricerche, solo il 10% delle scoliosi vere e proprie tende a peggiorare in assenza di un trattamento. Perciò se la scoliosi si presenta in due adolescenti su 100 e il 10% di queste scoliosi tende a peggiorare senza trattamento, ciò vuol dire che solo due adolescenti su 1.000 avranno una scoliosi che necessita dell’intervento di un ortopedico.

Scoliosi: quali sono i sintomi?

Il brutto di questa malattia è che spesso si presenta senza sintomi di allarme e che, in qualche caso, la deformazione progredisce velocemente. L’assenza di dolore, inoltre, rende ancora più difficile l’individuazione di questa patologia: come già detto, di solito il sospetto viene da un’osservazione occasionale dei genitori o, più spesso, nel corso di una visita periodica di controllo dal pediatra.


Per questo motivo, arrivati a ridosso dell’adolescenza, è importante far controllare la schiena. Il pediatra lo fa osservando questi possibili segnali:

  • una spalla più alta dell’altra;
  • una sporgenza asimmetrica sulla schiena;
  • una rientranza asimmetrica sul torace;
  • una postura asimmetrica;
  • una colonna vertebrale palesemente anomala.

A questo punto, il medico può utilizzare un semplice strumento: lo “scoliometro”. Il ragazzo viene invitato a flettere il busto in avanti mantenendo le gambe dritte e le ginocchia estese. Il pediatra osserverà prima di tutto il profilo della schiena per evidenziare la presenza eventuale di una piccola “gobba”, poi utilizzerà lo scoliometro. Se la superficie della schiena non sarà “livellata”, il sospetto di scoliosi sarà molto concreto. Due radiografie della colonna vertebrale, una di fronte e una di profilo, potranno confermare la diagnosi e dare una misurazione della gravità della scoliosi.
Mentre il controllo del pediatra che segue i bambini nel tempo può essere determinante, l’efficacia degli screening di massa (in genere praticati nelle scuole medie) è molto discutibile, perché porta quasi inevitabilmente a un eccesso di diagnosi e di trattamenti.

Rimedi

È importante una premessa: nessuna attività fisica può prevenire l’insorgenza della scoliosi, nemmeno gli sport che stimolano più un lato del corpo rispetto all’altro (come ad esempio il tennis). Se un bambino è destinato a sviluppare questa patologia la svilupperà, qualunque attività fisica faccia o non faccia.


Si sente dire spesso che anomalie dei denti (malocclusioni) possano essere la causa della scoliosi, ma a tutt’oggi questa teoria non ha avuto alcuna dimostrazione scientifica, come pure non esistono prove scientifiche dell’efficacia della ginnastica posturale nella prevenzione e nella cura della scoliosi.
L’applicazione di un apparecchio ortodontico o la pratica di speciali esercizi per la scoliosi porteranno benefici di altra natura, ma molto probabilmente non avranno alcuna influenza sull’evoluzione di una scoliosi.
Infine, non esiste alcuna prova scientifica che l’insorgenza della scoliosi possa essere facilitata dall’uso di zainetti pesanti.

Cura per la scoliosi

Sì, una cura c’è, ed è nota da tempo: si tratta di applicare il “busto per la scoliosi”, ovvero un busto ortopedico. Fino a qualche anno fa, questo accessorio era piuttosto rigido e ingombrante e veniva accettato malvolentieri, anche perché alterava in maniera vistosa l’aspetto fisico dei ragazzi costretti a indossarlo. Oggi invece la tecnica si è evoluta ed esistono dei “corsetti” abbastanza leggeri e poco visibili. Vanno indossati a lungo durante la giornata e per molti mesi, ed è dimostrato che sono in grado di arrestare la progressiva deformazione della colonna vertebrale.
Va da sé che il busto ortopedico sarà necessario solo nei casi di scoliosi evolutive riscontrate, mentre sarà inutile imporlo anche nei casi che tendono a restare stabili, meno che mai negli atteggiamenti scoliotici (tutte situazioni molto più frequenti).

Scoliosi grave

Quando la deformità della colonna è notevole e non si può controllare col solo uso del corsetto, è necessario sottoporsi a un’operazione chirurgica. L’intervento consiste nel collegare tra loro le vertebre con delle piccole sbarre di metallo, che servono sia ad arrestare la progressione della malattia che a correggere le deformità, prevenendo possibili complicanze future: una grave scoliosi che peggiori nel tempo può deformare il torace e compromettere il funzionamento dei polmoni e del cuore.

In sintesi

  1. La scoliosi è piuttosto rara: solo due bambini su 1.000 rischiano una deformità se non curati
  2. La scoliosi non dipende dallo stile di vita (sport, zainetti eccetera)
  3. La scoliosi non si può curare né prevenire con la ginnastica o con l’ortodonzia.
  4. Le visite pediatriche di controllo sono il modo migliore per diagnosticare precocemente questa malattia
  5. La scoliosi, se tende a peggiorare, si può correggere indossando un busto
  6. Nei casi più gravi, per evitare deformità del torace, è necessario un intervento chirurgico

FAQ

Come si riconosce una scoliosi e quando è il caso di approfondire?
La scoliosi è una deviazione della colonna vertebrale che si osserva soprattutto durante la crescita. Alcuni segnali possono essere spalle o fianchi a diversa altezza, una scapola più evidente o un’asimettria del tronco quando il bambino si piega in avanti. Questi segni non indicano automaticamente una scoliosi, ma meritano attenzione. Se l’asimmetria è persistente o sembra accentuarsi nel tempo, è opportuno parlarne con il pediatra, che può valutare se è necessario un controllo specialistico.

Lo zaino pesante può causare la scoliosi?
No, lo zaino pesante non è considerato una causa di scoliosi. Può però contribuire a dolori alla schiena o a posture scorrette, soprattutto se viene portato male o solo su una spalla. La scoliosi ha origini diverse e spesso non dipende da fattori esterni modificabili. In ogni caso, abituare i bambini a usare zaini adeguati e a distribuirne il peso correttamente è una buona pratica per il benessere della schiena.

I bambini con scoliosi possono fare sport?
Nella maggior parte dei casi sì. L’attività fisica è generalmente incoraggiata perché favorisce il benessere generale, la forza muscolare e la mobilità. Non esistono sport “vietati” in assoluto per chi ha una scoliosi lieve o moderata, ma la scelta dell’attività può essere personalizzata in base alla situazione del bambino. È importante seguire le indicazioni dei professionisti che lo seguono e puntare su un’attività che il bambino svolga con piacere.

Che differenza c’è tra scoliosi e atteggiamento scoliotico?
La scoliosi è una deformità strutturata della colonna vertebrale, mentre l’atteggiamento scoliotico è una deviazione posturale che può comparire in alcune fasi della crescita o in presenza di posture scorrette. Quest’ultimo tende spesso a correggersi con il movimento e con la crescita. Distinguere tra le due condizioni è importante perché il percorso di controllo e gestione è diverso. La valutazione del pediatra o dello specialista aiuta a chiarire la situazione e a evitare preoccupazioni inutili.

Immagine per l'autore: Vincenzo Calia
Vincenzo Calia

pediatra e giornalista, ha esercitato per quarant’anni come pediatra di famiglia nel Servizio Sanitario Nazionale e ha fondato nel 2001 il bimestrale per i genitori «Un Pediatra Per Amico», che ha diretto per 16 anni. Attualmente è un pediatra libero professionista.

Articolo pubblicato il 28/04/2015 e aggiornato il 22/01/2026
Immagine in apertura KatarzynaBialasiewicz / iStock / Getty Images Plus

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